di Piero Furlan
Guardando la stampa di questa mattina c’è una parola che regna sovrana: Vendetta. L’impressione che se ne può dedurre è che questo termine sia la chiave di volta utile per spiegare e risolvere l’intricatissima situazione del Medio Oriente.
Sono in totale disaccordo con questo assunto.
Provo ad argomentare.
Supponiamo, ma purtroppo non è vero, che il tutto cominci nel ’72 con la strage alle Olimpiadi di Monaco. Visto che siamo in periodo olimpico a Parigi, l’esempio di Monaco ci sta.
Il Primo Ministro Israeliano, al tempo Golda Meir, autorizza la ricerca e la eliminazione fisica dei responsabili del massacro degli atleti. Criterio utilizzato: la Vendetta. Conclusioni: gli atleti sono morti, chi ha organizzato la loro uccisione pure, i fatti immediati e storici che hanno originato tutto questo, non sono stati affrontati, tanto che si arriva al 7 di ottobre/23. E il gioco si ripete se pure con numeri molto più pesanti.
Va ricordato che in realtà c’è un passaggio molto importante, nel ’93, con la stretta di mano fra il Presidente israeliano Rabin e il capo dell’Olp Arafat. Stretta di mano che significava la fine delle ostilità. Purtroppo da ambedue le parti, c’è chi non ha colto la possibile, grande rilevanza storica di quel passaggio, e ha optato nel non volere affrontare i difficili problemi fra i due stati, ma delegando alla Vendetta il ruolo di risolutore. Decisione insensata. Problemi affrontati: nessuno. Problemi aggravati: tutti. Morti contabilizzati: 1.500 da una parte, 40.000 dall’altra di cui almeno un terzo bambini.
Non sembra che la vendetta risolva qualcosa. Un Primo Ministro, Netanyahu, che parla di ammazzare questo o quello, è uno che tanto bene non sta. Non è un Primo Ministro che sostiene una linea politica inopportuna, come è lecito succeda. E’ un Primo Ministro che non affronta i problemi con l’aggravante di vantarsi di ammazzare decine di migliaia di persone. Un assassino, secondo il vocabolario di italiano. Ripeto, ammazzare le persone non è una scelta politica. E’ un omicidio.
Mandela, dopo quasi 30 anni di galera, una volta diventato Presidente del Sudafrica, ha proibito a sé stesso e agli altri, l’utilizzo della parola Vendetta. I problemi fra bianchi e neri, se ci sono, si affrontano. Un grande della politica.
E’ sufficiente copiare. Non è poi così difficile. Con un minimo di impegno ci può arrivare qualsiasi.
Anche se temo che l’idea della vendetta non sia solo di Golda Meir o Netanyahu, ma sia un convincimento diffuso in larghi strati della popolazione e certo non solo israeliana o palestinese.

