Quello che vedete è ciò che appare da ieri sulla prima pagina del sito ufficiale della Casa Bianca. La foto l’ha scelta lui stesso, che si auto-proclama Capo dell’amministrazione americana. Perchè imperatore sarebbe stato troppo. Ma il senso, in realtà, è quello. E i fatti lo dimostrano.
Con lo slogan “Il declino dell’America è finito” il biondo milionario newyorkese è tornato a dormire nel posto da cui, sostiene, non se n’era mai andato. E cosa ha fatto, non appena riprese in mano le redini della nazione, anzi, dell’impero? Pena capitale reintrodotta a livello federale. Bloccati 300 milioni di dollari stanziati da Biden per molti progetti Green sull’intera nazione. Uscita immediata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Cancellazione istantanea degli accordi siglati a Parigi per la tutela dell’ambiente mondiale.
Sono solo alcuni, pesantissimi, provvedimenti presi da Trump nel suo primo giorno assoluto di presidenza ufficiale. Si possono consultare tutti sul sito ufficiale della sua nuova dimora. Occupano la bellezza di cinque pagine web. Sono decine di ordini esecutivi, cioè decreti presidenziali, firmati con effetto immediato.
Ha graziato oltre 1.500 persone che erano state arrestate per l’assalto a Capitol Hill il 6 gennaio 2021. Evento con sentenza passata in giudicato, tra l’altro, per sue personali e assodate ingerenze nell’organizzazione del tentato colpo di Stato. Ha dichiarato lo stato di emergenza al confine col Messico, che gli permetterà di sbloccare alcuni fondi federali per ampliare il famigerato muro e attuare politiche di respingimento più severe. Ha bloccato temporaneamente l’ingresso di tutti i richiedenti asilo. Ha reintrodotto l’obbligo di attendere in Messico che la propria domanda venga esaminata. Ha firmato un ordine esecutivo che nega la cittadinanza statunitense ai bambini nati su suolo americano da persone migranti senza permesso di soggiorno.
Un altro suo ordine esecutivo stabilisce che negli USA esistono solo due generi, quello maschile e quello femminile. Ha eliminato (anche a livello federale) i cosiddetti “programmi di diversità, equità e inclusione” che erano stati introdotti per tutelare i gruppi minoritari nelle procedure di assunzione lavorativa e nella formazione scolastica. Attenzione: i documenti ufficiali, come i passaporti, “devono riportare accuratamente il sesso del titolare” e non la sua identità di genere.
Altri ordini esecutivi ricadono nel solco dello stralcio totale degli Accordi Parigi sul clima: stabilisce da una parte di allentare le regole sulle trivellazioni e sull’estrazione mineraria, dall’altra di eliminare alcuni incentivi economici alla produzione di energia rinnovabile. Sospesi pure gli incentivi alla produzione e alla vendita di auto elettriche. Per sostenere questa nuova, ma attesa, linea anti-ecologista, Trump ha pure dichiarato un’emergenza energetica nazionale, la prima nella storia del paese: questo al fine di velocizzare il rilascio di nuovi permessi per molti progetti di estrazione mineraria sul territorio americano.
Trump ha firmato anche una direttiva sospensiva del cosiddetto “TikTok ban”, legge che obbligava la società proprietaria del social a venderlo ad un acquirente estraneo al governo cinese. Se non lo avesse fatto, l’App sarebbe stata bannata in tutti gli States. Adesso le cose restano come sono, con buona pace dei pedagogisti che da anni mettono in guardia le famiglie sui danni permanenti causati da Tik Tok sugli adolescenti.
Ha anche ordinato di ribattezzare il Golfo del Messico “Golfo d’America”. E il Monte Denali, così nominato da Obama in omaggio agli oriundi dell’Alaska (dove sorge la catena montuosa) si chiamerà Monte McKinley in omaggio al 25° presidente degli Stati Uniti. William McKinley, quello passato alla storia per aver sostenuto altissimi tassi protezionistici e per aver vinto la guerra ispano-americana prendendosi Cuba, allora colonia spagnola.
Ha approvato, inoltre, un’intera serie sitematica di ordini che mirano alla diminuzione della spesa pubblica: ha bloccato le assunzioni a livello federale, tranne che per le forze armate o per posizioni legate all’applicazione delle politiche sull’immigrazione e la sicurezza nazionale; ha istituito il dipartimento per l’efficienza del governo, che sarà diretto da Elon Musk e avrà il compito di organizzare il taglio globale delle spese delle agenzie federali. Tra i vari provvedimenti di questo tenore, uno elimina lo smart working e il lavoro da remoto per i dipendenti degli uffici federali. Si istituisce poi una nuova categoria di dipendenti statali, privi di molte garanzie e quindi più facilmente licenziabili.
A corollario di tutto ciò, non fa sorridere nemmeno la decisione di reinserire Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo e la revoca di ogni sanzione ai coloni israeliani che occupano abusivamente la Cisgiordania. Senza dimenticare i dazi del 25% introdotti nottetempo su tutti i prodotti provenienti da Canada e Messico, a partire dal 1 febbraio.
Sembra che Biden abbia lasciato una lettera per Trump nella scrivania dello Studio Ovale. Non si sa ancora cosa contenga.
Anche io avrei voluto scrivergli, ma ho molti dubbi sul fatto che sappia leggere. E in fondo, con gli imperatori non si tratta nemmeno. Si aspetta solo che vengano detronizzati. E presto.


1 commento
Ho ripreso il tuo articolo perché mi è sorto un quesito: quando chiederà “i Sudeti” Trump?