In seguito alla richiesta di rettifica ricevuta alla mail della nostra redazione, in quanto atto dovuto a prescindere dalla fondatezza delle recriminazioni, la stessa è regolarmente pubblicata su questa testata nella medesima sezione dell’articolo per cui è stata avanzata.
Come consentito dalla normativa vigente, mi appresto ora a commentare nel merito quanto contestato, riportando alcuni passaggi della risposta mail che il direttore di questo giornale ha ritenuto di dover accompagnare alla rettifica riguardo la mancata citazione del canale YouTube, che ha proposto l’intervista di Pierluigi Magnesio.
Il direttore
Egregi Parisi, Patruno e Nelli,
Inizialmente, desidero esprimere il mio profondo apprezzamento per la vostra gentile segnalazione riguardante la mancata menzione del vostro canale YouTube “Indagini aperte”. Vi assicuro che avremmo prontamente corretto tale omissione senza necessità di dettagliare gli articoli del codice o i riferimenti alla deontologia del giornalista. La dott.ssa Pera, come potete verificare dagli allegati, ha superato con distinzione gli esami di deontologia, obbligatori per il titolo di pubblicista, pertanto non necessita di ulteriori lezioni.
Da tempo seguo con attenzione le pubblicazioni di questo storico giornale, fondato da Camillo Prampolini nel 1886, dopo aver diretto per molti anni un’altra storica testata, l’Avanti.
La caporedattrice del giornale, che conosco da tempo, attira la mia attenzione grazie alle sue inchieste appassionate. Desidero rassicurare chi in passato ha sollevato qualche remora, che il suo coinvolgimento in tutte le attività che la rendono estremamente impegnata e richiesta, non è dettato dalla sua affascinante presenza, bensì dalla sua autentica competenza professionale. La Dott.ssa Pera, con il suo stile dissacrante può piacere o meno, quindi si può leggere o meno, ma mostra un impegno preciso e meticoloso nei confronti delle questioni trattate.
Relativamente al caso da voi sottopostomi, vorrei sottolineare che le conclusioni della Dott.ssa Pera derivano non solo dall’intervista iniziale ma anche, e lo specifica, dal commento del giorno successivo, ad opera del dr. Nelli e del dr. Patruno , ai quali potete accedere tramite il link allegato. Al fine di evitare qualsiasi possibile fraintendimento, includeremo le citazioni dirette delle vostre dichiarazioni nell’articolo.
E’ accertato inoltre l’utilizzo del vocabolo “scaltra”, non presente nel vostro elenco. Documenti alla mano, nel 1983 Magnesio rilasciò due differenti dichiarazioni che, aggiunte l’ultima, durante la vostra intervista, porta il numero a tre.
In quanto giornalista di lunga data, permettetemi un breve commento: durante un’intervista è essenziale evidenziare dichiarazioni non verificabili o false fatte dall’intervistato. L’intervistatore non deve permettere al soggetto di parlare liberamente senza intervenire, specialmente quando si tratta di pubblicazioni su piattaforme web, quindi di immediata ricezione da parte del pubblico, al fine di evitare che tali affermazioni possano essere erroneamente percepite come verità.
Come dice sempre la dott.ssa Pera, se una cosa non è capita, la colpa non è mai di chi ascolta, ma sempre di chi parla…
Colgo l’occasione per inviarvi cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
Allego un file fattomi pervenire dalla stessa Rossella Pera. (Qui in calce)
On. Mauro Del Bue
Allegati
In qualità di direttore, vi presento le delucidazioni dovute, segnalando che link e documenti sono stati cortesemente forniti dalla dott.ssa Rossella Pera
Permettetemi di sottolineare che l’infrazione, da me effettivamente commessa con la mancata citazione dettagliata, è stata tuttavia parziale, avendo citato Youtube omettendo il canale e avendo riportato il nome di uno solo dei tre giornalisti, Max Parisi.
Spiego per chi legge: citare le fonti è fondamentale al fine di permettere al lettore di risalire alla fonte primaria della notizia. In questo caso la mia mancanza ha potuto rallentare il processo di reperimento della fonte, ma non lo ha impedito.
Conoscendoci tutti, io mi sarei affidata a un semplice sms, risparmiando così pedanterie e baracconate come la presente, che poco appassionano chi ci segue , e che sottraggono ore di lavoro spendibili sicuramente in maniera più proficua.
