“Mancano pochi giorni alla pace”. Parola di Trump. E non solo sua. Dopo l’ennesima indigestione di foto famiglia, sorrisoni, abiti sartoriali e strette di mano, solo gli analisti con più pelo sullo stomaco riconoscono che anche stavolta la verità ha deciso di cambiare stanza.
Più attori che statisti, insomma.
Come anticipato durante il vertice fra Trump e Putin in Alaska, i leader europei si sono stretti attorno al presidente ucraino Zelensky. Talmente stretti da averlo accompagnato a Washington ieri.
I leader di Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Finlandia e NATO hanno voluto così sostenere la posizione di Zelensky in un momento cruciale, determinante per porre fine al conflitto che ha mietuto più vittime in Europa negli ultimi 80 anni.
A telecamere spente, finito l’incontro nella Stanza Ovale, Zelensky ha dichiarato di accogliere con favore la “storica” decisione degli Stati Uniti di fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina.
Così come si era già detto entusiasta di questa “unità” europea durante la conferenza stampa svoltasi a Bruxelles, alla vigilia della partenza per Washington.
Per inciso, l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, aveva gia’ dichiarato come in Alaska la Russia avesse fatto “concessioni” territoriali riguardanti cinque regioni ucraine.
“Grandi progressi sulla Russia” aveva scritto Donald Trump in un messaggio laconico sul suo social network Truth. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, al contempo, aveva minacciato Mosca di nuove sanzioni se non si raggiungerà in tempi brevi un accordo sull’Ucraina. Servirebbe un minimo di coerenza…
Per riportare la barra a dritta, Zelensky aveva scritto sui social, prima di attraversare l’Atlantico: “Le garanzie di sicurezza, frutto del nostro lavoro congiunto, devono essere realmente concrete, fornire protezione a terra, in aria e in mare, e devono essere sviluppate con la partecipazione dell’Europa”.
Ma a rimettere tutte le carte in tavola ci ha pensato il buon Emmanuel Macron, che ha detto: “Putin vuole la pace? Se volete la mia ferma convinzione, no. Vuole che l’Ucraina si arrenda”. E ha continuato: “Volere una pace solida e duratura, significa avere una pace che rispetti il diritto internazionale, che rispetti la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi“.
Sempre Macron ha detto: “il nostro obiettivo è presentare un fronte unito tra europei e ucraini” e chiedere agli americani “in che misura” sono disposti a contribuire alle garanzie di sicurezza che verrebbero offerte all’Ucraina in un accordo di pace.
La questione delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina è fondamentale per lo sviluppo di un potenziale accordo di pace, perché sono le uniche che potrebbero dissuadere la Russia dal ripetere gli attacchi all’Ucraina. Per questo, Macron ha espresso cautela riguardo alla possibilità, sollevata da Trump, di concedere all’Ucraina protezioni di tipo NATO, senza che Kiev diventi membro dell’Alleanza Atlantica. “Credo che un articolo teorico non sia sufficiente. La questione è la sostanza“, ha affermato Macron.
“Non ci possono essere discussioni territoriali sull’Ucraina senza gli ucraini” e, “allo stesso modo, nessuna discussione sulla sicurezza degli europei senza di loro”, ha aggiunto, chiedendo che gli europei siano invitati anche a tutti i prossimi vertici sull’Ucraina. “Siamo andati a Washington non solo per accompagnare il presidente ucraino, ma per difendere gli interessi degli europei“, ha sottolineato.
Più favorevole all’opzione Trump è Ursula Von der Leyen, che ha detto: “Accogliamo con favore la disponibilità del Presidente Trump a fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina, simili all’accordo di difesa reciproca previsto dall’Articolo 5 della NATO”.
Trump ha veramente discusso di una soluzione ispirata all’Articolo 5 della NATO, ma al di fuori del quadro dell’Alleanza, che Mosca considera una minaccia esistenziale per i propri confini. Idea che sembra essere partita da Giorgia Meloni. Si tratterebbe di una fictio iuris che implicherebbe la definizione di una clausola di sicurezza collettiva che consentirebbe all’Ucraina di ottenere il sostegno “di tutti i suoi partner, compresi gli Stati Uniti”, in caso di un nuovo attacco.
Donald Trump ha anche prospettato un prossimo vertice tripartito con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky se “tutto andrà bene”.
Tale incontro deve aver luogo “il prima possibile”, ha insistito Ursula von der Leyen. Ma il presidente ucraino ha espresso il suo pessimismo, fintanto che “non c’è alcuna indicazione dalla Russia che il vertice tripartito avrà luogo“.
Dopo tre anni e mezzo del conflitto più sanguinoso in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, oggi l’esercito russo occupa circa il 20% del territorio ucraino, compresa quasi tutta la regione di Luhansk e gran parte della regione di Donetsk. Le regioni di Zaporizhia e Kherson, invece, restano sotto il controllo ucraino. Tecnicamente i territori sono in parte russi e in parte ucraini ma resta (formalmente) il consiglio ucraino, di certo nelle città principali di entrambe le oblast.
Sul terreno, intanto, le ostilità continuano. Kiev e Mosca si sono attaccate a vicenda con droni sabato sera, uccidendo diverse persone. Gli attacchi più feroci sono di matrice russa, contestuali alla “riunione di famiglia” atlantica. Un carro armato russo è stato ripreso mentre percorreva i boschi ucraini sventolando due bandiere: quella russa, e quella americana, insieme. Che film sarebbe, questo…?
That’s all, folks


2 commenti
La stretta di mano tra Putin e Trump, con la mano dello Zar sovrastante quella del Tycon, è un chiaro indice di sottomissione del secondo al primo, una gestualità inconsapevole che dimostra quale sia la sudditanza psicologica del leader americano, rispetto a quello russo.
Questa stretta di mano non è per nulla casuale, sopratutto se si confronta con quella di ieri nello studio Ovale, dove era la mano di Trump che schiacciava verso il basso quella di Zelensky.
Fateci caso….
Tutto procede come previsto.
Ritornate a quando vennero inventati i “volenterosi”. Nacquero anche con la presenza di Canada e Turchia, ora scomparse. I volonterosi sono divenuti così una specie di succedaneo dell’UE. Manifestarono da subito la volontà di salvaguardare l’Ucraina.
Alla fine del percorso resteranno loro a prendersi i grattacapi per l’Ucraina e gli USA ci saranno solo per vendere le armi che i volenterosi pagheranno per darle all’Ucraina.
Amen.