Di Redazione
Raito narra storie di uomini e donne
Prima prova da narratore per Leonardo Raito, storico e docente universitario polesano, già autore di molteplici volumi e saggi di storia contemporanea e che si cimenta con una raccolta di racconti, intitolata “Storia di uomini e donne” pubblicata da Booktribu nella collana Black-out diretta dallo scrittore Gianluca Morozzi.

Il volume di Raito si snoda nell’ambito dei rapporti tra genere maschile e femmilie, declinato in una serie di situazioni che spaziano dalla storia all’attualità, da esistenze border line fino alla ricerca spasmodica della felicità. Nel libro, 126 pagine intense, personaggi forti e deboli si incontrano e si scontrano, a volte mescolando le proprie esistenze, fino a completarsi.
Tra i temi trattati ci sono l’insoddisfazione per obiettivi che non si realizzano, gli allontanamenti forzati dovuti agli eventi bellici, la sofferenza dei mali del corpo e della mente, i successi effimeri che non riempiono la vita, la ricerca spasmodica di felicità difficili da descrivere. La letteratura praticata da molti protagonisti dei racconti rappresenta un elemento di espressione di pensieri profondi e di sofferenze, pensieri e sofferenze che cercano condivisione in un pubblico più ampio anche attraverso l’utilizzo dell’arte dello scrivere e del narrare. Raito, con una scrittura asciutta e immediata, e non ridondante, riesce a trasmettere concetti e sensazioni chiare, spingendo il lettore a immedesimarsi nei personaggi, a vivere le loro emozioni. Un esordio letterario decisamente interessante, che lascia presagire altre interessanti possibilità. Buona la prima, verrebbe da dire.
Intervista all’autore
1) Ciao, ci racconti com’è nata la tua passione per la scrittura? Quali libri ti hanno formato?
La passione per la scrittura è nata intorno ai 18 anni, e leggere mi ha aiutato moltissimo. Mi sono appassionato durante gli anni del Liceo alla lettura di alcuni classici della narrativa italiana, come D’Annunzio ma poi ho virato molto sul genere americano, con romanzi e racconti da strada (Fante, Bukowski) e divorando thriller straordinari come quelli di Deaver e di Connelly. Crescendo poi ho imparato a rileggere con interesse anche tanti italiani come Verga. Poi recentemente ho apprezzato Molesini. Ho scritto anche poesie, genere nel quale reputo insuperabile Ungaretti.
2) I racconti che compongono questa raccolta sono nati in momenti diversi o tutti insieme?
Sono nati in momenti diversi. In realtà alcuni sono embrioni di romanzi che avevo pensato o progettato di scrivere, ma che sono rimasti nel cassetto. Spero che si possano un giorno ampliare e che mi consentano di approdare a quella sistematicità narrativa che vorrei tanto.
3) Qual è l’elemento unificante dei vari racconti?
Credo che uomini e donne si compensino meravigliosamente e che non ci sarebbero le storie e le vite degli uni se non ci fossero quelle delle altre. I rapporti tra sessi possono essere tormentati, confusi, ricercati, ma alla fine resta sempre un filo di collegamento e di contatto che è difficile spezzare. Nei miei racconti succede spesso che gli uomini protagonisti vivano in funzione dei rapporti con le donne principali delle storie che narro.
4) Pensi di affrontare l’impresa di scrivere un romanzo, prima o poi?
Si. Lo voglio fare. E sono sicuro che ci arriverò. Ho scritto molti libri organici, ma di saggistica storica e universitaria. Il romanzo deve essere l’approdo di una ricerca interiore, di un equilibrio che a volte sento di dover raggiungere. Non è scontato, ma non sempre i grandi scrittori completano il loro primo masterpiece da giovani. Spero valga anche per me!