Se poi, come prassi, vogliamo adottare questa, allora non posso che evidenziare che chi, con tanta formalità e zelo si fa vassallo della deontologia delle fonti, non accettando sviste, non può però cadere nel medesimo errore, e deve altresì esserne l’integerrimo rappresentante, consapevole che saremo da ora tutti molto più vigili, rispetto alle nostre produzioni, ma anche rispetto alle produzioni altrui.
Ahimè mi trovo già a dover riprendere uno dei tre giornalisti firmatri della richiesta di rettifica. Pertanto invito il triumviro che in una diretta ha diffuso la notizia sulla effettiva identità e dunque esistenza di due “Gherardo Gherardi” a dare notizia rispetto la fonte primaria dell’informazione inedita che, a differenza della mia parziale citazione, non da alcuna possibilità al lettore di risalire all’origine della notizia.
Ho personalmente trovato e analizzato i documenti che hanno portato alla luce questa informazione. Pertanto, ritengo sia importante che anche il mio contributo venga riconosciuto
• Link:
Commento di Igor Patruno e Tommaso Nelli, all’intervista del giorno precedente con l’amico di Emanuela Orlandi, Pierluigi Magnesio.
Si trascrivono alcuni commenti a scopo esemplificativo. Verranno poi inseriti tutti con minutaggio nell’articolo contestato, nei tempi necessari ad un lavoro straordinario.
Dr. T. Nelli: (min 4.24) abbiamo davvero assolto al meglio la funzione del giornalismo che è quello di mettere a conoscenza del pubblico dei fatti nuovi e Pierluigi di informazioni su Emanuela quindi di fatti nuovi ce ne ha dati diversi.
Commento Dr.Pera: Se c’è una cosa che non è proprio stata fatta, è assolvere al meglio la professione del giornalista. Nel giornalismo è fondamentale scindere chiaramente le opinioni dai fatti. La mia percezione così, come ovvia conseguenza, quella di molti altri, è stata di avallare e assumere come fattualità delle mere opinioni. In campo giornalistico così e più che nella vita, se non siamo capiti, è perché ci siamo espressi male, quindi la responsabilità dobbiamo assumercela. Non sono mai gli altri a non capire, siamo noi ad esserci spiegati male.
Nelli cade nell’errore di considerare informazioni quelle che, finché non accertate, sono solo affermazioni. l’errore si aggrava quando queste informazioni, a suo avviso, diventano fatti, senza essere supportate da alcuna prova, da alcun documento, e senza neppure essere sottoposte a confutazione da parte degli intervistanti.
L’amico di Emanuela esprime delle opinioni personali e delle sensazioni, espressioni ben lontane dai fatti. L’unica fattualità, che si verifica durante la diretta, è la nuova dichiarazione rispetto a quanto fece e dove si trovasse il 22 agosto 1983.
Dr. T. Nelli: (min 7.31) poi c’è anche una critica che lui ha fatto all’operato investigativo dell’epoca perché ci ha detto che si respirava, lui respirò, un clima “all’acqua di rose”, disse non mi fecero mai delle domande, delle domande specifiche e, quando tu gli hai chiesto di Federica e lui non ha esitato un attimo a ipotizzare che potesse essere un nome maschile e che quindi Emanuela avesse utilizzato uno stratagemma per coprire, un qualche amico, e lui ha messo in dubbio anche la possibilità dell’incontro tra Emanuela e il finto o uomo Avon E tutto questo l’ha dichiarato forte della sua conoscenza di Emanuelae quindi questi sono elementi, elementi molto significativi.
Commento dr. Pera: rispetto all’intervista del giorno precedente, tra gli elementi degni di nota, quindi da riportare nel format di 15 minuti, viene selezionata la percezione del Magnesio rispetto ad un’indagine gestita dalle forze dell’ordine “all’acqua di rose”.
Faccio notare che stiamo parlando di una scomparsa che vede i servizi segreti nell’abitazione della vittima dopo nemmeno 24 ore, fatto realmente più unico che raro nella prassi della gestione delle scomparse nel nostro Paese. Faccio notare che la giudice Gerunda fa prelevare gli amci diEmanuela dalle località belneari dove stavano trascorrendo le ferie.
Nessuno dei giornalisti approfondisce o prende le distanze da quanto affermato in diretta, anzi, il giorno successivo, durante il commento, diviene quasi una scusante alle false dichiarazioni rese dal Magnesio.
