di Alessandro Perelli.
Non bastava la difficile eredità dei due dimissionari premier Boris Johnson e Liz Truss insieme al compito di risollevare le sorti dei Tory, sempre più in difficoltà. A Rishi Sunak, da sei mesi nuovo Primo Ministro del Regno Unito, ulteriori problemi, negli ultimi giorni, sono giunti da due inchieste. Una lo riguarda personalmente, frutto di un organismo parlamentare indipendente chiamato a valutare eventuali violazioni delle regole previste per gli uomini e le donne al Governo. Sunak è sotto osservazione per una vicenda di sospetto conflitto di interessi familiare. La vicenda riguarda una struttura di assistenza per bambini, oggetto di interventi da parte dell’Esecutivo, nella quale la moglie del Premier avrebbe avuto rapporti di affari. Per ora non si prevedono coinvolgimenti degli organi di polizia ma le conclusioni sono attese per il 6 maggio. Già dirompenti sono state invece la conseguenze di un inchiesta interna, commissionata dallo stesso Sunak, sulle accuse di “bullismo” al Vicepremier e Ministro della Giustizia Dominic Raab, che ne hanno provocato le dimissioni. Raab, secondo la denuncia di alcuni membri del suo staff, era più volte andato oltre alle critiche (di per sé legittime) all’operato di questi insultandoli con epiteti oltraggiosi con una condotta aggressiva, irragionevole e persistente. Queste le conclusioni dell’inchiesta che ancora prima che Sunak prendesse le sue decisioni hanno determinato una lettera di dimissioni di Raab. In essa l’ex Vicepremier e Ministro respinge le accuse mosse contro di lui pur rammaricandosi per qualsiasi stress o offesa involontaria che i funzionari possano aver provato. Rabb ha anche ricordato il suo diritto di essere critico nei confronti di chiunque, nel suo ministero, metta i bastoni fra le ruote alle riforme e ai provvedimenti da lui impostati. Sunak ha preso atto con profonda tristezza delle dimissioni ma è stato costretto a nominare subito i suoi sostituiti nella persone di due fedelissimi: Alex Chalk al dicastero della Giustizia e Oliver Dowden come vice Primo Ministro. Ma ovviamente in questa bufera si sono lanciati i laburisti, al cui leader Keir Starmer non è apparso vero di mettere a fuoco la debolezza del Governo, tra l’altro alle prese con una serie di scioperi che hanno riguardato vari settori lavorativi e con una situazione finanziaria ancora traballante per gli esiti della Brexit e per alcune scelte sbagliate di natura fiscale. Per quel che riguarda invece lo scenario internazionale, Rishi Sunak, conferma la linea dei suoi predecessori nella netta scelta di campo a favore dell’ Ucraina aggredita dall’ aggressione di Putin. Invio di armamenti e messa a disposizione di istruttori militari oltre all’accoglienza per i profughi lo pongono in prima fila tra i sostenitori di Zelensky. Il fatto poi di aver recentemente sanzionato cinque personalità russe dopo la condanna del dissidente Vladimir Kara Murza, ha fatto letteralmente infuriare il braccio destro di Putin, il numero due del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev..Questi, rivolgendosi a Sunak, ha minacciato, tramite l’azione del drone sottomarino Poseidon, di creare uno tsunami in grado di devastare intere città inglesi e di inabissare tutta la Gran Bretagna. Minacce che non hanno intimidito il Premier conservatore ma che certo non hanno contribuito alla tranquillità del suo mandato e degli inglesi. L’ unica nota distensiva in questo scenario di turbolenze interne ed esterne è rappresentata per Sunak dall’impegno per la preparazione della cerimonia di incoronazione di Re Carlo III. Nel cuore di Londra, si svolgono i preparativi con carrozza e cavalli che sfilano attorno a Buckingham Palace e lungo il tragitto che porta all’ abbazia di Westminster. Tragitto in cui Re Carlo sarà accompagnato da un imponente corteo con migliaia di uomini e donne delle Forze armate di tutto il Commonwealth. E con la partecipazione diretta o tramite le reti radiofoniche e televisive di tutti i sudditi inglesi. Compreso ovviamente il Premier Sunak che forse, in quella giornata, potrà concedersi un po’ di tranquillità e di relax. Ordine pubblico permettendo.

