Khamanei è morto.
La tv di stato iraniana conferma la notizia che era trapelata nel tardo pomeriggio di ieri e che poi aveva avuto l’annuncio ufficiale di Trump.
La Guida Suprema dell’Iran Alì Khamenei è stata uccisa dai raid Usa e israeliani e ora si apre un fronte importante per i movimenti che lottano per la liberazione del paese dal giogo della dittatura religiosa.
Nel resto del mondo ci si divide tra gli ortodossi del diritto internazionale e chi invece ritiene prioritario l’aspetto politico nell’obiettivo di restituire al mondo un Iran democratico e liberale.
Indubbiamente il modo di operare di Trump e Netanyahu è quello dei bulli della politica internazionale, incuranti di regole e dei canali ufficiali della diplomazia.
Ne hanno dato ampia prova.
Ma il problema è un altro.
La disputa sull’osservanza del diritto internazionale sarebbe potuta essere superata facilmente se solo il Presidente americano avesse ancorato il blitz in appoggio ai movimenti di liberazione iraniana e si fosse riferito alle migliaia di morti lasciati sull’asfalto dalla ferocia della dittatura di Khamanei poco più di un mese fa.
Invece no.
Dalle parole di Trump, ma anche di Netanyahu, non è c’è stata neanche una virgola riferita al processo di liberazione dell’Iran.
Non c’è stato un accenno alla rivolta delle donne iraniane alla ricerca della loro libertà di essere semplicemente donne.
Come per il Venezuela gli obiettivi sono altri.
Il disarmo nucleare del paese per esempio, o le ingenti riserve di petrolio.
I socialisti e chiunque sia schierato per un mondo libero esultano perché la libertà si conquista a qualunque prezzo. E hanno ragione.
Ma non devono dimenticare che, così come gli americani hanno agito in questi tre giorni, potrebbero farlo ovunque, in Groenlandia per esempio, o in qualunque posto del mondo gli avidi occhietti del Presidente Usa, poggino il loro sguardo rapace.
Perché è vero che ora l’Iran potrebbe essere più libero ma è vero pure che potrebbe esserci una reazione incontrollata e incontrollabile.
I Pasdaran stanno minacciando l’operazione “più feroce” della storia contro Israele e le basi statunitensi.
Del resto già adesso mezzo medio oriente è bloccato, missili su Doha, Barhein, Kuwait City.
A Dubai colpito un palazzo sull’isola artificiale di Palm Jumeirah e l’aeroporto internazionale è bloccato così come il ministro della Difesa Crosetto e molti altri italiani.
Chiuso lo Stretto di Hormuz dove passa la gran parte del petrolio.
E anche in Iran una parte del popolo iraniano festeggia, ma in migliaia sfilano in lutto e gridano slogan contro Israele e l’America.
Questa operazione avrà un senso solo se il processo di liberazione delll’Iran si concluderà positivamente altrimenti sarà l’ennesima spacconata di Trump che creerà solo instabilità e caos politico e militare.


2 commenti
Massimo Carugno mette il dito dove fa più male e lo fa senza l’alibi delle tifoserie: la morte di un tiranno non è un brindisi, è un tornante della storia. E ai tornanti non basta l’adrenalina: serve una direzione.
Qui il punto non è nemmeno stabilire se Trump e Netanyahu abbiano “aggirato” il diritto internazionale: lo hanno fatto, e con la disinvoltura di chi tratta la geopolitica come un ring. Il punto è che, nelle loro parole, la libertà degli iraniani non compare: né le donne, né la rivolta, né il prezzo pagato da un popolo. Se non chiami per nome la liberazione, rischi che la “liberazione” diventi solo un’etichetta da apporre su obiettivi più prosaici.
E allora sì: oggi può aprirsi uno spiraglio per un Iran diverso. Ma domani la stessa logica del blitz — se passa come normalità — può essere applicata ovunque, quando “conviene”. La libertà non dovrebbe essere un effetto collaterale: o è un progetto politico, o è l’ennesima avventura che lascia dietro di sé soltanto instabilità, vendette e un mondo un po’ più cinico.
Mi ritorna in mente l’eliminazione di Osama Bin Laden, ordinata da parte del Presidente Obama.
Certo ora molto più sofisticato, ma nel solco del modo di agire.
Di diverso ci sono la tecnologia, l’alleato, le finalità.
Ecco, le finalità: la legge del più forte, senza alcuna remora.
Un concepimento para-hitleriano oppure si torna al vecchio predominio del capitalismo a tutti i costi?