Peccato che nessuno ha fatto notare che appurata l’esistenza dell’uomo dell’Avon (tra l’altro accertata da un membro del triumvirato, Max Parisi, che non è invece presente al commento del giorno seguente) bisognerebbe spiegare come Emanuela abbia potuto inventare una frottola che si verifica nella realtà.
Perchè questa bugia è stata detta anche all’amica Raffaella Monzi e perchè un vigile e un poliziotto avrebbero dovuto mentire? L’impressione è che la volontà di rendere Magnesio teste di assoluta credibilità, l’unico che mente entrambe le volte che viene ascoltato, nonchè di rendere Emanuela “più umana” o forse più in linea con la propria pista.
Che poi il fatto che la famiglia sostenga che in quel frangente non abbia mentito, non significa che non abbia mai detto una bugia a casa. Sono affermazioni che trovo prive di senso e, a tratti, anche di pessimo gusto.
Dr. Nelli; (min 13.51) per quanto riguarda il discorso se fosse o meno presente la sera della scomparsa di Emanuela al Palazzaccio queste Lui dice di ricordarsi, gli sembra di essere stato presente agli atti questo non risulta lui Però anche precisato che quando fu interrogato Era sempre Insomma provato dalla scomparsa di questa amica che magari potrebbe essersi confuso. E quindi non ha mentito agli inquirenti. Come si può leggere in giro e lui l’ha spiegato insomma se si riascolta bene l’intervista di ieri si capiscono le sue parole. E a differenza poi di qualche cosa che ho appunto letto in qualche articolo che è uscito nelle ultime ore, ripeto gli elementi di novità nel racconto di Pierluigi ci sono la vicenda di Emanuela Orlandi non è un rapimento come è stato scritto tanto più sempre come è stato scritto racchiude i misteri d’Italia.
Dr. Pera: quanto scritto non è solo deontologicamente scorretto, ma di una illogicità che confido non essere intenzionale. La prima osservazione da fare è che Magnesio viene ascoltato in due diversi momenti fornendo discordanti, contraddittorie e incompletaìe deposizioni. In entrambe non speiga la sua assenza alla Mole Adriana dove era stato prefissato l’incontro con gli amici.
La prima deposizione è del 12/08/1983, la seconda del 25/08/1983. Diciamocelo poi, dove si trovasse, il giorno in cui è scomparsa la ragazza che gli piaceva tanto, il giorno in cui dice di aver smesso di credere in Dio, un giorno indelebile, non è poi una domanda complessa che può fare troppi scherzi ad un’anima provata. Penso invece che il ragazzo all’epoca vide qualcosa, tant’è che tutt’oggi è spaventato e ha paura per la sua incolumità, che il signore potrebbe essere il ragazzo di quella nota telefonata anonima a Telefono Giallo, evidentemente terrorizzato. Piegare la realtà a nostro tornaconto, non fa un buon servizio ad alcuno, tanto meno al signor Magnesio
Dr. Patruno: ha detto perché è quello che sente […]Insomma rivelano che è autentico che quello che dice È vero poi forse ha solo iniziato a raccontare questa è la mia impressione me la tengo ma forse continuerà a farlo ma è autentico quello che dice è vero
Dr Nelli: Assolutamente
Dr. Pera: Qui credo non ci sia molto da aggiungere. Senza mettere in dubbio l’animo genuino del signor Magnesio, sostenere con certezza che l’uomo è autentico e aggiungere “dice il vero”, significa avallare tutto quanto dallo stesso affermato, mi chiedo dunque cosa io avrei dovuto evincere.
Tutte queste affermazioni sono al tempo indicativo. Non si mette in discussione o semplicemente ci si sofferma a ragionare su punto alcuno fino al momento in cui Nelli giustifica e spiega la falsa testimonianza, che in realtà è una duplice falsa testimonianza di Magnesio alle forze dell’ordine, ovvero l’unico fatto, in quanto documentato. Concludono con una sentenza : quel che dice è vero- assolutamente.
- 12/08/83 Non è andato alla mole il 22 . Va a Ladispoli il 26 giugno .
- 25/08/83 a Domenico Sica. Il 22 giugno il padre e il ragazzo si trovano a Ladispoli
Con la testimonianza resa al canale Indagini aperte, le dichiarazioni salgono a tre .
