di Massimo Tosini
Oggi, nell’età della tecnica, viviamo in un sistema complesso; tale termine deriva da complexus e significa ciò che è tessuto insieme.
Scrive Morin: “Si ha complessità quando sono inseparabili i differenti elementi che costituiscono il tutto (come l’economico, il politico, il sociologico, lo psicologico, l’affettivo, il mitologico) e quando vi è tessuto interdipendente, interattivo e inter-retroattivo, tra l’oggetto di conoscenza e il suo contesto, le parti e il tutto, il tutto e le parti, le parti tra loro. La complessità è, perciò, il legame tra l’unità e la molteplicità” (Morin, 2001).
Il Sistema sociosanitario, nella nostra società opulenta, sia per ragioni demografiche, sia per la qualità delle patologie prevalenti, non solo si dimostra complesso ma, in Italia, è pure più malato di coloro che cura. Nel nostro Paese è ormai nota la carenza di personale medico e infermieristico nonché il suo sottofinanziamento, ma risolvere questi tre cronici problemi non è di per sé sufficiente per garantire un Sistema coerente con l’art. 32 della Costituzione italiana, né con i principi di universalità, equità ed eguaglianza della legge 833/78.
L’invecchiamento della popolazione e le epidemie del xxi secolo dovute alle patologie non trasmissibili impongono un salto di paradigma: dal patogenico al salutogenico. Già nel 2017 suggerivo la istituzione del Servizio Sociosanitario Regionale Europeo: tre anni più tardi la pandemia da covid – 19 si è incaricata di dimostrare che la mia visione era giusta (Tosini M. (2017) La Sanità nel xxi secolo, Meno e meglio, Padova, Cleup).
Le imminenti elezioni europee rappresentano dunque un’occasione da non perdere per costruire gli Stati Uniti d’Europa poiché, nell’era della tecnica, che è un mondo, dell’Intelligenza Artificiale, del pianeta ormai ridotto a villaggio globale, non possiamo più permetterci di vivere in un’Europa frammentata poiché gli Stati-nazione sono ormai superati dalla storia.
Dobbiamo altresì convincerci che la salute è una (One Health) e rimanda a tre dimensioni: individuale, collettiva e ambientale. La legge 833/78 è stata la più grande riforma strutturale del nostro Paese dal secondo dopoguerra: con opportuni aggiustamenti, informati al paradigma salutogenico, può diventare la legge istitutiva del Servizio Sociosanitario Regionale Europeo.

