Nella rossa Toscana, rimasto forse l’ultimo baluardo della tradizionale forza della sinistra, si sta vivendo in pieno il vuoto della politica. Ad ottobre si rinnoverà il Consiglio Regionale e si eleggerà il nuovo Governatore. L’uscente, il già socialista Eugenio Giani, vola sull’onda dei sondaggi e del sostegno di molti sindaci dei comuni toscani. Eppure si assiste ad una guerra fredda interna al PD.
L’esigenza di essere “testardamente unitari’, mantra della segretaria Schlein, punta a dare sponda all’ala estremista e populista di AVS e M5S.
Questi ultimi (ma forse anche la stessa Schlein ed il suo entourage) non perdonano a Giani due cose: essere stato socialista ed essere stato sostenitore di Matteo Renzi.
L’odio applicato alla politica, per cui chi non ha il DNA della sinistra estremista, è sempre e sicuramente un nemico. I depositari, presuntuosamente esclusivi, dei valori dell’antifascismo, del moralismo e della “purezza” antropologica, non possono sottrarsi dall’esprimere giudizi di condanna per chi osa mettere in discussione le loro certezze. Certezze ancorché datate e ferme alla reale politica degli anni 70.
Quelle cioè che fanno dire che il recente referendum lo si è vinto nonostante la sonora e palese “tronata”. Quelle che ripetono in modo stantio gli slogan di un’era politica preistorica per i quali esiste ancora lo scontro fra USA ed URSS, con pennellate di vero antisemitismo, che vedono il male solo da una parte mentre dall’altra esiste sempre il fulgido esempio di “comunismo applicato”!
Quelli cioè che attaccano il governo Meloni sbandierando l’antifascismo, ma che non solo non si pongono la giusta domanda: se Meloni vince cosa abbiamo sbagliato? Ma che, assunto seppur non concesso, che questo governo sia “fascista”, neanche considerano che è stato democraticamente eletto e che dovrebbero interrogarsi sul come gli italiani siano “tornati” ad essere fascisti. E se così è come poterli riconquistare ad una proposta politica “antifascista” che non sia il chiudersi nel recinto ideologico identitario, visto che questo aspetto per chi è “tornato” fascista, non regge!!!
Ma la politica latita, si identifica la conquista del governo come un obiettivo e non la tappa di un percorso politico culturale che sappia offrire ai cittadini una prospettiva per cui avere speranza!
No: la fine delle ideologie, la falsa rivoluzione morale che ha aperto voragini nel tessuto sociale, la fine dei partiti come luogo di costruzione della politica e delle classi dirigenti, ha lasciato spazio alla mera gestione del potere.
Ecco allora che tutto è funzionale all’obiettivo. Anche raggiungerlo con slogan vuoti come “testardamente unitari” che vuol semplicemente dire tutti insieme contro la Meloni. Giacché affermare di stare insieme “per” qualcosa è difficile visto che tra PD, AVS e M5S vi sono visioni opposte, per esempio sulla politica estera. Che non è poi un aspetto secondario visto lo scenario in cui stiamo vivendo.
Ma chi se ne importa! L’obiettivo è conquistare il governo, governare diventa un optional!!
E’ così che si spiega la vergogna che stiamo vivendo in Toscana: a 100 giorni dalle elezioni nessuna valutazione sull’operato del governatore uscente ed una conferma di candidatura che stenta ad essere confermata. Piuttosto la necessità di candidare uno o una che siano funzionali a questo mantra ideologico del “testardamente unitari” tanto in Toscana si vince!! Con buona pace dei cittadini e delle istituzioni che sono considerati variabili indipendenti rispetto alla conquista del governo.
Poi ci stracciamo le vesti se l’astensionismo cresce!!
Come recitava un vecchio libro finirà che “anche le formiche nel loro piccolo si incazzano” e anche la Toscana sarà persa, con buona pace di chi crede di possedere il voto e le istituzioni.
Buona strada alla mia amata Toscana!!!