• Nella richiesta di rettifica, il triumirato sostene che non viene pronunciata la parola “scaltra”, che è invece ripetuta ben tre volte: al minuto 4.36, 46.47 e 49.24
L’omissione del termine nella vostra richiesta di notifica, ritengo lasci adito a sole due opzioni:
- La questione è avanzata ma dagli stessi trattata con superficialità tanto dal non controllare e accertarsi prima di muovere accuse.
- Si omette volontariamente, confermando la predisposizione a manipolare la realtà a proprio tornaconto.
Nota extra
Torno ancora sull’argmento perchè evidentemente risulta difficoltoso
il termine sequestro, ad esempio, è ciclicamente oggetto di diatriba. Una diatriba che nasce da una personalissima interpretazione che si vuole conferire al termine. Mi duole dover contraddire autorevoli penne, ma conferendo ad un termine un connotato semanticamente inesatto, senza spiegarne la motivazione, si rischia di fuorviare il lettore, al quale si consegna un’informazione fallace del termine che, nella quotidianità, non è ad esclusivo utilizzo del caso Orlandi.
Se ci riferiamo ad una persona che nell’immediatezza, o in un momento successivo si trova nella condizione di non poter tornare a casa, anche qualora in quella situazione si trovi a causa di scelte sbagliate, Ci troviamo, ad ogni modo, davanti ad un sequestro. Fattispecie che può essere solo aggravata dalla coercizione o dall’inganno.
Il termine è corretto sia dal punto di vista giuridico sia da l punto di vista linguistico. Partendo da “sua santità” il Dizionario Zanichelli, passando dal Garzanti, al Nuovo Devoto (Le Monnier) e via discorrendo, la definizione condivisa del termine è:
Atto di chi sottrae e/o trattiene qualcuno con la forza, con l’inganno: architettare un rapimento; il famoso rapimento di Elena. SIN. ratto, sequestro, prelievo. (Zanichelli – Lo Zingarelli)
Portare via con sé qualcuno con la violenza o l’inganno: l’Innominato fece r. Lucia (Garzanti – Grande Dizionario Italiano)
Accomodato l’italiano passiamo alla legge. Il rapimento in giurisprudenza, si configura con il reato di sequestro di persona, disciplinato dall’art. 605 del Codice penale. Il sequestro di persona rientra nei reati volti a limitare la libertà personale dell’individuo, ovvero la privazione totale o parziale della libertà di movimento e di spostamento. Cito testualmente:
La norma in esame punisce la privazione della libertà personale per una durata di tempo apprezzabile, e costituisce una ipotesi di reato permanente. Per la configurabilità del delitto è richiesto che il soggetto passivo non possa riuscire da solo a recuperare la libertà, anche qualora il soggetto passivo non si attivi in tal senso, quando la libertà non sia recuperabile con immediatezza, agevolmente e senza rischi. Il reato si consuma nel momento in cui la libertà personale viene privata per un tempo apprezzabile, in maniera tale da superare la soglia di offensività. La norma richiede il dolo generico, ovvero la coscienza e volontà di privare il soggetto passivo della libertà personale. È prevista l’applicazione di circostanze aggravanti specifiche qualora il soggetto privato della libertà sia un ascendente, un discendente o il coniuge, o qualora il soggetto agente sia un pubblico ufficiale, se il fatto è commesso con abuso dei poteri. Qualora il colpevole cagioni la morte del soggetto passivo minorenne si applica la pena dell’ergastolo. La disposizione in esame disciplina inoltre l’applicazione di una circostanza attenuante specifica, da riconoscersi nei casi in cui vi sia ravvedimento operoso da parte dell’autore del delitto.
Il delitto di sequestro di persona consiste nella privazione o restrizione volontaria della libertà personale fisica di una persona, quale illegittimo impedimento posto volontariamente ad una persona al fine di privarla delle sue possibilità di locomozione e movimento.
La condotta tipica è rappresentata dal compimento di atti idonei a privare qualcuno della propria libertà personale, i quali possono consistere in atti di costringimento fisico, in atti, anche moralmente, violenti, o fraudolenti. Tali atti possono avere natura commissiva, come ad es. il legare una persona, od omissiva, quali ad es. non liberare il soggetto passivo prolungandone la privazione della libertà personale, ecc.
