Cosa può fare un generale, anche se prestato alla politica, se non una guerra?
E’ quello che sta succedendo nella Lega dove il prode Vannacci, da Salvini nominato troppo superficialmente Vice Segretario Nazionale, si sta mettendo contro buona parte della nomenklatura leghista.
Da uno che viene dalla divisa da generale non è che ci sia da aspettarsi che conosca le buone maniere della politica.
I militari, si sa, specie se alto-graduati fanno come gli pare della serie “io so’ io e voi non siete un cazzo”, ma nella Lega non è che siano stati a sentirlo per molto tempo.
E allora è scontro con tutte le armi spianate.
Salvini getta acqua sul fuoco:” è un valore aggiunto”, dice parlando del generalissimo ma dalle parti del quartier generale rispondono picche.
“Mi dicono che l’ex generale è spesso nella zona di Varese per iniziative che coinvolgono leghisti ma di cui il partito, di cui è vicesegretario, non sa nulla” tuona Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato del Carroccio e segretario della Lega lombarda.
“Siccome voglio evitare pericoli o equivoci”, aggiunge, “credo sia arrivato il momento di sedersi attorno a un tavolo con Vannacci per confrontarsi con la massima sincerità per il bene della Lega. Penso sia utile incontrarci al più presto, prima del raduno di Pontida (21 settembre, ndr). Dobbiamo evitare sovrapposizioni che possono generare confusione al nostro interno”.
Centinaio è più duro.
“Vannacci rispetti le regole della Lega”, tuona il vicepresidente del Senato.
In una intervista sul sito de La Stampa, spiega:“Se Roberto Vannacci continua a muoversi in questo modo, il rapporto non si recupera. Sono anche convinto, come dice Romeo, che sia necessario un chiarimento con Vannacci, prima di Pontida, per evitare che ci siano ancora dubbi su questa situazione. Ma Vannacci”, aggiunge, “inizi a rispettare le regole della Lega. Se non gli vanno bene, faccia il suo partito. Se invece dice di volerle cambiare, vuol dire che vuole puntare alla leadership e a me questo non sta bene” perché “è entrato in un partito strutturato, che ha già un suo leader. Ed è il nostro segretario che prende le decisioni. Se vuole essere accettato, è Vannacci che deve salvinizzarsi”.
Mentre il presidente della Lombardia Attilio Fontana era sbottato qualche giorno prima al congresso dei giovani Padani svoltosi a Busto Arstizio: “Col cavolo che vannaccizziamo la Lega”.
E ancora: “Io sono della Lega, i nostri valori sono sempre gli stessi”, ricordando le prime riunioni al ristorante Bologna di Varese, la città di cui è stato anche sindaco, gli incontri con Umberto Bossi e, soprattutto, gli insegnamenti del Senatur.
Il generalissimo fa il pompiere, “andiamo avanti tutti insieme per una Lega sempre più grande e influente” ha detto Vannacci, “ognuno porta il meglio di sé”.
Salvini difende il suo pupillo: “Siamo troppo impegnati a lavorare, per dedicare tempo a polemiche o altro. Sindaci, governatori, ministri, parlamentari ed europarlamentari, ognuno con la testa al proprio ruolo e ai cittadini. Stiamo poi preparando una grande Pontida ’25, domenica 21 settembre ci saranno migliaia di persone da tutta Italia, e sul palco tutti i big della Lega che, ognuno col proprio stile e la propria personalità, stanno facendo crescere il Movimento. Aumentano gli iscritti, aumentano gli eletti, aumentano i consensi. Vannacci è un valore aggiunto, stiamo facendo e faremo un ottimo lavoro insieme”.
E vabbè quando la polvere diventa tanta si fa prima a spingerla sotto il tappeto.
Ma lì resta e prima o poi rispunta fuori.

