Trump oramai è fuori controllo.
Questo personaggio, che fa il presidente con gli stessi metodi con cui faceva lo spietato speculatore immobiliarista, ne combina più di una al giorno.
Pretendeva il Nobel e ora che non l’ha avuto dichiara che se ne fregherà della pace ma solo dei caxxi degli Americani.
Pretende la Groenlandia a qualunque costo invocando la supremazia militare americana.
Qualche mese fa mandava in giro video su una Gaza tipo Miami mentre lì uomini, donne e bambini. continuavano a morire.
Insomma uno che si comporta al contrario di qualunque regola di garbo ed educazione non solo istituzionale ma anche quella delle gente comune, che i premi non si pretendono ma si meritano.
Non che in passato abbia dimostrato di esser un uomo di classe, ma oggi di questo mediocre ottantenne si sospetta che, oltre alla cafonaggine che ha di suo, ci metta in mezzo anche qualche problemino mentale.
Si travestì da Papa quando il Conclave era in corso e cominciavano a sedimentarsi i consensi di Leone XIV.
“Un Papa Americano”, esultò il presidente dal capello giallo.
Pensava forse di mettere le mani su San Pietro, che tutto quel vecchiume, Cappella Sistina compresa, poteva ben essere restauro come resort tipo il Caesars Palace Hotel a Las Vegas.
Mandò Vance, l’unico cattolico della sua squadra, ad omaggiare il nuovo Pontefice, elegante con un dress code adeguato e un sorriso a 360 denti (a no quelli sono i gradi, giusto), e fa niente che il Vice s’era preso dal Cardinale Prevost una bella cazziata qualche settimana prima e poi pure dopo.
Che ‘sto nuovo Papa, che non aveva lo stile “alternativo” di Papa Francesco, era cominciato a piacere pure alla destra italiota.
Peccato per loro che, quanto a idee invece, ricalca paro paro quello che diceva il suo predecessore.
E l’aria che tirava l’ha fatta sentire subito.
L’ultima ieri.
Tre cardinali statunitensi molto vicini a Papa Leone, attraverso una dichiarazione congiunta, hanno preso una dura posizione sulla politica estera degli Stati Uniti.
“Il ruolo morale degli Stati Uniti d’America, nell’affrontare il male nel mondo e nel costruire una pace giusta, è ridotto a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e le politiche distruttive”.
Questo è il cuore di un messaggio lanciato dalle eminenze Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago, Robert McElroy, arcivescovo di Washington, e Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark.
Ma il bello è che questo fatto è stato rilanciato dal quotidiano ufficiale della Santa Sede.
L’Osservatore Romano rilancia il testo dei tre porporati americani rilevando che “nel nuovo anno, gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e acceso sulla base morale delle azioni dell’America nel mondo dalla fine della Guerra Fredda”.
E a farne esempio vengono citati “gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia”, che “hanno sollevato questioni fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace”.
In questo senso, il giornale rileva come i tre cardinali sottolineano come “il bilanciamento tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato in termini fortemente polarizzati”.
Di più, “il ruolo morale degli Stati Uniti d’America nell’affrontare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e nel sostenere la libertà religiosa è sotto esame e la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive”.
Insomma un vero e proprio cazziatone travestito da sermone.
Magari a Trump farà cico cico.
Magari non sarà l’ultima delle prese di posizione della Santa Sede
Papa Leone dalla repressione degli immigrati, alle arroganze internazionali, non è che lo sopporti troppo all’arrogante Presidente Americano.
E non pare un Papa che a un certo punto si ferma e dice: “mbé facciamoci i caxxi nostri”.
L’antipasto è servito e a buon intenditore poche parole.
Chissà se Trump ha capito.
Magari il prossimo post lo vedremo nelle vesti di Lucifero che assalta il Vaticano con un forcone e una fiamma ossidrica oppure un video con Piazza San Pietro piena di piscine, luna park e montagne russe.
Hai visto mai?
Pensate forse che non ne sarebbe capace?


2 commenti
Può sempre intronare un “antipapa”. E’ già successo nella storia.
Un articolo che colpisce per la capacità di tenere insieme sarcasmo, indignazione civile e lucidità politica. Carugno fotografa un potere che ha smarrito ogni misura, mostrando come la volgarità non sia solo una questione di stile, ma una vera e propria cifra politica. Particolarmente efficace il passaggio sul richiamo morale proveniente dalla Santa Sede: lì dove la politica si riduce a propaganda muscolare e interessi di parte, riaffiora – quasi per contrasto – la domanda scomoda sul senso del limite, della responsabilità e del bene comune. È una lettura pungente, ma tutt’altro che superficiale: dietro l’ironia c’è una critica severa a un’idea di leadership che scambia la forza per autorevolezza e l’arroganza per visione. E il fatto che questo “cazziatone” arrivi da voci americane, cattoliche e istituzionali, rende il quadro ancora più eloquente. A buon intenditore, davvero, poche parole.