Il fronte riformista prende sempre più corpo e si allarga in vista delle elezioni europee di giugno. Dopo il patto federativo stretto a dicembre tra Azione, i Socialisti Liberali e i Popolari Riformatori di Rosato e Bonetti, è stato stretto un un analogo accordo con i repubblicani dello storico PRI.
Calenda e Corrado De Rinaldis Saponaro, i due segretari politici, hanno infatti firmato un accordo che prevede di competere uniti alle elezioni europee del 10 giugno.
É la risposta agli incerti lavori che, appartenendo alla stessa area centrista, altre forze stanno tessendo in previsione di una lista di scopo per gli Stati Uniti d’Europa.
Nell’accordo siglato con i Repubblicani, oltre che alle Europee, si guarda alle amministrative e al futuro in vista delle lontane elezioni politiche.
“Le attuali proposte politiche programmatiche sostenute da Azione e dal Partito Repubblicano Italiano hanno importanti convergenze sulla politica estera, le politiche europee, le riforme costituzionali, l’autonomia differenziata”, si legge in una nota, “e anche sulla riforme sulla giustizia, della sanità e delle politiche economiche e di bilancio”.
I due segretari hanno sottolineato la comune esigenza di costruire un’area comune con “le componenti socialiste-liberali, repubblicane, popolari, liberal-democratiche, riformiste“ che si proponga di presentare, alle prossime elezioni politiche, un fronte riformista moderato con il fine di “superare l’attuale schema bipolare“.
È per questo che si svolgeranno attività programmatiche e di collaborazione anche sui territori in vista delle amministrative in modo da presentare liste comuni.
“E oltre alle alleanze già concluse stiamo contattando altre forze”, ha dichiarato Calenda chiosando l’accordo.
Insomma un vero patto politico e di prospettiva, quello che sta nascendo nel mondo riformista, ben diverso da quello meramente elettorale su cui stanno lavorando Renzi e la Bonino.


4 commenti
È interessante.
Stona molto l’accordo col centro-destra in Basilicata.
Cosa ne pensate?
D’accordo.
Esprimo una opinione personale, quindi vale poco e niente: in generale sono piuttosto in linea con quanto espresso su questo spazio online e con gli autori che vi contribuiscono, che colgo l’occasione di ringraziare.
Ciò detto, a questo punto ed in considerazione della contingenza politica nazionale ed europea mi risulta incomprensibile l’approccio esclusivo(cioè che esclude) aprioristico e direi quasi “capriccioso” nei confronti della proposta seria e programmatica che emana dall’area radicale.
Ciò a dire, a me cittadino votante della strada “É la risposta agli incerti lavori che, appartenendo alla stessa area centrista, altre forze stanno tessendo in previsione di una lista di scopo per gli Stati Uniti d’Europa.” risulta una presa di posizione senza una giustificazione politica, visto che durante ‘incontro proposto da +Europa Calenda stesso si era detto d’accordo sui temi programmatici proposti.
Quindi dove sarebbe l’incertezza della proposta?
Perdere l’occasione di un accordo programmatico riformista serio(quindi non basato sulla speranza di voti in stile “campo largo”, ma sui contenuti) per via delle bizze Renzi/Calenda è una scelta responsabile? Una scelta che paga?
Mi dispiace ma, da elettore qualunque, non sono d’accordo e sinceramente non capisco la scelta divisiva messa in atto da Calenda col fronte riformista, soprattutto in un momento sensibilissimo e cruciale come quello attuale, scelta che sicuramente divide un fronte già ampiamente minoritario e a mio avviso non pianta semi di nessun tipo.
Riprendendo il commento precedente il mio auspicio è che l’area socialista che fa riferimento a Calenda trovi il modo inclusivo e non esclusivo per partecipare, contribuire ed arricchire con idee, contenuti e pianificazioni politiche strutturali e a lungo termine (non basate sul consenso immediato) all’idea e alla costruzione di una forza riformista unitaria e però PLURALE di cui c’è un bisogno disperato in questo momento (ed in questo paese da sempre).
L’occasione è sul tavolo, il momento è stringente, altri spazi di REALE impatto (non personalistico, non nichilisticamente autoreferenziale) non ci sono all’orizzonte.