Con questa esplicazione, i dubbi dovrebbero essere evasi. I sostantivi rapimento, ratto o sequestro, in riferimento alla scomparsa di Emanuela Orlandi, fuorché nel caso si sia recata volontariamente a svolgere un’attività che l’ha condotta alla morte, senza mai cambiare idea e senza essere stata sottoposta ad angherie o drogata, rappresentano la terminologia più appropriata.
Didascalia all’immagine : Er Cavaliere Nero QUI


139 commenti
Resta un solo dato di fatto in questa diatriba inutile: Pierluigi Magnesio quella sera non aveva un alibi, in quanto cotto di Emanuela aveva un possibile movente (la gelosia) e dopo la scomparsa della ragazza di trasferì in Spagna. E nessuno ha indagato su di lui. Complimenti!
Ma non diciamo balle, 41 anni di omertà e depistaggi per un ragazzino di 15, vedi troppi film
Si, penso anche io, credo chelui purtroppo abbia visto qualcosa, se fosse un ipotetico assassino che fa, per depistare chiama usando il suo nome? non credo proprio, anzi penso che l’utilizzi del nome Pirligi come primo telefonista sia proprio una minaccia al ragazzo. Detto ciò è comunque corretto dire le cose come stanno e non giustificare a priori, rigirare le cose non è mai un buon serizio alla verità
Ma invece il telefonista Mario da chi prende il nome? Dallo zio?
Per me ha fatto più che vedere.
Ha segnalato ora e giorno.
A chi non sta a me scoprirlo.
Ma posso intuirlo visto che viveva anche lui in Vaticano.
Mie illazioni a scanso di equivoci, ma il suo non dire pesa come un macigno e non si stupisse se poi c’è chi fa “voli pindarici”.
oltretutto, se è davvero minacciato gli coniene èarlare, rischierebbe meno. Se invece ha avuto qualche responsabilità, beh è salvo….o la va o la Spagna!:-D
Il commentatore sopra di me ha scritto più o meno quello che volevo scrivere io. Bravo/a.
Bene ha fatto il Direttore a rispondere come ha risposto ai 3 titolari del canale. L’atteggiamento dei gestori di canali che si occupano di casi irrisolti come questo e il Mostro di Firenze sta diventando assolutamente insopportabile.
Troppo ego, troppa voglia di cercare e attribuirsi lo scoop laddove spiacente ma esso non c’è, come in questo caso, non va bene.
Lo ripeto, Magnesio non ne esce affatto bene e sono fin troppe le spiegazioni che avrebbe dovuto dare e altre le domande da porgli.
A pelle mi ha fatto una bruttissima impressione e sta solo intorbidendo le acque ancora di più.
I motivi li conosce solo lui ma qualche buona idea la fa venire anche a noi.
A 15-16 anni i ragazzini respinti si vendicano. Allora come oggi.
Non intendo però che l’abbia uccisa lui, figuriamoci.
Ha fatto altro che è facile intuire.
Si mi sembra fantascientifico tirare imballo Pierluigi in un eventuale responsabilità, oggettivamente fa ridere ahah
si anche a me non ha fatto la migliore delle impressioni… credo fosse/ sia ricattato… sarebbe da capire come e perchè
La telefonata di “Pierluigi”, a differenza delle altre, non fu mai registrata. Impossibile sapere il contenuto della chiamata. Impossibile a sapere se sia esistita per davvero.
Vabbè scusa che non possiamo saperne il contenuto ok ma dubitarne l’esistenza anche no, a meno che non vogliano dire che gli Orlandi abbiano mentito, visto che è agli atti
Comunque, ascoltando la presentazione del libro di Nicotri su Facebook, Emanuela Orlandi, il rapimento che non c’è, sembra che Nicotri abbia scoperto dei particolari nuovi e inediti che potrebbero smascherare il colpevole della scomparsa di Emanuela Orlandi. Ha detto che per adesso non può dire nulla, perché gli inquirenti ci stanno lavorando sopra. Penso che tra non molto sapremo nome e cognome dell’assassino di Emanuela Orlandi.
Sì come no.
Nicotri ormai è in fissa con lo zio della Orlandi, ma non ne tireranno fuori proprio nulla, se non al massimo che copre da 41 anni pezzi grossi coinvolti nella sparizione.
Che poi è vivo costui? Non so, non credo.
