Quando parla, il professor Prodi è come il vaso di Pandora: non sai mai che terremoti provocherà. E così è stato anche in occasione della lectio magistralis tenuta al Polo del ‘900 ieri pomeriggio a Torino.
“Le nazioni vincenti non sono quelle che hanno i più grandi tenori, ma quelle che hanno i cori migliori”.
Ha iniziato così il suo show, completamente a suo agio di fronte a una variegata platea di studiosi, ricercatori, saggisti e gente comune. A domanda risponde. Anche se il tema è quello dei rapporti tra Europa e Cina, gli argomenti trattati sono i più disparati.
La Cina
La Cina negli ultimi anni è cresciuta di una Russia all’anno, dice Prodi. E non solo perché nostri studenti per divertirsi giocano a calcio, e i loro studiano matematica. Purtroppo considerano l’Europa sempre meno rilevante, anche se continuano ad amarla. Quando nel 1997 io avviavo l’euro, il presidente cinese mi chiese se potevano avere riserve in euro, così da poter affiancare la loro moneta sia a dollaro che ad euro. Poi ci fu la crisi finanziaria, risolta presto dagli Usa e molto più tardi dagli europei. Da allora la Cina smise di comprare euro per le sue riserve. Oggi l’euro non esiste quasi più nelle riserve cinesi.
I nazionalismi dilaganti
Quando di recente Trump ha detto a tutti che l’America starà da sola, la Cina al contrario ha detto a tutti gli altri “mettiamoci insieme, così da fronteggiare eventuali crisi tipo il collasso del ’29“. Nessuno ha risposto all’appello.
Quando Trump, sui dazi, ha imposto la moratoria di tre mesi all’Europa, la Cina ha iniziato a chiedersi Ma l’Europa con chi sta?
Al mondo bisogna decidere cosa si vuole fare, e perseguirlo.
Quando ho fatto l’allargamento e introdotto l’euro, facevo un grande lavoro per la costituzione europea. Ero presidente della commissione europea. Ma la costituzione europea fu bocciata. Esattamente fu il popolo francese a bocciarla, con un referendum. Perché il nazionalismo è una brutta bestia. La stessa Francia bocciò l’esercito Comune europeo per prima, nel 1952, facendo addolorare De Gasperi.
Il problema del nazionalismo è attuale. Oggi dappertutto si vota per identità, non per ideali. Vedi negli Usa, ma vedi anche in Polonia. Anche la Brexit è figlia dell’antico impero coloniale britannico. E del resto oggi la stessa Italia non promette bene…
Orban è forte perché si presenta come protettore delle identità sparse sul suolo ungherese. Ancora una volta identità nazionali al centro.
Per vincere le elezioni basta picchiare in testa agli immigrati….anche là dove ce n’è molto bisogno. Ma occhio, perché l’identità ha portato alle guerre di religione!
Il futuro
Bisogna porsi obiettivi di forte riformismo. Bisogna reinventare una forma sociale basata sulla salute, sulla casa, o su qualcosa che ci faccia tornare a temi politici tipici di una comunità che avanza.
Trump ha detto che l’UE è nata “per fottere l’America”: cosa c’è di più identitario di questo?
È necessario riprendere un’iniziativa, altrimenti continueranno a trattarci sempre peggio.
La Cina ha sempre ben presente la sua storia, e agisce sempre molto lentamente. I cinesi sono come i siciliani, quando dissentono tacciono. Perciò sono difficili i rapporti diplomatici tra Cina e Vaticano, perché sono gli unici stati al mondo che hanno come obiettivo la vita eterna.
Ride, il professor Prodi, quando racconta gli aneddoti di una vita spesa per la politica. Ma diventa molto serio quando affronta l’ultimo argomento:
La difesa comune europea
Non giriamoci attorno: la Difesa è uno strumento tipico di ogni entità statale. Va bene aumentare le spese, ma ieri non abbiamo aumentato le spese per la Difesa Europea: abbiamo aumentato quella per i singoli eserciti nazionali.
Così continuiamo a non avere difesa comune europea, ma solo la Nato. È pericoloso per il nostro futuro.
La Germania ora diventa il maggior investitore in spesa militare, ma l’arma atomica europea è solo francese. La Francia, inoltre, è anche l’unico Paese europeo ad avere diritto di veto al Consiglio di sicurezza. Come sarà possibile avere nell’UE uno Stato militarmente potente in senso tradizionale (la Germania) e un altro in senso atomico (la Francia)? Chi deciderà il da farsi, davvero?


3 commenti
L’Europa? Ora è’ soltanto un’espressione geografica.
All’appello della Cina a mettersi insieme così da fronteggiare crisi economico/sociali occorrerebbe rispondere con la questione di quanto ci si può fidare di un colosso continentale come la Cina che non ha nel suo DNA il tema della collaborazione e nemmeno la necessità di farlo. Oggi è uno Stato che ha due grossi rivali, uno vicino, l’India e uno più distante, gli Stati uniti, entrambi con il chiaro intento di strappare posizioni strategiche alla Cina.
In questo scenario, l’Europa che posizione può assumere?
Il professor Prodi che ha fatto danni in ogni posizione da lui occupata dall’IRI fino alla Commissione Europea e che non è mai stato un oratore convincente, avendolo ascoltato in qualche intervento dal vivo, è l’uomo meno indicato per dare lezioni. Non si discute una certa autorevolezza, data da età e dal fatto che si è ritirato a vita privata con una meravigliosa pensione, eppure la banalità anche se raccontata molto bene è romanzo non politica. Si ringrazia comunque per lo spazio offerto che è istruttivo anche se poco socialista come in questo caso, saluti