Il vero piano di Trump per l’Ucraina non è dissimile da quello che sta progettando per la striscia di Gaza.
Il Telegraph, (giornale britannico) lo definisce “accordo capestro”.
Ma vediamo perché.
“In buona sostanza Trump sembra voler agire rivendicando all’America il diritto di controllare le risorse nazionali dell’Ucraina come contropartita al sostegno dato finora all’Ucraina.”
Lo dice Ian Bond, ex ambasciatore di Sua Maestà, e attuale vicedirettore del Centre for European Reform, think tank con base a Londra.
“In cambio,” prosegue Bond, “Trump sarebbe disponibile a cedere alla Russia i territori contesi, o buona parte di essi.”
Ma che razza di roba sarebbe questa se non una sorta di rapporto coloniale a tempo indeterminato?
A Gaza incurante delle esigenze, dei bisogni, dei sentimenti di un popolo, progetta di impacchettarlo e spedirlo a mezzo servizio postale ora qua e ora là, pur di impadronirsi di una delle spiagge più vaste e più belle del Mediterraneo per farci la “Riviera di Gaza”.
In Ucraina pensa di speculare sul desiderio di pace della popolazione per lucrare lo sfruttamento a vita delle ricchissime risorse del paese dando in cambio alla Russia una pace pagata con i territori dello stesso paese.
E quali sarebbero le convenienze dei due popoli, quello palestinese e quello ucraino?
Quali sarebbero gli interessi delle popolazioni che con questa strategia il nuovo Presidente americano tutelerebbe?
Trump pensa davvero di giocare sulla pelle della gente, sui loro sentimenti, sulle loro radici, sulle loro tradizioni, come faceva da immobiliarista, spregiudicato pescecane che per comprare immobili a quattro soldi passava pure sui cadaveri dei genitori.
Forse Trump pensa che il mondo sia un grande tappeto del Monopoli sul quale giocare e in cui la corsa è acquisire sempre più posizione di dominanza ovunque, senza il rispetto di uno straccio delle regole della politica, del diritto internazionale dell’etica e di qualunque principio morale.
Il tutto con il disegno ben preciso, ormai chiaro a tutti di umiliare l’Europa, acuire le sue fragilità, esasperare la sue divisioni per, alla fine, smantellarla.