O potrebbe pure averla portata lui all’appuntamento che le fu fatale, ma per averne le prove bisogna che le indagini vengano fatte in santa pace, e sai cosa intendo per santa pace? Senza le solite minacce e i depistaggi della “Santa” sede.
Emanuela al Vaticano viveva e dentro al Vaticano è morta, e non è la prima né tantomeno l’ultima.
No lo zio è morto da più di 10 anni mi pare, ovviamente il capro espiatorio perfetto, aveva pure un amico che era un pezzo grosso del parlamento, Gangi poi un uomo dei servizi, figurati cosa possono inventarsi, ma quella macchina che passa a prendere Emanuela di tanto in tanto, che pure Oddi lo aveva dichiarato facendo il finto tonto quando Anna Maria Turi gli chiese se fosse targata SCV? Cosa era una macchina dello zio?
Sì ma lo zio pare non fosse un santarellino. Ci ha provato con Natalina, la nipote. Potrebbe averci provato con Emanuela, non mi stupirebbe.
Stupisce semmai la volontà della famiglia Orlandi di minimizzare un reato, anzi 2: adescamento di minore e pedofilia.
Se tutto ciò è accaduto veramente, beninteso.
Il punto è però sempre lo stesso:
Se non viene permesso agli inquirenti di fare il loro lavoro senza ingerenze non se ne uscirà mai.
Pierluigi Magnesio non è MAI stato interrogato, è normale? Vive all’estero praticamente da sempre. Da chi scappa ormai? Fosse stato lo zio, ormai è morto e amen. Fosse stata una banda, so’ morti o vecchi rincoglioniti ormai. E allora dopo 41 anni chi teme così tanto? Può temere solo un’entità in cui cambiano i personaggi coinvolti ma non il loro potere di farti fuori: il Vaticano e i servizi.
Persino Pelosi dopo 40 anni disse che si era addossato la colpa dell’omicidio Pasolini e descrisse gli assassini dicendo “ora posso parlare, sono morti quasi tutti”.
Col Vaticano sei sempre in pericolo finché vivi pare.
Che luogo santo e ameno!
Vabbè ma Meneguzzi non c’entra niente comunque, sta storia che è uscita a Luglio scorso è stata strumentalizzata apposta per spostare l’attenzione palese, oggettivamente che dietro sta storia ci siamo zio o qualche parente è ridicolo pensarlo, evidentemente ci deve essere qualcuno di potente che ha commesso sto omicidio, chiari li giustificherebbè tutto sto tran tran, la cosa che mi lascia perplesso è l’ossidazione di Nicotri di cercare il colpevole dove non c’è, considerando che lui fu il primo ad attaccare il Vaticano bah
Che Meneguzzi non c’entri nulla saranno gli inquirenti a stabilirlo, non io e neanche tu.
Tu sei certo della sua estraneità, io sono super partes e dunque mi limito a portare teorie che tali restano fin quando non escono prove certe su di lui, Bonarelli, Magnesio, Accetti e chiunque altro.
E intendo sia prove di colpevolezza che innocenza.
Ma non mi sento di dire a priori che il tale o il tal altro non c’entrano. Noi non c’eravamo a quei tempi e non conosciamo la vera realtà che girava intorno a Emanuela.
Che poi Nicotri ci speculi su da oltre vent’anni è un altro discorso.
Nicotri dice dice di sapere la verità su Emanuela Orlandi da 22 anni, ogni libro che scrive parla come avesse la verità in tasca, poi non so se veramente stanno indagando su come dice lui o semplicemente sta dicendo cazzate come al suo solito, Nicotri adesso punta il dito sulla famiglia e su un sedicente uomo RAI, tutte fantasie, voglio vedere se avranno il coraggio di costruire una verità di comodo
Quando parlo di particolari inediti, parlo di “prove” schiaccianti. Le prove non sono verità di comodo. Sono verità e basta. Glielo può dire qualsiasi avvocato che conosce.
No non hai capito quello che ho scritto, Nicotri asserisce di avere delle prove che possano condurre a una non meglio precisata persona, se le ha davvero perché non va in Procura? Poi se queste prove sono dello stessi tenore di quella di Via Monte del Gallo possiamo tranquillamente passare oltre
Io poi ho scritto che evidentemente proveranno a ricamare una verità di comodo su qualcuno che potrebbe essere sospettoso ma in realtà non colpevole, archiviarann8 scrivendo ” non è stata possibile un rinvio a giudizio poiché la persona è deceduta e perché passato troppo tempo ci sono solo degli elementi indiziari” chiusura perfetta non credi?
