Ci mancava la tristissima barzelletta degli Obama dipinti come scimmie sui social di Trump per ampliare la già paurosamente infinita serie di assurdità del presidente. Che se fossero solo assurdità andrebbe pure bene. Ma la misura del buon senso è stata superata ormai da tempo, nonostante il biondo della Casa Bianca continui a tirar dritto.
Fregandosene altamente non solo del diritto internazionale ma perfino dell’ancor più sacro rispetto umano, le scuse agli Obama non sono arrivate. Anzi, Donald asserisce di non aver nemmeno visto niente di imbarazzante. A faccia tosta è insuperabile.
Eppure l’America non dorme. Non più. Qualcosa e qualcuno si muove, e magari faranno in tempo per le midterm elections di novembre. Riusciranno a mettere i bastoni tra le ruote del delirante e preoccupante Trump. Diamo un’occhiata alla situazione in corso.
Sulla base di freschissimi sondaggi e recenti analisi politiche di inizio 2026, circa il 47% dei cittadini adulti statunitensi disapprova fortemente Donald Trump. Si tratta di un aumento significativo del dissenso rispetto al 36% registrato a inizio 2025, cioè solo un anno fa. I dati dimostrano che, sebbene la sua base di elettori rimanga consolidata, una parte crescente della popolazione (specie tra i giovani e gli indipendenti) ha sviluppato una visione molto negativa della sua performance.
L’opposizione a Trump è eterogenea e proviene da diversi segmenti della società americana. Prendiamo gli elettori più giovani (fascia 18-29 anni): i dati hanno indicato un “crollo totale” dei sondaggi di Trump tra questa fascia demografica, con il suo indice di gradimento netto in calo significativo, attestandosi a circa -40.
Poi ci sono il movimento “Never Trump” e gli Ex suoi alleati. Il gruppo include un mix di conservatori, ex membri del governo ed ex funzionari, come Mark Esper (ex Segretario alla Difesa), John Bolton (ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale) e Mike Pence (ex Vicepresidente), che lo hanno criticato definendolo una “minaccia alla democrazia” e si sono rifiutati di sostenerlo.
Esistono perfino alcuni repubblicani, oggi al Congresso, che si sono apertamente schierati contro il tycoon: Liz Cheney e Adam Kinzinger si sono opposti a lui già subito dopo l’attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021.
E non mancano pure alcuni ex funzionari della Casa Bianca, tra cui Stephanie Grisham e Alyssa Farah Griffin, che lo hanno accusato di mancanza di moralità e totale assenza di umanità.
La Grisham è stata sua portavoce fino al 2021, e ha rivelato:
“A porte chiuse, Trump prende in giro i suoi sostenitori. Li chiama ‘abitanti del seminterrato’. Non ha empatia, non ha morale e non è fedele alla verità”.
La Griffin ha spiegato la sua posizione, asserendo: “questo Paese è profondamente polarizzato”, e circa Trump “se lo odiavi prima, lo odi ancora di più ora”. Di recente in TV sempre lei, da ex responsabile delle comunicazioni trumpiane, ha detto che
“ci sono sicuramente molte persone in America che provano un certo rimorso per averlo eletto”.
I sondaggi evidenziano pure un numero crescente di indipendenti moderati ed elettori suburbani anti-Trump: questi gruppi spesso oscillano, ma hanno mostrato una forte disapprovazione per la sua retorica e le sue azioni.
Con loro, emergono sempre più numerosi anche alcuni ex sostenitori di matrice aziendale o commerciale: alcuni suoi storici fan del mondo imprenditoriale, gente che opera nel mondo degli affari spostando milioni di dollari ogni giorno, hanno espresso rabbia per la volatilità causata dalle politiche tariffarie di Trump. Alcuni, come l’investitore Bill Ackman (patrimonio dichiarato di circa 9 biliardi di dollari) lo hanno aspramente criticato fin dal primo mandato.
Nutrita è poi la schiera di intellettuali e personaggi della cultura che disapprovano Trump, da sempre: accademici, scrittori e celebrità (Stephen King, George Clooney, Meryl Streep, Cher, Robert De Niro e tutti i docenti di Harvard, chiaramente). Fanno tutti parte da tempo dell’opposizione, e non mancano mai di citare, soprattutto durante cerimonie pubbliche di alta visibilità mediatica cui prendono parte, il suo comportamento e le sue politiche come dannosi per la democrazia americana e per il mondo intero.
Siamo a febbraio, e l’opposizione statunitense è ben concentrata a evidenziare i tentativi più o meno palesi di Trump di stracciare la democrazia e assumersi tutto il potere. I sondaggi indicano che sempre più americani, oggi, disapprovano le azioni sue e della sua amministrazione.
Ricordate la storiella di quel tizio che si scavava la fossa da solo...? Piscina e campo da golf inclusi, per Mr. Trump.

