Sí, sono interessato direttamente anch’io avendo fatto tre legislature alla Camera e un anno al governo. Dunque dovrei astenermi dall’argomento per il rischio di parlare anche pro domo mea. Ma non resisto a un fiume di falsità, di irregolarità, di illegittimità, di superficialità e di strumentalità che la questione del taglio dei vitalizi ha generato. Cominciamo dalla madre di tutte le balle. I Cinque stelle hanno abolito i vitalizi. Falso. I vitalizi sono stati aboliti nel 2012 quando ancora l’armata di Grillo non aveva varcato.le porte dell’Urbe. Da allora non esistono più e sono stati sostituiti da un minimo compenso in chiave contributiva. Quel che si è versato si percepisce. Come tutte le leggi si applicava dal 2012 in avanti. Gli unti del Signore hanno invece scritto una farsa che si protrae fino ai giorni nostri in nome della Santa inquisizione che perseguita il reato di vitalizio per chi già lo percepiva. Si tratta di una farsa in tre atti. Cominciamo dal primo: i Cinque stelle nel 2019, sull’onda della lotta alla casta, hanno fatto votare un taglio retroattivo dei compensi già percepiti, applicando il cosiddetto sistema contributivo. Obiezioni. Un taglio retroattivo é chiaramente anti costituzionale se non “misurato e transitorio”, come prescrive la Corte. Coloro che hanno tagliato i vitalizi, anche i Cinque stelle, percepiscono come parlamentari uno stipendio di almeno tre volte superiore al piu alto dei vitalizi e non si sono tolti un euro e questo sarebbe stato assolutamente legittimo anche se non “misurato e transitorio”. Ma lasciamo perdere, e prescindiamo anche dal fatto che il guru del Movimento percepiva in qualità di consulente e coi soldi della Camera un compenso di 350mila euro annui, dieci volte superiore a un vitalizio medio. Restiamo al sistema contributivo. Questo risale alla legge Dini parzialmente applicata a partite dal 1 gennaio del 1995. Non solo per gli ex parlamentari é stata applicata anche prima inventandosi un quoziente che non esiste, a me dal 1987, ma é stata estesa in modo integrale a tutti. Solo gli ex parlamentari sono dunque oggetto di un taglio retroattivo e non transitorio e solo a loro si applica il contributivo integrale, poiché non c’é nessuno che abbia iniziato a lavorare il 1 gennaio del 1995 e sia già in pensione. Atto secondo della farsa: i soloni del consiglio giurisdizionale, che sono nient’altro che parlamentari designati dai diversi gruppi politici, hanno capito di aver sbagliato i calcoli e hanno ridato, senza che la notizia apparisse sui media, parte del maltolto. Ma stranamente a scalare. A coloro che percepivano molto quasi tutto e a coloro che percepivano poco (ci sono situazioni da mille euro mensili) invece niente. A proposito di lotta ai privilegi. Terzo atto della farsa. Il senato ha accolto i ricorsi e ha reintegrato il tutto e così il Parlamento europeo. E invece la Camera no. La norma era la stessa, i tagli identici, i diritti uguali. E sapete perché? Lo ha spiegato Conte, perché tra chi doveva decidere c’era anche uno dei Cinque stelle contrariamente al Senato. La giustizia à la carte. Quel che é diritto al Senato non lo é alla Camera. Il ricorso era identico e gli avvocati gli stessi. Il giudizio é opposto. Basta un Cinque stelle e voila le jeux sont faits. Conte, che é avvocato, dovrebbe sapere che nel consiglio giurisdizionale i politici devono smettere la casacca e inventarsi giudici. No, Conte non solo mette la casacca e il numero al Cinque stelle, ma rivendica il risultato politico di un giudizio diverso rispetto all’altro ramo del Parlamento, ben anticipato dalle solite soffiate al travaglismo imperante. Roba da matti. Roba da rimandarlo all’Università, anzi al Liceo di Cerignola. E forse alle scuole medie di Volturara Appula.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


5 commenti
Molto chiaro, Direttore: dai Monti al mare.
GARGANI A NOME DELL’ASSOCIAZIONE EX PARLAMENTARI DICHIARA: “ILLEGALITA’ ECLATANTE NEL TEMPIO DELLA LEGALITA’”
Nel tempio della legalità che è la Camera dei Deputati è stata perpetrata con la sentenza del consiglio di giurisdizione di II° grado la più eclatante illegalità e illegittimità che nessuna autorità giudiziaria e nessuna legge ha mai fatto dal 1948.
Si tratta di una sentenza politica emessa dai giudici privi di autonomia, di terzietà e di imparzialità, requisiti previsti dalla Costituzione e dai trattati europei.
Chiediamo ai giuristi di questo paese di valutarla nel merito per difendere il ruolo del Parlamento e a tutti i partiti chiediamo di assumere fin in fondo le loro responsabilità dinnanzi allo stravolgimento della Costituzione e al mancato risparmio delle risorse specifiche nel bilancio della Camera.