Confermo! Pino Nicotri ha scoperto dettagli incredibilmente trascurati e sottovalutati per tutti questi anni. Chi sta vagliando quei dettagli gli ha chiesto di mantenere il massimo silenzio in attesa di fare delle verifiche che potranno risultare decisivi per risolvere il caso di Emanuela Orlandi. Di più non posso dire. Ci penserà lui a dirlo quando gli daranno il nulla osta. Per adesso mi limiterò a leggere i racconti fiabeschi di Pera e le rettifiche di Nelli.
Dettagli che porteranno ad una archiviazione praticamente quasi inevitabile essendo che si indaga nelle direzioni sbagliate considerando poi il tempo trascorso
Queste rettifiche e contro-rettifiche mi fanno capire che c’è una gara a chi ce l’ha più lungo, a chi arriva prima sullo scoop, a chi pensa di detenere la verità assoluta. Trovo grottesco che si pensi di risolvere in caso datato nel tempo, tra immagini sgranate e ricordi sbiaditi, seguendo piste apodittiche che non contribuiscono a far luce sul caso, quanto piuttosto a far calare la nebbia su una vicenda drammaticamente semplice che qualcuno vuole trasformare in un romanzo a puntate. Con i ringraziamenti del Vaticano che leggendo questi articoli se la ride di gusto e di pancia.
Il Vaticano se l’è suonata e cantata da solo per 41, papa Wojtyla che parlò a vanvera di sequestro di persona avvalorando la pista del terrorismo internazionale e poi impose il silenzio alla Segreteria di Stato quando la magistratura italiana inviava le rogatorie internazionali, qua non c’è niente da ridere ma da piangere
Eh ma per Barbato queste sono quisquilie e pinzillacchere.
Per me e molti altri invece è la conferma di tutto il marcio che c’è in Vaticano.
Non solo per Barbato, c’è uno che commenta sotto i video su Emanuela che dice che è stata vittima di un pariolino, follia degne da DC
Pino Nicotri è una garanzia sì, di balle che spara da oltre 20 anni su questo caso.
Come se gli inquirenti avessero bisogno di lui per fare indagini “trascurate” all’epoca.
Sarà ora di svegliarsi cocchi:
Non esistono indagini e dettagli “trascurati”, esistono solo indagini pilotate dall’alto per nascondere la verità. E in questo caso la verità è già stata abbondantemente raccontata anni fa: Emanuela è stata come tanti ragazzi e ragazzini ammazzata dentro al Vaticano, che tutto è tranne che sede santa e bla bla.
È un covo di massoni satanisti.
Che ci crediate o meno a quelli frega una cippa, così è se vi pare.
Il caso Mostro di Firenze idem:
Indagini fatte a cazzo e pilotate da ogni dove per nascondere ciò che era, ed è, sotto gli occhi di chiunque non abbia le fette di prosciutto sugli occhi e pregiudizi di sorta.
Le escissioni parlano chiaro.
Sacrifici umani a gogò, non a caso spariscono milioni di minori all’anno in tutto il mondo, e vengono ammazzate persone senza movente apparente e l’arma del delitto non si trova.
Ribadisco che per me tutto il resto è fuffa e sarò come sempre ben felice di non acquistare mai alcun libro riguardante questi casi “irrisolti”.
Prendi l’ultimo di Nicotri che dice che è stato uno della RAI a far sparire Emanuela
La casa editrice per caso è Mondadori? Perché con Nicotri la versione cambia a seconda di chi è l’editore, e lo ha detto lui stesso nella puntata del canale “I mostri di Firenze” quando parlava della Kaos Edizioni che è anticlericale e ha voluto libri anti Vaticano. Stavolta è Mediaset contro RAI? 🤣
Per carità. Nicotri per me è aria fritta, chi lo segue e crede a ciò che dice e scrive un povero boccalone.
Eh pensa che Diddi ha letto i sui libri e a quanto pare lo sta usando per orientarsi, praticamente siamo alla frutta
Diddi lavora per il Vaticano giusto?
Punto.
