Per Rishi Sunak non è ancora giunta l’ora della rassegnazione, forse neanche del pessimismo visti i sondaggi che praticamente all’unanimità, differenziandosi solo sulle proporzioni, pronosticano la sconfitta per i conservatori nelle prossime elezioni politiche a vantaggio dei laburisti. Elezioni che non hanno ancora una data precisa per lo svolgimento ma che si dovranno tenere entro fine d’anno. Sunak ritiene che la partita non sia ancora chiusa e cerca di tranquillizzare e riconquistare gli elettori dei Tory con due ricette. La prima è rappresentata dalla sostanziale stabilità e governabilità che ha assicurato al Regno Unito dopo la defenestrazione di Boris Johnson e la breve e infelice esperienza del predecessore Liz Truss. La seconda è l’attuazione di quei provvedimenti che i precedenti Esecutivi non erano riusciti a portare in porto. Tra questi la fine del contenzioso con l’Unione Europea dopo la Brexit e i rapporti con l’ Irlanda del nord che proprio per questo motivo avevano toccato vertici di criticità mai verificatisi. Una certa tranquillità aveva raggiunto anche rispetto alle richieste indipendentiste della Scozia favorendo il dialogo con il nuovo governo di Glasgow anziché la contrapposizione. Ma la carta che Sunak giocherà in questi mesi che precedono la prova elettorale sarà quella della lotta all’immigrazione clandestina con l’ormai famosa “normativa Ruanda”. E su un tema sempre al centro dell’ attenzione degli inglesi il Premier conservatore puo vantare finalmente un successo dopo innumerevoli difficoltà di ordine pratico, normativo e legale che avevano bloccato il provvedimento che gli stessi Johnson e Truss avevano vanamente cercato di deliberare. Martedì 23 aprile, infatti, dopo oltre due anni di battaglia politica le due Camere di Westminster hanno approvato il modello inglese di gestione dell’ immigrazione, il modello Ruanda che aveva suscitato tante perplessità in varie parti del mondo occidentale. In sostanza i richiedenti asilo nel Regno Unito vengono deportati (forse non e’ la parola giusta ma poco ci manca) nel Paese africano. Qui le loro richieste saranno esaminate nei centri raccolta istituti a spese del governo Sunak per verificare lo status di protezione internazionale. Ma poi viene il bello: in ogni caso questi disgraziati non potranno ritornare in Inghilterra. Se otterranno lo status di rifugiati potranno al massimo rimanete in questo Paese africano . In caso contrario potranno chiedere di essere trasferiti in un altro Stato africano. Per i contenuti definiti razzisti di questo provvedimento diventato legge dello stato associazioni, semplici cittadini, gli stessi migranti hanno accusato Sunak di violazione dei diritti dell’ uomo. Il Premier ha replicato che la norma e’ stata decisa per evitare le traversate pericolose sulla Manica dei clandestini ( proprio nel giorni scorsi si e’ registrata l’ennesima tragedia con numerose vittime) e per spezzare il modello di business delle bande criminali che organizzano il trasporto illegale. Sunak ha anche sottolineato come siano state recepite le osservazioni negative della Corte Suprema che aveva giudicato negativamente il trasferimento delle persone in Ruanda considerando un Paese pericoloso. Le Nazioni Unite e il Consiglio d’ Europa hanno chiesto a Londra di riconsiderare queste misure e la Corte dei diritti dell’ uomo e ha chiesto l’ eliminazione ma Rishi Sunak ha tirato dritto dicendosi sicuro che entro otto, dieci settimane partiranno i primi voli carichi di migranti verso la destinazione africana. Le analisi sondaggistiche sul gradimento degli inglesi su questo provvedimento sembrano dargli ragione. Ed ecco che se non ci saranno altri intoppi la normativa Ruanda sara’ il fiore all’ occhiello della campagna elettorale dei Tory per le prossime elezioni politiche . Starmer e i laburisti sono avvisati.

