Oggi il Consiglio Europeo ha adottato un nuovo e ampio pacchetto di misure, il diciannovesimo dall’inizio della guerra, con ulteriori 69 elenchi individuali e molte misure restrittive economiche mirate a settori chiave che alimentano l’invasione illegale dell’Ucraina da parte della Russia, tra cui l’energia, la finanza e il complesso militare-industriale.
Il pacchetto odierno è una risposta alla crescente aggressione della Russia contro l’Ucraina, in particolare alla recente brutale campagna militare che ha deliberatamente preso di mira le infrastrutture civili, tra cui quelle energetiche, idriche e sanitarie. Attacchi che sottolineano ulteriormente la riluttanza della Russia a perseguire la pace.
Oggi si introduce il divieto di importazione di gas naturale liquefatto russo nell’UE, a partire da gennaio 2027, e si inasprisce l’attuale divieto di transazione nei confronti di Rosneft e Gazprom Neft. L’UE sta anche adottando misure contro importanti operatori di paesi terzi che alimentano i flussi di entrate della Russia. Ciò include sanzioni a entità cinesi – due raffinerie e un trader di petrolio – che sono grandi acquirenti di greggio russo.
L’UE ha imposto altre sanzioni lungo tutta la catena della flotta ombra: questo pacchetto include l’inserimento nell’elenco di Litasco Middle East DMCC, il principale fornitore di flotta ombra di Lukoil, con sede negli Emirati Arabi Uniti. Le misure odierne prendono di mira anche il più grande operatore portuale di container dell’Estremo Oriente russo e uno dei principali costruttori navali di Sovcomflot.
Altre 117 navi sono state raggiunte dal divieto di accesso ai porti: il numero totale di navi allontanate sale così a 557. Queste misure prendono di mira le petroliere extra-UE che fanno parte della flotta ombra eludendo il meccanismo del tetto massimo del prezzo del petrolio o trasportano equipaggiamento militare per la Russia, o grano ucraino rubato.
Circa le criptovalute, sempre più utilizzate dalla Russia per eludere le sanzioni, sono state introdotte nuove sanzioni contro lo sviluppatore della bytcoin A7A5, il suo emittente kirghiso e il gestore di una piattaforma su cui si scambiano volumi significativi di A7A5. Le transazioni che coinvolgono questa moneta virtuale sono pure vietate anche in tutta l’UE.
Circa le banche, oggi ci sono otto banche e operatori petroliferi di Tagikistan, Kirghizistan, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong che eludono le sanzioni dell’UE. Sono tutte soggette a divieto di transazione. Altre cinque banche russe – Istina, Zemsky Bank, Commercial Bank Absolut Bank, MTS Bank e Alfa-Bank – sono prese di mira con la stessa misura. Anche quattro banche di Bielorussia e Kazakistan sono soggette a divieto di transazione.
Inoltre, l’UE vieta ai suoi operatori di interagire con il Sistema Nazionale Russo di Carte di Pagamento (“Mir”) e col parallelo Sistema di Pagamenti Rapidi (“SBP”).
Restrizioni anche per i diplomatici: quando viaggiano nell’area Schengen al di fuori del loro Paese di accreditamento, i diplomatici russi dovranno informare in anticipo lo Stato membro dell’UE interessato. Questo obbligo vuole ampliare la consapevolezza degli Stati membri davanti alle attività di intelligence sempre più ostili all’Ucraina. Gli Stati membri dell’UE sono autorizzati da oggi a imporre ai diplomatici russi una speciale autorizzazione per recarsi nei loro territori, sulla base di visti o permessi di soggiorno rilasciati da un altro Stato.
Per quanto riguarda il traffico di minori,
dall’inizio della guerra di aggressione le autorità ucraine stimano che la Russia abbia deportato e trasferito forzatamente quasi 20.000 bambini ucraini in Russia o nei territori ucraini illegalmente occupati dalla Russia. Questi bambini, molti dei quali provengono da orfanotrofi o comunque sono separati dalle loro famiglie, spesso subiscono adozioni forzate e tentativi di cancellare la loro identità ucraina attraverso l’assimilazione forzata e l’indottrinamento.
Perciò l’UE rafforza la responsabilità di quelli coinvolti in tali attività, inserendo nell’elenco altre 11 persone. Per semplificare le future sanzioni contro i responsabili del rapimento, dell’assimilazione forzata e dell’istruzione militarizzata di minori ucraini, il Consiglio sta anche introducendo un nuovo criterio di inserimento nell’elenco che sarà presto pronto.
Circa il complesso militare/industriale russo, l’UE sta prendendo di mira imprenditori ed entità che ne fanno parte, nonché operatori degli Emirati Arabi Uniti e della Cina che producono o forniscono beni militari alla Russia. Gli elenchi odierni includono anche un alto comandante militare della RPDC dispiegato in Russia a sostegno dell’invasione dell’Ucraina e un responsabile del trattamento disumano dei prigionieri di guerra ucraini.
Il Consiglio ha individuato 45 nuove entità che supportano direttamente il complesso militare e industriale russo, e saranno tutte soggette a restrizioni all’esportazione più severe. 17 di queste entità hanno sede in paesi terzi diversi dalla Russia (12 in Cina, 3 in India e 2 in Thailandia).
L’UE ha inoltre concordato di estendere l’attuale divieto di esportazione, includendo componenti elettronici, telemetri, ulteriori sostanze chimiche utilizzate nella preparazione di propellenti e metalli, ossidi e leghe utilizzati nella produzione di sistemi militari. Anche sali e minerali, articoli in gomma, tubi, pneumatici, macine e materiali da costruzione saranno soggetti a restrizioni all’esportazione più severe.
Circa il commercio, l’UE ha oggi inserito nell’elenco il maggior produttore di oro russo, limitandone ulteriormente le fonti di reddito. Il pacchetto odierno rende obbligatoria l’autorizzazione preventiva per tutti i servizi forniti al governo russo e limita la fornitura di servizi di intelligenza artificiale, servizi di calcolo ad alte prestazioni e altri servizi commerciali basati sullo spazio alle entità russe, incluso il governo russo.
Le misure odierne, infine, vietano agli operatori europei di fornire servizi direttamente correlati alle attività turistiche in Russia.


1 commento
Trump e Putin se la prendono con gli europei.
Trump e Putin non chiudono la questione ucraina.
“Te credo”: è dalla guerra ucraina che è iniziato il sabotaggio dell’economia europea!