Sei mozioni delle minoranze sull’Ucraina. Ora ditemi voi se una coalizione con sei posizioni di politica estera si potrà presentare al paese. Ditemi voi se, tolta Azione che contesta proprio il bipopulismo e nel campo largo non ci sta, Conte e Fratoianni potranno mettersi d’accordo con Renzi, Magi e Gentiloni. Parlo non del ponte sullo Stretto, ma della principale politica di un paese, soprattutto nel presente e nel futuro. Parlo di un forte contrasto tra chi l’Ucraina non la vuole aiutare a combattere i russi e chi, come il Pd, vuole invece stanziare ancora risorse, convergendo su questo col governo (Salvini é costretto ad allinearsi obtorto collo), per inviare armamenti. Parlo di chi, come Renzi, Magi assumono posizioni in sintonia con l’Europa e con tutti gli altri partiti socialisti e socialdemocratici e di chi invece tuttora si contrappone a tutti gli altri paesi europei, convergendo paradossalmente con l’Ungheria di Orban, cioè con la peggiore destra, o con chi traballa dando un colpo al cerchio e uno alla botte. E se poi un partito si divide anche sull’antisemitismo e se in Europa, sull’obiettivo del 5% per la difesa, mentre votano a favore tutti i partiti socialisti europei, il Pd si divide ancora, con tre voti contrari e cinque o sei non pervenuti (da ricordare che il Pd si era astenuto anche sul Defense arm contrastando col voto, anche in quel caso, quello della totalità dei deputati socialisti europei), mi chiedo anche se tutte le anime del Pd possano convergere in una prova di governo. Anche la Dc aveva correnti che si combattevano all’arma bianca, ma su alcuni punti questo partito si univa: sulla politica estera, sull’Europa, sull’anti razzismo, sulla lotta alle dittature fasciste e comuniste. Era un partito fortemente identitario e radicato nella storia italiana. Non c’é paragone. Siamo nell’epoca dei rimpianti. D’Alema ha recentemente dichiarato di aver passato metà della sua vita a contestare Andreotti e Craxi e l’altra metà a rimpiangerli. Altra stazza. Si ha l’impressione che anche la convergenza tra la sinistra più radicale e l’estrema destra sia frutto di uno sbandamento, effetto di una generale impreparazione. Possibile non prevedere che una svolta a sinistra ti porti inevitabilmente a destra? Sono anti trumpiani con la politica di Trump, sono anti putiniani ma aiutano Putin, sono pacifisti (Pannella diceva pacifinti), ma rischiano di lavorare per la guerra. Che brutta cosa la sinistra che non si accorge di fare una politica di destra.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


1 commento
Il “Campo largo” appare confuso. Debbono darsi da fare sennò avremo il rifascio e bisognerà perdere un’altra guerra per levarselo di dosso.