Questo Truzzu non doveva essere molto amato nella sua città, Cagliari, dov’era sindaco e dove é stato travolto dai voti della sua contendente. Quel che balza agli occhi nelle elezioni sarde, con chiara evidenza, é questa disparità tra il voto di lista e quello al presidente. I consensi alla coalizione di centro-destra sono infatti superiori a quelli dell’asse Pd-Cinque stelle di circa sei punti: 48 contro 42, mentre Il voto al presidente premia la candidata del centro-sinistra Todde, 45,4% contro 45%. Questa per la verità non è una novità assoluta perché Christian Solinas vinse nel 2019 ottenendo anche lui meno delle sue liste e Ugo Cappellacci perse nel 2014 anche se la sua coalizione aveva preso più voti. Semmai quello che stupisce é la sproporzione attuale. Il voto disgiunto e quello al solo presidente hanno permesso al 3% di elettori almeno, perché c’é anche uno 0,6 in più conseguito da Soru rispetto alle liste che lo appoggiavano, di votare contemporaneamente le liste del centro-destra e la candidata del centro-sinistra o solo la candidata del centro-sinistra e non le sue liste. Le mie annotazioni 1) Il centro-destra ha sbagliato candidato e le pretese di Fdl e della stessa Meloni di ottenere il candidato governatore ha dato un contributo alla sconfitta. 2) Non é dato sapere se con Solinas il centro-destra avrebbe vinto, ma con Truzzu ha perso e questo é un dato incontrovertibile 2) Non é dato sapere neppure, ma é supponibile, che per ritorsione la Lega e il Partito sardo d’azione, a cui Solinas appartiene, abbiano organizzato un voto disgiunto a favore della Todde, ma é chiaro che parte dei voti alle liste del centro-destra sono passati direttamente alla candidata del centro-sinistra. 3) Quanto alle liste: l’asse Pd-Cinque stelle non ha certo premiato i pentastellati visto che la lista si ferma sotto l’8% dal 21,8% ottenuto alle politiche del 2022, mentre il Pd tiene il voto delle regionali precedenti (13,8 contro 13,5) ma perde cinque punti sulle politiche dove aveva conquistato il 18,7%. A causa dell’estrema polverizzazione di liste anche i partiti di centro-destra arretrano. Fdi passa dal 23,6% delle politiche al 14, la Lega al 3,7 e più contenuto é il calo di Forza Italia che si ferma poco sotto il 7. 4) Questo dato va interpretato come una sconfitta del governo Meloni? Certamente é una sconfitta di Fdi e anche della Meloni che di questo partito é il leader e potrebbe provocare tensioni e divisioni ancor più marcate di quelle attuali tra i partner di governo. Queste fibrillazioni sono ben visibili nelle dichiarazioni e nei comportamenti di quest’oggi 5) L’asse Pd-Cinque stelle, come dichiarano oggi Franceschini e Orlando si può trasferire alle elezioni politiche con identiche possibilità di vittoria? Vorrei ribattere che fare della Sardegna l’ombelico d’Italia mi sembra esagerato e che é più facile trovare un’intesa e governare la Sardegna che trovare un’intesa e governare l’Italia. Coi Cinque stelle quale sarebbe la politica estera del governo? Aspetterei poi Abruzzo e Basilicata per capire se é in atto un cambio di tendenza elettorale. Conte e Schlein fanno festa e hanno ragione. E’ la prima, ma non è detto che non sia l’ultima…
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


3 commenti
Sconfitta soprattutto per Calenda…
Peggio del PSI…
Che ha guadagnato un consigliere…
E per Renzi che aveva messo i suoi con Soru…
Forse portandolo al disastro…
Resta il dogma che alle elezioni locali bisogna parlare e proporre temi locali…
Per le politiche ci sarà tempo…
Le vie del Signore sono infinite. Pensate, un attimo, a cosa sarebbe successo in Italia se avesse vinto il centrodestra! Altro che che manganellate di Pisa e Firenze, sempre “politicamente parlando”.
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