Valanga doveva essere e valanga è stata.

(risultato finale)
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Quando mancano poche sezioni ad essere scrutinate non si sa se fa più effetto il trionfo dei Laburisti o il crollo dei Conservatori.
La maggioranza conquistata da Starmer è storica e sfida quella record di Blair.
Le indicazioni degli exit poll danno il Labour a 410 seggi a fronte dei 403 già assicurati e sanciscono il tracollo senza precedenti dei Conservatori del premier uscente Rishi Sunak, affossati a quota 109.
I Liberaldemocratici centristi di Ed Davey salgono da parte loro a 66, mentre l’ultradestra di Reform Uk di Nigel Farage raccoglie il misero risultato di 4 seggi.
È una vittoria schiacciante dunque quella del partito Laburista e se gli andamenti previsti sono esatti, il leader Labour Keir Starmer diventerà primo ministro con una solida maggioranza di 410 deputati.
Poco meno del totale che Tony Blair ottenne nel 1997, sottolinea la Bbc.
Se l’Europa continentale guarda a destra, l’isola che fu della Brexit sterza stavolta in direzione opposta: verso il centro-sinistra tornando ad affidarsi mani e piedi al Labour, sotto la leadership moderata di sir Keir Starmer, dopo 14 anni di governi e convulsioni Tory.
La super maggioranza in Parlamento lascia ampi margini di manovra al leader che porterà le insegne del laburismo a Downing Street. Un uomo emerso politicamente nella corrente intermedia della ‘soft left’, salvo spostarsi passo dopo passo su posizioni sempre più moderate, il quale tuttavia promette di lavorare a un miglioramento più equo delle condizioni di vita della “gente comune” come antidoto alla “minaccia populista”, sebbene ha escluso di voler cavalcare i contrasti sociali o riaprire ferite come la medesima Brexit, a cui fu a suo tempo contrario.
Le priorità programmatiche immediate riguarderanno temi ecumenici quali “la stabilità e il rilancio dell’economia”, la sanità, l’edilizia pubblica, la sicurezza e il contrasto (senza piano Ruanda) “dell’immigrazione illegale”.
Al trionfo laburista ci sono state già le prime reazioni rilassate dei mercati a cui si affianca l’impegno alla continuità sul solco dei conflitti internazionali, sostegno senza quartiere all’Ucraina in primis, e alla lealtà a Usa e Nato.

“Ce l’abbiamo fatta” ha dichiarato Starmer nell’iconica sala della Tate Modern, “il cambiamento inizia adesso” e continuando tra gli applausi dei sostenitori, Sir Keir ha concluso che “il Regno Unito si sta svegliando alla luce della speranza”. Ha poi aggiunto: “Grazie davvero, avete cambiato il nostro paese! Ma un mandato come questo

comporta una grande responsabilità. Il nostro compito è… il rinnovamento nazionale. Dobbiamo riportare la politica al servizio pubblico. Il servizio è il presupposto per la speranza di rispettare i legami che possono unire un paese”.
Sunak dal canto suo ha detto: “Il partito laburista ha vinto queste elezioni generali. E ho chiamato Sir Keir Starmer per congratularmi con lui per la sua vittoria. Oggi la guida del governo cambierà di mano in modo pacifico e ordinato, con la buona volontà di tutte le parti.”
“Il popolo britannico,” ha poi aggiunto, “ha emesso un verdetto che fa riflettere stasera. C’è molto su cui imparare e riflettere e mi assumo la responsabilità della sconfitta. Ora mi recherò a Londra dove lascerò l’incarico di primo ministro, a cui ho dato tutto me stesso.”

