Dunque nonostante la preghiera accorata della giornalista ucraina e l’assicurazione del presidente americano pare che adesso Trump negherà i Patriot, sistema difensivo contro le bombe e droni che continuano ad essere lanciati dai russi. Con la compiaciuta dichiarazione di Putin, che osserva che così la pace arriverà presto. E sarà la resa dell’Ucraina sotto i devastanti bombardamenti russi che renderanno Kiev una novella Dresda. Il ministro degli esteri americano, sulla scia dell’America first trumpiano, ha detto alla Cnn che prima vengono gli interessi americani. Cioé i soldi. Tutto si può e si deve comprare. Anche la libertà e l’indipendenza. Il ministero della Difesa ucraino ha riferito di non aver ancora ricevuto comunicazioni ufficiali circa modifiche nei programmi di consegna, ma a Kiev l’annuncio è stato preso sul serio. Colto pressoché alla sprovvista il presidente Volodymyr Zelensky in un messaggio pubblicato su X si è detto “pronto ad acquistare sistemi americani per proteggere le nostre città”, che fronteggiano durissimi bombardamenti notturni quasi quotidiani da parte di Mosca. Più tranchant Mykhailo Podolyak, consigliere della presidenza, che ha definito “disumana” la scelta di sospendere la fornitura dei Patriot”. Qui si tratta di aiutare o non aiutare la popolazione civile a non essere colpita a morte. Dove sono i pacifisti, dove sono i Tarquinio e i Conte? Protestano contro Trump per la scelta di non fornire la difesa ai missili stragisti che porteranno decine di migliaia di morti? I bambini non sono solo a Gaza e il genocidio, se si può dire (ma gli ucraini lo hanno ben conosciuto attraverso l’holomodor degli anni trenta che ha causato milioni di morti), si protrae anche in Ucraina. Certo la pace é più vicina. Cioè la resa all’imperialismo russo. Vien da sperare che Trump, sempre in preda ad annunci roboanti e a clamorose marce indietro, ci ripensi. Non sarebbe la prima volta. Anzi sarebbe l’ennesima volta, dai dazi, prima annunciati, poi ritirati, poi riformulati, alla guerra e poi all’accordo con la Cina, all’annuncio dell’invasione di Panama e della Groenlandia, alla guerra all’Ucraina che doveva finire in due giorni, all’accordo vicino con l’Iran, poi all’annuncio del “bombarderò forse” e poi delle due settimane di tempo per bombardare e infine del bombardamento dopo due giorni. E che dire di quella commedia da teatro napoletano nel rapporto con Musk, prima elogiato come un genio e poi deciso a farlo tornare in Africa in un contesto di accuse tra i due che sono andati dal reato di furto a quello di pedofilia? Certo che affidare ad un instabile e violento (almeno a parole, chi non la pensa come lui é sciocco, stupido, incapace, vero Powell?) le redini della più grande potenza e alla logica del “chi se ne frega” e del “mi faccio i fatti miei” che pare la nuova filosofia di un paese che é stato di Roosevelt e di Kennedy, di Clinton e di Obama, induce al pessimismo sulle sorti del mondo intero.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


3 commenti
Tanto sapeva che qualche cane sciolto europeo…
O l’ Europa stessa…
Ormai diventata zerbino di Trump…
Glieli comprava…
Un po’ come per il 5%…
Si devono comprare armi americane…
E non investire casomai per rendersi autonomi…
Visto che da quando è nata la comunità europea…
Non è stata in grado di rendersi autonoma in sistemi di difesa etc…
Salvo poi scoprire che le tecnologie e gli apparati tecnologici sono di ideazione italiana ed europea…
Ma sotto il cappello americano…
Continuiamo pure così…
Se poi arriva la destra estrema perché la gente povera ed ignorante non ha più welfare…
Sanità etc. etc…
Perché una politica di centro sinistra ha abiurato i suoi ideali…
Bè…
E’ tutto chiaro. I “volenterosi ” creati dopo la figura di m. che Trump fece fare a Zelensky, si occuperanno di finanziare le armi che ora Trump sembra negare.
Visto come sono andate fin qui le cose, io mi darei ancora un po’ di tempo prima di tirare conclusioni, anche se più d’un segnale pare nondimeno dirci che occorre in ogni caso predisporsi ad assumere decisioni anche difficili, e anche dentro i confini di casa nostra, dove le questioni interne vanno sommandosi a quelle di scala internazionale.
In queste giornate di persistente ed afosa calura, si è riproposto, com’era prevedibile, il problema del cambiamento climatico, che il centrodestra tenderebbe a minimizzare, se non trascurare, secondo i critici dell’attuale Governo, ma tra le loro proposte al riguardo se ne ascoltano talune che paiono essere abbastanza “astratte” e poco realistiche.
Per contro, da più d’uno degli esperti in materia è capitato di sentir dire che l’impiego dei combustibili fossili figurerebbe tra le principali cause del peggioramento climatico, cui potrebbe ovviarsi col ricorso al nucleare di ultima generazione, posto che le “rinnovabili”, pur importanti, sembrano non poter soddisfare il crescente fabbisogno energetico.
Fabbisogno che pare in progressivo crescendo, in una società fortemente “energivora”, e tuttora alquanto dipendente da forniture energetiche “esterne”, e il nucleare potrebbe inoltre accrescere il nostro livello di autonomia al riguardo, il che mi fa pensare che qui la Politica sia chiamata ad assumere decisioni (non facili ma ormai difficilmente rinviabili).
Dalle mie parti si sta discutendo da decenni sul realizzare o meno una diga lungo l’alveo di un fiume torrentizio, e ora che il Governo ha nominato un Commissario per sbloccare la situazione, c’è chi lo vede come uno scavalcamento delle Istituzioni locali (io non sono un tifoso della Diga, ma credo che la Politica abbia il naturale compito di dover decidere).
Paolo Bolognesi 04.07.2025