di Giovanni Crema
Il Consiglio provinciale è tornato a riunirsi nella mattinata di venerdì 5 giugno: all’ordine del giorno un paio di variazioni di bilancio oltre all’approvazione dello schema di convenzione di adesione e collaborazione dell’Accademia dei Concordi al Sistema Bibliotecario Provinciale (SBP) per il triennio 2026/’28.
Momento clou di giornata era però l’attesa scopertura della targa di intitolazione della sala a Giacomo Matteotti, deputato socialista rapito e trucidato dai fascisti nel 1924. Un passaggio altamente simbolico e denso di significato – esattamente 110 anni fa, il 5 giugno 1916, l’allora consigliere provinciale Matteotti pronunciava proprio qui un acceso intervento contro la guerra in pieno primo conflitto mondiale – che ha visto una folta presenza di autorità: il Prefetto di Rovigo Franca Tancredi, il senatore Bartolomeo Amidei, l’onorevole Nadia Romeo, l’onorevole Giovanni Crema, l’assessore regionale Valeria Mantovan, il consigliere regionale Cristiano Corazzari e il sindaco di Fratta Polesine Giuseppe Tasso oltre al questore Antonino De Santis, al comandante provinciale dei Carabinieri Edoardo Campora e a quello della Finanza Francesco Sodano.

La targa, posta all’ingresso della sala, riporta la seguente dicitura: “Giacomo Matteotti/ 1885-1924/ nella nostra Provincia, in Italia e nel Mondo simbolo universale della lotta al sopruso, del ripudio della guerra e della difesa dei più deboli”, con in calce la data 13 dicembre 2024, giorno in cui l’assemblea provinciale ha deliberato all’unanimità di intitolare l’aula al parlamentare.
Dopo la cerimonia, i saluti di Luigi Contegiacomo (IstPolRec) e Giancarlo Moschin (associazione culturale Giacomo Matteotti), quindi l’intervento del professor Gianni Sparapan che ha riproposto nell’occasione una drammatizzazione dell’intervento del 5 giugno 1916, di cui non c’è evidenza nei verbali della Provincia ma che ritorna invece in quelli del processo cui fu sottoposto a Rovigo a seguito di denuncia.
NEL 110 ANNIVERSARIO DEL SUO CELEBRE DISCORSO CONTRO LA GUERRA.
Il Consiglio provinciale è tornato a riunirsi nella mattinata di venerdì 5 giugno: all’ordine del giorno un paio di variazioni di bilancio oltre all’approvazione dello schema di convenzione di adesione e collaborazione dell’Accademia dei Concordi al Sistema Bibliotecario Provinciale (SBP) per il triennio 2026/’28.
Momento clou di giornata era però l’attesa scopertura della targa di intitolazione della sala a Giacomo Matteotti, deputato socialista rapito e trucidato dai fascisti nel 1924. Un passaggio altamente simbolico e denso di significato – esattamente 110 anni fa, il 5 giugno 1916, l’allora consigliere provinciale Matteotti pronunciava proprio qui un acceso intervento contro la guerra in pieno primo conflitto mondiale – che ha visto una folta presenza di autorità: il Prefetto di Rovigo Franca Tancredi, il senatore Bartolomeo Amidei, l’onorevole Nadia Romeo, l’ onorevole Giovanni Crema, l’assessore regionale Valeria Mantovan, il consigliere regionale Cristiano Corazzari e il sindaco di Fratta Polesine Giuseppe Tasso oltre al questore Antonino De Santis, al comandante provinciale dei Carabinieri Edoardo Campora e a quello della Finanza Francesco Sodano.
La targa, posta all’ingresso della sala, riporta la seguente dicitura: “Giacomo Matteotti/ 1885-1924/ nella nostra Provincia, in Italia e nel Mondo simbolo universale della lotta al sopruso, del ripudio della guerra e della difesa dei più deboli”, con in calce la data 13 dicembre 2024, giorno in cui l’assemblea provinciale ha deliberato all’unanimità di intitolare l’aula al parlamentare.
Dopo la cerimonia, i saluti di Luigi Contegiacomo (IstPolRec) e Giancarlo Moschin (associazione culturale Giacomo Matteotti), quindi l’intervento del professor Gianni Sparapan che ha riproposto nell’occasione una drammatizzazione dell’intervento del 5 giugno 1916, di cui non c’è evidenza nei verbali della Provincia ma che ritorna invece in quelli del processo cui fu sottoposto a Rovigo a seguito di denuncia.