Nessuna sanzione, né penale, né civile, può essere irrogata per il passato perché la legittima aspettativa è un valore e un precetto costituzionale sempre osservato in Italia per tutti i cittadini. La Corte Costituzionale ha stabilito con una giurisprudenza costante che una sanzione per il passato può essere decisa alle condizioni che sia temporanea, proporzionale e ragionevole. Perciò il taglio permanente basato su un metodo di calcolo retroattivo dei vitalizi non è accettabile ed è contro legge.
Questa grave irregolarità vigente solo per gli ex deputati fa emergere il permanere di un rancore nei confronti di chi ha onorato il Parlamento per il passato e ha diritto al rispetto dei propri diritti. I componenti del consiglio giurisdizionale sono personalmente responsabili della decisione poiché un organo giurisdizionale non può decidere a suo piacimento calpestando norme elementari di diritto costituzionale e di diritto comune.
Alcune indiscrezioni giornalistiche e alcune dichiarazioni veramente incredibili hanno accompagnato per giorni il lavoro del consiglio di giurisdizione, ma scandalose sono le dichiarazioni di Giuseppe Conte che ieri, mentre era riunito il Collegio giudicante ha esternato più volte contro ogni deontologia professionale.
Come avvocato e giurista avrebbe dovuto rispettare il lavoro dei componenti del collegio.
Ricordiamo a tutti che gli ex deputati non chiedono alcun privilegio, tant’è che avevano formalmente dichiarato di rinunziare ad una serie di diritti con proposte ben precise che avrebbero determinato un forte risparmio di spese da parte della Camera dei Deputati rendendo coerente il regime retributivo tra la Camera e il Senato a tutela dello status unitario del Parlamento e della complessiva autonomia parlamentare
Trovo anch’io abbastanza inspiegabile il diverso orientamento in materia avuto dalle due Camere, ma questa differenziazione dipende verosimilmente dalla autodichia, ossia dalle prerogative riconosciute ad alcuni organi costituzionali, prerogative che rendono di fatto chi non ne dispone abbastanza distaccato dalle problematiche dei predetti organi.
All’epoca non mancò chi si stupì della decadenza del Cavaliere da Senatore per effetto di una legge applicata in maniera retroattiva (così almeno diceva chi riteneva che la retroattività fosse una forzatura, anche azzardata perché poteva agire da precedente), ma a tali perplessità veniva risposto che le decisioni del Senato erano insindacabili.
Paolo Bolognesi 20.07.2025
COMUNICATO STAMPA – GARGANI A NOME DELL’ASSOCIAZIONE EX PARLAMENTARI DICHIARA: “ILLEGALITA’ ECLATANTE NEL TEMPIO DELLA LEGALITA’”
17.07.2025
GARGANI A NOME DELL’ASSOCIAZIONE EX PARLAMENTARI DICHIARA: “ILLEGALITA’ ECLATANTE NEL TEMPIO DELLA LEGALITA’”
Nel tempio della legalità che è la Camera dei Deputati è stata perpetrata con la sentenza del consiglio di giurisdizione di II° grado la più eclatante illegalità e illegittimità che nessuna autorità giudiziaria e nessuna legge ha mai fatto dal 1948.
Si tratta di una sentenza politica emessa dai giudici privi di autonomia, di terzietà e di imparzialità, requisiti previsti dalla Costituzione e dai trattati europei.
Chiediamo ai giuristi di questo paese di valutarla nel merito per difendere il ruolo del Parlamento e a tutti i partiti chiediamo di assumere fin in fondo le loro responsabilità dinnanzi allo stravolgimento della Costituzione e al mancato risparmio delle risorse specifiche nel bilancio della Camera.
Nessuna sanzione, né penale, né civile, può essere irrogata per il passato perché la legittima aspettativa è un valore e un precetto costituzionale sempre osservato in Italia per tutti i cittadini. La Corte Costituzionale ha stabilito con una giurisprudenza costante che una sanzione per il passato può essere decisa alle condizioni che sia temporanea, proporzionale e ragionevole. Perciò il taglio permanente basato su un metodo di calcolo retroattivo dei vitalizi non è accettabile ed è contro legge.
Questa grave irregolarità vigente solo per gli ex deputati fa emergere il permanere di un rancore nei confronti di chi ha onorato il Parlamento per il passato e ha diritto al rispetto dei propri diritti. I componenti del consiglio giurisdizionale sono personalmente responsabili della decisione poiché un organo giurisdizionale non può decidere a suo piacimento calpestando norme elementari di diritto costituzionale e di diritto comune.
Alcune indiscrezioni giornalistiche e alcune dichiarazioni veramente incredibili hanno accompagnato per giorni il lavoro del consiglio di giurisdizione, ma scandalose sono le dichiarazioni di Giuseppe Conte che ieri, mentre era riunito il Collegio giudicante ha esternato più volte contro ogni deontologia professionale.
Come avvocato e giurista avrebbe dovuto rispettare il lavoro dei componenti del collegio.
Ricordiamo a tutti che gli ex deputati non chiedono alcun privilegio, tant’è che avevano formalmente dichiarato di rinunziare ad una serie di diritti con proposte ben precise che avrebbero determinato un forte risparmio di spese da parte della Camera dei Deputati rendendo coerente il regime retributivo tra la Camera e il Senato a tutela dello status unitario del Parlamento e della complessiva autonomia parlamentare.
Finalmente è stata fatta chiarezza che anche il comune mortale può capire