Ormai, con un venti per cento di schede scrutinate, emerge chiara la prevalenza del no alla riforma costituzionale. Il risultato é in controtendenza con tutti i sondaggi pre elettorali che prevedevano una vittoria del no solo fino al 40-45 per cento della partecipazione. Invece la partecipazione ha sfiorato il 60% ed ha prevalso il no. E’ troppo presto per analizzare le ragioni di questa sconfitta, che é anche la nostra, sostenitori come siamo stati all’interno del Comitato Vassalli dei Sì. Resta il fatto che ad essere sconfitto sia soprattutto il governo perché da un referendum attorno a una legge il confronto, anzi, lo scontro, si é poi trasformato in un referendum sul governo. Esattamente come si é verificato in occasione del referendum del 2016 attorno alla riforma costituzionale di Renzi. Gli ultimi dati reali danno il no attorno al 53-54 per cento e il sì non oltre il 46-47. Diversissime le percentuali delle regioni, con il Si in vantaggio in Lombardia, ma non a Milano, e in Veneto, e il no prevalente oltre che nelle regioni rosse anche in Campania, nettamente e in Calabria.
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