La notizia è stata diffusa dall’ANSA oggi: la Grande Panda sarà prodotta non in Italia ma in Algeria, a Orano.
A dare l’annuncio è stato Samir Cherfan, direttore operativo di Stellantis per il Medio Oriente e l’Africa alla presenza dell’ambasciatore italiano in Algeria Alberto Cutillo, durante la cerimonia ufficiale al Jardin d’Essai di Algeri, il celebre giardino botanico simbolo della capitale.
Davanti a molte altre autorità algerine, qui è stata presentata la nuova nata del marchio italiano, la stessa Panda che Elkann aveva presentato pochi mesi fa alle Camere riunite a Roma per lui.
Stellantis Algeria ha pure reso noto che la Grande Panda sarà assemblata nello stabilimento di Tafraoui col sistema Ckd (completely knocked down), diventando così la prima vettura prodotta con questo metodo in Algeria.
La produzione partirà nei prossimi mesi, con i primi esemplari attesi già ala fine di questo mese.
Olivier François, ceo del marchio, ha detto:
“La Grande Panda è un’auto economica, divertente e familiare”. Ma qui da noi da ridere c’è ben poco. E lo sa bene il Vice Capogruppo di Azione alla Camera, Fabrizio Benzoni, che tiene a esternare il suo pensiero e quello di tutta Azione:
“Questo annuncio segna l’ennesima delocalizzazione decisa da Stellantis. La Panda, modello che per milioni di italiani rappresenta un simbolo della nostra storia industriale, viene sottratto alle fabbriche del nostro Paese e spostato altrove, mentre negli stabilimenti italiani si riducono volumi, occupazione e prospettive per intere comunità“.
E continua: “È inaccettabile che Stellantis continui a delocalizzare senza assumere impegni seri e vincolanti verso l’Italia“.
Tutto ciò appare ineccepibile, soprattutto considerando che nelle stesse ore Stellantis ha pure proposto agli operai di Mirafiori, Torino, e di Pomigliano d’Arco, Napoli, di trasferirsi in Serbia per alcuni mesi e lavorare nello stabilimento di Kragujevac, in Serbia.
Dall’inizio dell’anno l’identica proposta è stata fatta anche a un centinaio di operai degli stabilimenti di Melfi, Modena, Cassino e Termoli. Ora tocca pure a quelli piemontesi e campani.
Anche per questo Benzoni aggiunge: “Azione propone regole chiare: nessun incentivo pubblico a Stellantis senza garanzie precise per il nostro Paese. Ciò significa il reshoring dei modelli oggi prodotti all’estero, un piano industriale per la filiera nazionale che tuteli i fornitori, l’avvio di nuove assunzioni stabili per superare l’abuso del lavoro interinale e il mantenimento in Italia delle attività di ricerca, sviluppo e progettazione, vero cuore del valore aggiunto dell’automotive”.

