È come se, dopo un primo tempo finito 0 a 0 in cui una delle due squadre ha assediato l’altra e la ha anche riempita di botte e fallacci, la squadra violenta dicesse: “fatti un autogol perdi la partita e noi smettiamo di menarvi”.
‘Na genialata.
È quello che è successo a Instambul sul tavolo delle trattative tra russi e ucraini.
“Si ritirino dai territori contesi e noi facciamo la tregua”.
Questa la sintesi di un memorandum posato sul tavolo delle trattative.
Secondo il testo del documento, infatti, Mosca propone a Kiev due opzioni per ottenere un cessate il fuoco. La prima è appunto è il ritiro delle forze ucraine dal territorio delle quattro regioni rivendicate dai russi, e da loro parzialmente occupate: Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. La seconda opzione prevede, oltre all’inizio della smobilitazione delle forze di Kiev, la revoca della legge marziale, l’esclusione della presenza di truppe straniere in Ucraina, la fine degli aiuti militari stranieri a Kiev e la tenuta di elezioni entro cento giorni dopo la revoca della legge marziale.
Durissime anche le condizioni per una soluzione politica del conflitto. Tra queste: il riconoscimento internazionale dell’appartenenza alla Russia delle quattro regioni più la Crimea, annessa nel 2014; proclamazione della neutralità dell’Ucraina (che rinuncerebbe quindi ad entrare nella Nato), il divieto di attività militari nel Paese di altri Stati e l’imposizione di limiti precisi alle forze armate ucraine.
Altro che un autogoal.
Praticamente si dice all’Ucraina: arrenditi.
Trump gigioneggia: sogna un vertice a tre nella capitale turca nel quale Putin e Zelensky si stringono la mano e magari Biancaneve serve un caffè alla turca a tutti.
In tutta questa vicenda un po’ ovunque nel mondo, Travaglio e Orsini compresi, si sperticano a far passare i leader europei come degli imbecilli perché vedono in Putin un pericolo serio, uno che finge di voler trattare ma in realtà non vuole nessuna tregua.
Sarà ma la storia, sin a qui, da loro ragione.
Trump dopo essere stato eletto aveva detto che avrebbe portato la pace in Ucraina e a Gaza in meno di un mese e, quello che allora era il suo braccio destrissimo Elon Musk, disse pure che i leader europei erano una manica di incapaci.
Qualcuno in Italia gli ha fatto pure il busto d’oro e ha pure pensato che quella boutade di vestirsi da Papa potesse avere un seguito.
La storia ha detto che è finita a fetecchie.
Putin prima ha fatto una serie di finte per avviare il tavolo della trattativa, “vengo, non vengo”, lo “facciamo qui, no è meglio là”, e poi, quando dopo 4 mesi finalmente si è riusciti a decidere luogo e date, le condizioni sono quelle che avete letto.
O resa o morte.
Ma dai su, lo disse Serse a Leonida, ma era il 480 a.C. e i greci erano solo 300.
Altro che i leader europei.
Non vedere che Putin ha tutt’altre intenzioni rispetto a quello che dice, che non intende fare nessuna pace, che forse davvero ha altre mire espansionistiche e che è pericolosissimo: questo sì che è da imbecilli.
Del resto lo disse lo stesso Trump, in un raro momento di lucidità, qualche giorno fa,: “Putin è pazzo”. (o è impazzito).
Infatti.


1 commento
Di alzare bandiera bianca, agli Ucraini, l’aveva già suggerito Papa Francesco.
Di certo è svanito il “sogno” di fiaccare la Russia sacrificando l’Ucraina.