La nostra associazione, trasformatasi in movimento politico col convegno di Montegrotto terme, ha approvato all’unanimità, con l’assemblea di Firenze, la proposta di federarsi, assieme ad altri movimenti, col partito di Azione guidato da Carlo Calenda. Abbiamo più volte rilevato, e tale ë ancora il nostro parere, che l’area avrebbe potuto essere più ampia e comprendere anche altri partiti e movimenti d’ispirazione riformista. Così non é stato e più o meno nella stessa collocazione e con programmi più o meno simili (uno spirito europeista, il pieno sostegno alla lotta di resistenza del popolo ucraino al quale non si può impedire di bombardare le postazioni da cui partono i bombardamenti sulla sua gente, una difesa unica europea, un ministro degli Esteri e della Difesa europeo, perfino la proposta di Mario Draghi al vertice della commissione) si presentano oggi e domani i simboli di Azione, con alla base quelli del Partito repubblicano, dei socialisti liberali e altri, e quello di Stati uniti d’Europa, con alla base i simboli di Italia viva, di Più Europa e del Psi. La differenza sta però nel progetto. Mentre la lista Stati uniti d’Europa é stata costruita semplicemente per superare la soglia di sbarramento del 4%, quella di Azione-Siamo europei é stata costruita con l’obiettivo di formare il nuovo Partito riformista, la nuova casa dei liberaldemocratici e dei socialisti liberali. La nuova casa in cui la tradizione socialista riformista e liberale verrà assunta e interpretata da noi. In questa campagna elettorale si é parlato molto del passato: di Matteotti, del suo omicidio di cent’anni orsono, di Gramsci e del suo sprezzante giudizio sul martire dei sicari di Mussolini, del fascismo e dell’anti fascismo e di Berlinguer (la Schlein ha voluto coniare la nuova tessera del Pd col volto di Berlinguer e si é recata a Padova, la città dove il segretario del Pci morì 40 anni fa lodandolo come “uno dei personaggi più rilevanti della storia italiana e mondiale”. E’ giusto che i partiti, sradicati dalla storia dopo la falsa rivoluzione giudiziaria, così come é stata descritta nell’intervista del sen. Pellegrino al Corriere, si riapproprino della loro storia. E allora mi chiedo dove possano mai stare i socialisti riformisti e liberali. In un partito neo beringueriano che ricorda tanto il Pci (e nemmeno quello del compromesso storico ma quello dell’occupazione della Fiat), in una destra trainata da due partiti, uno post fascista e l’altro putiniano? I socialisti riformisti e liberali possono stare solo col Partito riformista. Anzi nel Partito riformista che mi auguro non solo Azione, i repubblicani, i socialisti liberali vogliano costruire in Italia, ma anche i cattolici e i liberali del Pd che non appartengono alla storia del Pci o che da quella storia hanno preso le distanze cambiando il nome e il simbolo del Pci dopo l’89 europeo. Oggi e domani si vota anche per questo e in particolare si votano i candidati socialisti della lista Azione-Siamo europei. A loro auguro successo, come si diceva una volta, molto fraternamente…
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

