I recenti episodi di Cortina d’Ampezzo, nei quali alcuni turisti hanno attirato l’attenzione approfittando di docce sotto la grondaia e passeggiando seminudi nei parcheggi, talvolta dopo aver posteggiato abusivamente, sono stati spesso associati sui social e sui media al mezzo sul quale viaggiavano: i camper o, in altri casi, il van camperizzato.
Stando all’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti, tale collegamento sarebbe oltremodo indebito, dal momento che non vi sarebbe nessuna correlazione oggettiva tra questi comportamenti irrispettosi e il loro autoveicolo: l’autocaravan (o camper). Non solo, il camper, avendo invece forte valore identitario per alcune categorie di viaggiatori, diverrebbe così il pretesto per calunnie ingiustificate, fino anche a mettere a rischio la sicurezza degli appassionati che lo utilizzano, esponendoli a una visibilità non desiderata.
I Campeggi Municipali non sono una novità, infatti, sono operativi da decenni nella vicina Francia che è la meta preferita per chi pratica il turismo itinerante, generando da sempre introiti economici indotti non indifferenti utili per tutta la collettività, in sintesi una realtà degna di essere anche da noi realizzata in quanto vincente, sotto ogni punto di vista, perché preferita da chi pratica il turismo itinerante. Purtroppo, in Italia, chi ha governato non ha compreso l’importanza di detto settore e, il non modificare alla radice le normative in vigore ha fatto sì che miliardi di lire e milioni di euro spesi nei decenni non siano serviti per sviluppare l’accoglienza diretta a chi pratica il turismo itinerante.
E’ quello che la mia Amministrazione Comunale volle a Belluno nell’area parcheggio di Lambioi proprio perché io ero camperista.
La soluzione individuata dalle associazioni coinvolte prende esempio proprio dal modello francese: strutture a basso costo di realizzazione e gestione, che possano al tempo stesso favorire il turismo accessibile, garantire accoglienza in caso di calamità e costituire un’opportunità di sviluppo locale. Questi campeggi sarebbero collocati preferibilmente in aree pubbliche limitrofe a impianti sportivi, senza necessità di espropri, oppure in spazi privati messi a disposizione con accordi di perequazione.
Infatti, ancora oggi, in Italia, su 7.896 comuni, ci sono complessivamente, SOLO 3.000 CAMPEGGI tra municipali e privati. Inoltre, circa la metà di detti campeggi sono stagionali con la conseguenza di: • aumentare i costi di gestione e, di conseguenza, praticare tariffe da soggiorno in albergo; • un’occupazione limitata a pochi mesi che impediscono ai dipendenti di programmare il loro futuro; • “fare il pieno” ma che non comporta per la nazione un aumento del PIL presente ma anche futuro perché, i turisti che si vedono respinti, troveranno accoglienza in altre nazioni e i loro ragazzi saranno i loro futuri clienti perché detti luoghi faranno parte della loro gioventù.
Ecco perché i Campeggi Municipali, essendo infrastrutture strategiche di pubblica utilità, sono una soluzione per: • aumentare il PIL; • attivare l’occupazione già nella fase di progettazione e allestimento; • creare nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato per la gestione e promozione; • praticare tariffe decisamente inferiori a quelle generalmente praticate nei campeggi privati; • consentire il soggiornare anche a chi ha un basso reddito; • indirizzare il turismo scolastico per fargli scoprire i territori che compongono la nazione; • ricevere il turismo della terza età che apprezza luoghi rilassanti; • ospitare il turismo in tenda, in moto, in caravan, autocaravan, autobus turistici eccetera; • disporre di un’area attrezzata per ospitare eventi cittadini pubblici e privati; • accogliere i veicoli e il personale della Protezione Civile in caso di emergenza.
Il Parlamento e il Governo dovrebbe promuovere e approvare una legge che preveda per le infrastrutture di pubblica utilità, esistenti e future riguardo a tutto quanto necessario per il loro mantenimento, la costruzione, la gestione dei beni e servizi nonché la gestione del personale, favorendo l’alleggerimento di tasse, bolli e qualsiasi altro prelievo comunque sia chiamato. Iniziativa che non danneggerà le entrate dello Stato perché aumenterebbero i guadagni dei cittadini e delle imprese (guadagni soggetti alle imposte di fine anno) visto che i servizi di pubblica utilità avranno più risorse a disposizione per attivare gli acquisti di beni, di progettare e realizzare nuove strutture, di aumentare il loro personale.

