Dalle parti della Casa Bianca fanno le comiche.
A meno che non sia la tattica del buono e del cattivo ma che, dove possa portare, francamente non lo capiamo.
Tra poche ore Marco Rubio, il Segretario di Stato americano, il Ministro degli esteri di Trump, sbarcherà a Roma per incontrare, il 7 di maggio, Sua Santità Papa Leone XIV.
Obiettivo ricucire gli strappi di circa un mese fa provocati dalle dichiarazioni aggressive contro il Pontefice dell’ormai ingombrante Presidente Americano.
Così, giusto per dare una mano, giusto per contribuire a creare un terreno fertile per tale operazioni di ricucitura, il biondone della Casa Bianca ne ha ammollata un’altra delle sue.
“Penso che” il Papa, “stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”.
Parole forti, inappropriate, accusatorie pronunciate durante un’intervista con Hugh Hewitt sul canale televisivo Salem News Channel.
Parole che non sono sfuggite dalle parti del cupolone e che hanno provocato una secca risposta.
“Il Papa” ha dichiarato il Cardinale Parolin, “va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, la pace come direbbe San Paolo” in ogni occasione “opportuna e inopportuna”.
Il Segretario di Stato Vaticano, a margine delle celebrazioni dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, è certamente meno diplomatico di Papa Leone e non le manda a dire.
“Anche di fronte a questi nuovi attacchi” ha proseguito “io non so se il Papa risponderà. Probabilmente non avrà occasione di rispondere perché in quell’occasione”, lo scorso 13 aprile, “c’era l’incontro coi giornalisti ma la linea rimane quella”.
Per Parolin, il Santo Padre “ha dato una risposta molto, molto cristiana dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige e cioè di predicare la pace”.
“Che questo possa piacere”, ha aggiunto, “o non possa piacere è un discorso. Capiamo che non tutti sono sulla stessa linea; però diciamo che quella è la risposta del Papa”.
Pare che Rubio, dopo questo scambio di bordate, avrebbe chiesto al comandante dell’Air Force Two di tornare indietro.
“Cosa cacchio vado a fare”, si sarà detto, e ha ragione.
Si ha la sensazione che, dalle parti della White House, ne abbiano le scatole piene di queste estemporaneità del Presidente che comincia a diventare pericoloso ogni volta che apre bocca da quando si sveglia a quando si mette a letto.
Da parte italica silenzio di tomba tranne Salvini che questa volta non stecca.
“Il Papa non si discute, si ascolta”.
Secco e laconico il commento del vice premier Matteo Salvini.

