Quando l’aereo della Flydubai, il Boeing 737, decollava dall’aeroporto della capitale degli Emirati arabi uniti alla volta di Tel Aviv pareva tutto in ordine e i passeggeri erano tranquilli anche durante il volo a godersi la visione dei deserti e il mare. Fino a quando in pochi attimi é accaduto quel che non doveva accadere. Un pilota omanita, rigido islamista che non si capisce proprio perché sia stato assunto dalla compagnia e soprattutto utilizzato nella tratta Dubai-Tel Aviv, aggredisce e ferisce il comandante dell’aereo con l’evidente proposito di farlo precipitare in territorio israeliano. Sono stati attimi di terrore per i passeggeri e il personale di bordo. L’areo ha iniziato a perdere quota seminando panico, paura, terrore negli ospiti del volo, ma sull’aereo per fortuna era presente un gruppo di tre o quattro coraggiosi che ha subito preso possesso della cabina anche grazie al pilota fuori servizio, che subito ha preso la guida del volo, dopo aver catturato l’attentatore. Il Boeing é poi atterrato a Tabuk in Arabia Saudita, sbarcando persone ancora atterrite e anche miracolate. Pensavano già al peggio tra urla di donne e grida di bambini che invocavano la mamma. Al di la del proposito dell’attentatore si possono ricavare le seguenti domande sulle quali sta indagando il Mossad 1) Il terrorista si é mosso da solo o aveva alle spalle un gruppo che dirigeva tutta l’iniziativa? 2) L’operazione é iniziata quando l’attentatore é stato assunto e dunque vi sono responsabilità che possono essere individuate anche in chi ha proceduto alla sua assunzione? 3) A quale gruppo terroristico appartiene l’attentatore omanita se non é un terrorista isolato e fai da te? 4) Perché la compagnia ha utilizzato un pilota che proveniva da un paese che non ha riconosciuto Israele, come da obblighi prescritti dallo stesso Israele e recepito dalle compagnie che dispongono di aerei che atterrano a Tel Aviv? 5) Esiste una diretta responsabilità di un paese straniero, primo sospettato ovviamente l’Iran, nella organizzazione dell’attentato? 6) Quali propositi immediati erano previsti dall’attentatore, rimettere in discussione i patti di Abramo, le relazioni positive tra Emirati e Israele? A Tel Aviv, assieme allo sconcerto e all’immancabile e ormai storica paura, emergono le prime reazioni politiche. Sconcertante quella dell‘estrema destra che propone una rappresaglia non si capisce bene contro chi, mentre Netanyahu utilizza anche questo episodio per rafforzare la sua leadership in occasione delle imminenti elezioni politiche. Elezioni che potrebbero mutare sostanzialmente non solo il governo israeliano ma l’intero assetto della politica medio-orientale.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

