Tokio, AtCoder World Tour Finals 2025, 20 luglio 2025. Ricordiamo questa data: potrebbe essere l’ultima volta che l’uomo ha la meglio sull’intelligenza artificiale. Cosa è successo?
Nonostante l’intelligenza artificiale stia compiendo passi da gigante anche nel campo della programmazione, un evento ha riacceso il dibattito sul confronto tra uomo e macchina. E questo evento è stata la classica maratona che si svolge ogni anno a Tokio: la competizione di programmazione più esclusiva al mondo, dove si sfidano solo i primi 12 talenti globali.
In un match speciale dal titolo prorompente (“Humans vs AI“) OpenAI, main sponsor del meeting, ha schierato un suo modello di AI studiato appositamente per affrontare i migliori programmatori umani. La gara, una maratona di 600 minuti, richiedeva di risolvere un unico e complesso problema di ottimizzazione: un tipo di sfida che non ha una soluzione perfetta, ma solo risposte progressivamente migliori.
A vincere, dopo una prova di resistenza estenuante, è stato Przemysław Dębiak, noto agli esperti col nickname “Psyho“.
Si tratta di un ex dipendente di OpenAI, che ha sbaragliato il software AI superandolo con un margine di circa il 9,5%. Il modello di intelligenza artificiale si è comunque piazzato al secondo posto, davanti ad altri dieci programmatori umani di altissimo livello.

Strumenti come GitHub Copilot sono ormai utilizzati da oltre il 90% degli sviluppatori, e i modelli di AI dimostrano capacità di codifica sempre più sofisticate. Ma il programmatore polacco ha compiuto un’impresa che diventa subito storia: battere un’avanzata intelligenza artificiale di OpenAI in una competizione diretta.
“L’umanità ha prevalso (per ora!)“, ha scritto Dębiak su X, confessando di essere “completamente esausto” e “a malapena vivo” dopo aver gareggiato per tre giorni e dormendo pochissimo. La sua vittoria gli è valsa un premio di 500.000 yen (circa 3.000 euro). Ma il guadagno morale è incommensurabile.
Una sfida che ricorda la leggenda americana di John Henry, l’operaio che nell’800 sfidò e vinse contro un martello a vapore, finendo però col morire a seguito dello sforzo immane. Parimenti, la vittoria di Dębiak rappresenta il trionfo dell’abilità e della resistenza umana spinte al limite.
Dębiak per primo è consapevole della natura temporanea di questo successo, ma la cosa rimane un’affermazione significativa in un’epoca in cui la tecnologia avanza a un ritmo senza precedenti.
OpenAI, da parte sua, considera il secondo posto ottenuto nella gara come una pietra miliare per i modelli di AI di programmazione. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che eventi di questo tipo sono fondamentali per testare la capacità dei loro modelli di ragionare strategicamente, pianificare a lungo termine e migliorare le soluzioni attraverso tentativi ed errori, proprio come farebbe un essere umano.
Ma, per ora, ha vinto un uomo.
Domani, chissà.

