Non è stato un semplice bagno quello che ha accolto Papa Leone al suo arrivo a Tor Vergata.
Non era solo una folla.
Era un oceano di giovani giunti da tutto il mondo per celebrare il Giubileo della Gioventù nell’anno domini MMXXV.
Era un milione secondo gli organizzatori.
Secondo noi molti di più.
Forse non saranno stati i due milioni che accolsero Giovanni Paolo II nel 2000 e tantomeno il record dei cinque milioni della Giornata Mondiale della Gioventù di Manila del 1995, sempre con Papa Woityla.
Ma quelli che hanno affollato la spianata romana hanno fatto sicuramente impallidire qualunque altra manifestazione compresi i duecentomila di Rio per Lady Gaga, o i centocinquantamila di Wembley per il Mandela Day del 1985.
E così il Papa americano, al suo arrivo a Tor Vergata a bordo della papa-mobile, ha percorso i lunghi corridoi tracciati tra la gente in un interminabile viaggio tra mille nazionalità e mille bandiere, compresa quella della Palestina, che lo salutavano festanti riempiendo l’aria di grida e canti mentre centinaia di migliaia di mani si tendevano verso di lui in segno di saluto.
E se abbiamo capito qualcosa dei rituali del Vaticano i simboli sono ben più importanti delle parole, in nome di una storia bimillenaria che dal medioevo si nasconde tra fede e misteri.
Ed è per questo che, al suo arrivo davanti l’ultimo breve corridoio che lo avrebbe portato all’immenso palco, Papa Leone è stato accolto da un nutrito gruppo di giovani di tutte le nazionalità e con una alta croce tra le mani ha guidato un piccolo corteo, attorniato da ragazzi dalla pelle di tutti i colori e con tutti suoni delle lingue del mondo, che ha di fatto aperto la manifestazione.
“Pace” è stata la prima parola pronunciata dal Pontefice esattamente come, nel giorno in cui fu annunciato al mondo, fu la prima parola che disse nel suo breve saluto ripetuta ben sette volte.
E poi stimolato dalle domande di tre ragazzi, una di lingua spagnola, una di lingua italiana e uno di lingua inglese, ha parlato di “amicizia”, del “coraggio delle scelte”, del “vivere nel bene”.
Tre valori che sono anche laici.
Forse più laici che confessionali ma che dimostrano quanto sia chiaro il tentativo di Papa Leone di globalizzare il suo messaggio a tutti e non solo allo stuolo di fedeli.
Pace, amicizia, coraggio e bene. Non certo quel bene delirante di cui blaterano in molti quando, riferendosi a Gaza, parlano di una guerra del “bene contro il male” che va annientato attraverso la estinzione del popolo palestinese, ma neanche il “bene islamico” che muove Hamas e il terrorismo arabo a distruggere Israele.
E non è neanche il bene che Trump dice di volere per gli americani, credendosi lo sceriffo del mondo, e non è neanche quello che, la summa della stoltezza umana, pensa di raggiungere per i propri paesi con il sovranismo, con il nazionalismo sfrenato, con l’identitarismo che si traducono solo in una somma di egoismi spesso violenti e prepotenti.
Ecco, è per questo motivo che gente laica come chi vi scrive si emoziona e guarda con ammirazione a quello che è successo ieri.
Perché quel “bene”, di cui ha parlato ieri Papa Leone, declinato con la parola “pace”, nel solco del suo primo messaggio da San Pietro l’ 8 maggio, con lo sfondo di centinaia di migliaia di giovani di tutte le nazionalità, le lingue e i colori del mondo, ci racconta che il futuro non sono i confini nazionali, il futuro non è il razzismo, il futuro non è l’emarginazione, il futuro non è l’egoismo del “prima noi”, il futuro non sono i muri sui confini o le prigioni tra gli alligatori, il futuro non è respingere i barconi in mare lasciando i disperati a morire di sete.
Il futuro è la integrazione dei popoli in una comune battaglia per rendere più giusta la vita nel pianeta nella pace e con la solidarietà tra la gente.
E quel milione di giovani, che ieri ha invaso Roma festante, ci deve rallegrare perché quei ragazzi, uniti dall’amicizia che cancella confini e nazionalità, non saranno mai come quelle centinaia che, in nome del sovranismo, inneggiano alle atrocità di regimi che pensavamo estinti.
Questo sì è il vero bene che avrà il coraggio di sconfiggere il vero male.
Alleluja.



1 commento
Ciao Massimo ottimo articolo che condivido totalmente,soprattutto per le tue conclusioni.