“Se telefonando” era il titolo di quella perla di Mina, scritta da Maurizio Costanzo e composta da Ennio Morricone, che ha accompagnato la musica italiana nel finire degli anni ‘60.
Potrebbe essere il mantra di questi giorni assieme a una infinità di analogie quali “Piange il telefono”, il malizioso “Buonasera dottore” o lo sketch pubblicitario “Una telefonata allunga la vita”. Fatto sta che l’evento del giorno è stata la telefonata tra Putin e Trump che avrebbe risolto in tre ore un conflitto con l’Ucraina cominciato, occhio e croce, tre anni fa.
Ma poi non sono state tre ore ma forse un po’ di più, forse un po’ di meno e il dettaglio lo potrete leggere sulla nota dell’agenzia LaPresse.
Una cosa è certa: il dispaccio del Cremlino inorgoglisce l’uomo dai capelli gialli amplificando il suo ego sino alla cintura di Orione: “Dopo aver confermato il suo impegno fondamentale per una risoluzione pacifica del conflitto” Putin ha dichiarato “la sua disponibilità a collaborare con i suoi partner americani per esplorare a fondo le possibili modalità per raggiungere una soluzione che sia globale, sostenibile e a lungo termine“. Hurrà.
E fa niente se le parole di Mosca sono uno schiaffo all’Unione Europea da sempre ritenuta da Putin una manica di incapaci, fa niente se al tavolo della trattativa mancava l’Ucraina, fa niente se gli accordi di questo tipo sono fatti per essere stracciati come nella striscia di Gaza.
Del resto la partita la fanno gli interessi economici e Putin sicuramente si sarà curato gli affarucci suoi. Trump tutt’al più gli avrà detto “curiamo quelli nostri” e all’improvviso tutto è andato a posto. Tanto il perdente c’è. È sempre l’Ucraina.
Facile così fare gli accordi. Il problema era curare anche gli interessi dei più deboli, cancellare i soprusi, garantire la ricostruzione delle città, evitare le mire espansionistiche e lo strapotere dello Zar.
Fra un po’ verrà fuori l ‘idea di realizzare la “riviera di Odessa”, che farà il paio con quella di Gaza, e siamo a posto.
“Sotto la guida del Presidente Putin e del Presidente Trump, il mondo è diventato un posto molto più sicuro oggi! Storico! Epico!”, ha aggiunto il Cremlino. Una delle frasi dal suono più sinistro della storia.
Le guerre si accendono e si spengono sulla base degli interessi economici e lo sappiamo.
Ma è così assurdo, folle, ingenuo sperare che finiscano per non contare più i morti, per garantire la libertà dei popoli, per cancellare i soprusi e le prepotenze, perché la pace è un valore?
Non sarà certo con una telefonata che due squali come Putin e Trump capiranno questi valori.
Disprezzano la Unione Europea per la mancanza di compattezza, ma dove c’è indecisione c’è discussione e dove c’è discussione c’è democrazia.
E la democrazia, con tutti suoi difetti compresa la indecisione, è sempre meglio di un regime dove uno è al potere ininterrottamente da 26 anni e lo conserva reprimendo il dissenso anche facendo scorrere del sangue su qualche marciapiede.

