Era il testo di una canzone di Umberto Bindi che, francesizzato, avrà voluto intendere la riviera della costa Azzurra oppure la costa ligure, che poi non era a lui lontana, essendo Bindi genovese. La riviera é invece oggi quella di Gaza in cui Trump, immortalato in statua stile Kim Young Un, se la spassa assieme a Netanyahu che quel territorio conosce bene per averlo seminato di morti. “Io ti voglio qui con me sous le ciel de la Riviera”, dunque.
Sdraiati sui lettini come due innamorati. Ora desta sgomento, almeno nel sottoscritto, questa antitesi che si mostra nel suo aspetto più truce fra il clima di spensieratezza, di agiatezza e di allegria che traspare nel video e l’atmosfera di distruzione e di morte che si respira oggi in quel territorio. E che rimanda ai valori, meglio ai disvalori che Musk e i trumpiani, in stile Vance, propagano nel mondo. Altro che tutela della libertà, signor vice presidente americano che dai lezioni al Regno Unito campione di libertà. La loro modernità rimanda all’etica medievale del più forte che annulla il più debole. Non solo, ma che sul più debole costruisce il suo impero. La libertà di un popolo non vale niente se quel popolo non è più forte di chi vuole sopprimerla. E il debole non va aiutato se non è in grado di riconsegnare i suoi aiuti e se non può fare affari con lui. Povero Zelensky che sei costretto a firmare un accordo sulle terre rare, la sola cosa che interessa a Trump della questione ucraina. Il mondo è cambiato. Forse si è addirittura capovolto se l’America all’Onu vota con la Russia e non la considera aggressore, ma aggredito. Nel mondo che si va profilando, dove non esistono valori etici, e neppure contrasti politici, ma solo affari o dissidi economici, non può stupire la riviera trumpiana di Gaza coi palestinesi costretti ad abbandonare i loro territori e a espatriare in Giordania e in Egitto, i quali peraltro non sono disponibili ad accoglierli. Sembra un lugubre scherzo. Sembra un’inverosimile provocazione. E invece è realtà. Ovvero una proposta della più grande potenza mondiale. Per quanto tempo ancora dovremo sopportare le volgari e rudi boutades del presidente degli Stati Uniti? In Europa, che secondo Trump sarete stata creata per “fottere” gli Usa, (bravo Severgnini che traduci correttamente il termine sul Corriere), molti sono convinti che occorra far finta di niente e andare sempre d’accordo con gli Usa in nome dell’atlantismo. Io penso invece che se ci riscoprissimo passivi e subalterni e se saremo divisi e in gara a chi saprà cotruire il migliore rapporto con Trump, sarà la nostra fine. Garantito.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


1 commento
Condivido.
E si sta rivelando sempre più anche l’ inadeguatezza della classe politica italiana…
Ed ormai anche degli italiani…
Visto che il partito dell’ amante di Musk…
È al massimo del consenso…