I toni sono trionfalistici, specie da parte di Trump, come lo sono state le cerimonie di benvenuto che sembrava di stare in un villaggio ClubMed con tanto di collanine al collo e aperitivo nell’androne.
Persino il giro di giostra sulla “the Beast” la limousine presidenziale come quei bambini che si pavoneggiavano sulle prime macchinine elettriche.
Che poi come si fa a chiamare una automobile “bestia” non si sa.
Nessuna domanda ammessa al termine dell’incontro qualcuna all’inizio.
Qualche imbarazzo.
Tra le domande rivolte a Putin alcune provocatorie: “Smetterete di uccidere civili?”, “Avete sottostimato l’Ucraina?”, “Come possono gli Usa fidarsi della vostra parola?”.
Putin si è portato il dito all’orecchio mimando un gesto come a dire ‘non sento bene’.
A quel punto Trump lo ha invitato a spostarsi dalla passerella vicino l’aereo e i due se ne sono andati, infilandosi per una decina di minuti nella ‘The Beast’ privata del presidente Trump.
La Casa Bianca ha cancellato dai filmati l’applauso che ha rivolto Trump a Putin mentre scendeva dalla scaletta dell’aereo.
Il Cremlino invece le ha rilanciate.
Al termine dell’incontro non sono state ammesse domande.
Qualche dichiarazione.
“Non c’è accordo finché non c’è un accordo”, ha detto Trump, riferendo che, sebbene l’incontro sia stato “molto produttivo” e siano stati “molti” i punti sui quali i due leader hanno concordato, ci sono ancora “un paio di grosse questioni” sulle quali rimangono differenze tra le due parti.
Di colloqui “costruttivi” e improntati al “mutuo rispetto” ha parlato il leader russo, che però non ha fatto sconti.
Per risolvere il conflitto in Ucraina occorre affrontarne le “cause profonde” e ristabilire un “giusto equilibrio di sicurezza in Europa e nel mondo”, ha detto.
Kiev e l’Europa “non ostacolino” gli sforzi per la pace, ha aggiunto.
Lo stesso Trump ha poi anticipato che “a breve” avrebbe informato gli alleati della Nato e Volodymyr Zelesnky dell’esito del vertice.
Nessuna possibilità, da parte dei giornalisti, di porre domande.
L’unico colpo di scena è stato il saluto finale di Putin: “Next time in Moscow”, ha detto in inglese, tre parole che sono molto più di un invito.
“È interessante, potrebbe accadere”, ha replicato il presidente Usa.
Il summit, durato circa due ore e 45 minuti, non ha partorito nulla di concreto.
Nessuno si aspettava una soluzione al conflitto con una semplice comparsata dei due leader.
Sappiamo bene che nella diplomazia i risultati si ottengono con tappe di avvicinamento che sono a volte lunghe e complesse.
Ma qualcosa di più poteva esserci, o forse c’è stato ma non è stato rivelato.


1 commento
Nel mio articolo “Il caos?” feci risaltare il risultato del “battuto” a Zelensky: la creazione dei “volontari europei”.
Trump li ha fatti nascere ed ora mette gli europei tra gli ostacoli alla pace! Amen