I mondiali si erano aperti con una frase infelice di Infantino.
L’Italia non c’era ma ce l’hanno fatta entrare per forza.
“Forse l’Italia si qualificherebbe con 64 squadre”, aveva detto il Presidente della Fifa, “potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica.”
Champagne.
Ma poi cosa abbiamo da offenderci. Se non siamo ai mondiali mica è colpa di Infantino, della sfortuna, tantomeno di cataclismi imprevedibili.
Solo colpa nostra o della Bosnia, che comunque con il suo gioiello Kerim Alajbegović, ai sedicesimi c’è approdata davvero.
Con lei ben nove squadre africane su trentadue, di cui Costa D’Avorio, Egitto e Marocco a pari punti con le prime.
L’accostamento con l’Italia viene naturale.
Con un torneo a 48 squadre, la prima volta nella storia, se ci stanno nove africane ai sedicesimi ci saremmo stati anche noi.
Ma il problema è che noi non ci siamo qualificati e siccome chi scrive è un africanofilo continuerà a fare il tifo per le squadre del vecchio Alkebulan, come veniva chiamato il continente africano negli antichi papiri pre-romani, che vuol dire, udite udite, “giardino dell’eden”. Ma guarda un po’ ?
Comunque ora il gioco si fa duro.
E quando succede i duri dovrebbero cominciare a giocare.
Solo tre le squadre a punteggio pieno: Francia, Argentina e, indovina un po’, il Messico.
Brasile, Inghilterra, Spagna e Germania non hanno brillato.
Mettiamoci pure gli Usa che sono i padroni di casa insieme a Canada e Messico.
E mettiamoci pure il Portogallo che ha CR7.
La tradizione vuole che nessuna nazione europea ha mai vinto quando si gioca nel continente americano.
Le europee sono tredici.
Tra l’altro alcune impegnate in sfide fratricide: Spagna – Austria, Francia – Svezia e Portogallo – Croazia.
Non solo, ma Germania e Francia se supereranno, come appare probabile, i sedicesimi si ritroveranno contro agli ottavi. Stesso discorso per Portogallo e Spagna.
Le americane sono otto, Canada già agli ottavi.
Il lato destro del tabellone sembra meno arcano.
Nel lato superiore si potrebbe adombrare una sfida ai quarti tra Brasile e Inghilterra.
Il lato inferiore sembra un’autostrada a quattro corsie tracciata apposta per l’Argentina.
Ma, al di là di queste considerazioni, da che esistono i mondiali i gironi sono una cosa e invece, quando si passa alla fase delle eliminazioni diretta, si parla di un’altra storia.
Vedi l’Italia che, tutte le volte che è andata in finale (anche quando ha vinto), aveva fatto un girone eliminatorio da schifo, spesso qualificandosi a culo.
La regola dice che i mondiali non li vince la squadra più forte ma quella che arriva più in forma nelle ultime tre partite (dai quarti in poi).
Vedremo cosa succederà.
Magari una sorpresa.
E noi saremo strafelici se, per la prima volta nella storia, la coppa andasse a una squadra del continente nero.
Alkebulan forever.
Hai visto mai ?


