E dire che quella pagliacciata del 5Stellismo era nata proprio con lui, con i suoi “tsunami” nelle piazze italiane che radunavano migliaia di persone e dal quale era nato il sentimento (risentimenrto) popolare che aveva decretato i suoi successi elettorali.
E così tra un rosario di parolacce e una pioggia di sputi sul palcoscenico Grillo aveva costruito su uno show un movimento politico.
Ora quel totem è in procinto di essere abbattuto.
Infatti lo scontro nel Movimento 5 Stelle è apertissimo.
Il contratto con il lauto compenso di 300mila euro per il fondatore e garante del Movimento non sarà rinnovato.
Lo dice Conte da Vespa: “Grillo è responsabile di una controcomunicazione che fa venire meno le ragioni di una collaborazione contrattuale”.
“Grillo ha rivendicato il compenso come Garante anche nelle ultime lettere che mi ha scritto”, ha aggiunto l’ex premier e “io non ho mai accettato che fosse pagato per questa funzione, che ha un intrinseco valore morale e non è compatibile con alcuna retribuzione. Con Grillo qualcosa si è incrinato in maniera irreversibile”.
E alla domanda di Vespa ha proseguito: “Umanamente sono molto colpito da come si comporta. Già in passato ha avuto atteggiamenti velenosi nei miei confronti, ai quali non ho dato peso perché su tutto prevalevano gli interessi della comunità. Vedere oggi che contrasta in maniera così plateale un processo di partecipazione democratica che ci riporta agli ideali originali di Casaleggio mi ha rattristato moltissimo. Perché, al contrario di quel che scrivono i giornali, lo scontro non è personalistico (Grillo contro Conte), ma vede Grillo battersi contro la sua stessa comunità”.
Insomma è guerra tra capi tribù e Conte, dopo aver fatto fuori Di Maio, sta eseguendo l’esecuzione anche contro Grillo, diventando univo padrone del movimento.
el frattempo è arrivato anche il commento di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, uno dei creatori del partito grillino: “Se continuano così” resterà “un solo elettore”.
Non c’è che dire per essere uno che vuole apparire puro e cristallino, Conte, di intrighi e congiure proprie della politica della seconda repubblica, ne ha imparato molte ed è diventato proprio un vero e provetto novello Richelieu, o Mazzarino, ma senza averne la statura.