Spero che lei abbia delle prove per fare questa gravi accuse. Immagino che lei era dentro il Vaticano, quel giorno, e che abbia visto con i suoi occhi quello che è successo. E allora perché non va a raccontarlo alla Procura di Roma? Non abbia paura, su! Dica che Emanuela è stata uccisa dentro il Vaticano. Magari dal papa in persona, che ne dice?! Ci vada però con le prove in mano altrimenti rischia una denuncia per calunnia, diffamazione e falso. A chiacchiere siamo tutti bravi, poi con i fatti ci dimostriamo tutti scarsi. Io ho capito che c’è una certa ostilità verso il Vaticano e che Emanuela Orlandi è diventato lo strumento perfetto per dare addosso alla Chiesa. Ma questo non è il modo per cercare la verità: questo è il un modo migliore per dare vita a una caccia alle streghe.
Perché accusare lo zio di Emanuela con delle palesi allusioni non è calunnia?
Nessuno ha detto che Mario Meneguzzi è SICURAMENTE colpevole della morte di Emanuela Orlandi, ma è sicuramente un indiziato. A livello giuridico c’è una bella differenza tra il dire che un uomo è sospettato di un delitto e dire che Emanuela Orlandi è stata SICURAMENTE uccisa dal Vaticano. Questo a livello legale fa un’enorme differenza, perché la tua sicurezza la devi poi dimostrare con prove alla mano. Se le prove non ce l’hai, allora devi stare molto attento a quello che dici.
Ma Meneguzzi non è sospettato di nulla, è pure morto da un pezzo quindi che facciamo? Una seduta spiritica? Gli fanno cercare a Nicotri una medium come consulente? Ahah
Barbato se pensi di intimorirmi hai proprio sbagliato soggetto capito?
Fila via, va’.
Ma li ignori…non vede che questi parlano a vanvera?! Lasci perdere! Li lasci dire quello che vogliono. Poi ognuno si assume la responsabilità delle sue parole. Buona giornata!
Ecco l’altro troll vaticano a rimorchio.
Brrrr che paura!!!
Una domanda a Rossella Pera: Lei è sicura che lo zio Mario Meneguzzi la sera della scomparsa di Emanuela Orlandi si trovasse davvero a Torano, visto che il papà di Emanuela riuscì a trovarlo lì solo a mezzanotte, cinque ore dopo la sparizione della figlia? E in caso affermativo, come fa a esserne così sicura?
In una storia come questa, le certezze sono solo due: Emanuela è scomparsa ed era il mese di giugno. Io racconto e cerco di confutare ogni storia, di indagare e parlare aspetti sempre tralasciati, come il contesto socio-culturale. Il signor Barbato e altri non capiscono che se parlo di massoneria, o di estrema destra, o di delinquenza comune non è perché sostenga quella pista, ma perché sono mondi che esistono e le persone devono conoscerli per farsi la propria idea. Detto ciò, la pista Meneguzzi non mi convince per due motivi fondamentali:
il depistaggio è immediato e, se lo zio ben conosceva Emanuela, non si può dire lo stesso di Pierluigi Magnesio a cui ovviamente fa riferimento il primo telefonista;
Emanuela era seguita, lo testimoniano molti amici e gli identikit combaciano.
Se fosse stato lo zio o il cugino di Emanuela, lei li avrebbe riconosciuti e così alcuni dei suoi amici, dal momento che i Meneguzzi bazzicano spesso il Vaticano. Questi i motivi principali, ma potrei aggiungerne molti altri che suggeriscono che la pista è a fondo cieco. Se togliamo tutta l’idea che Emanuela Orlandi sia un caso unico e che ci fosse uno scopo preciso e politico per volere proprio lei, ci accorgeremmo che certi individui orbitavano nelle zone da lei frequentate, che molte ragazze mancano all’appello e che la cronaca dell’epoca ci regala un numero impressionante di ragazzine prelevate, drogate e abusate da individui provenienti dalle più alte sfere di molte realtà, dalla magistratura, all’imprenditoria e sì, anche al Vaticano. Solitamente drogate e stordite venivano ributtate in strada, qualche volta le cose andavano male… È quello che è successo a Emanuela? Può essere e può non essere, ma ha meno confutazioni della pista Meneguzzi.
Dia un occhio a questo articolo, lo ritengo importantissimo https://lagiustizia.net/caso-orlandi-coshanno-in-comune/
Guardi il discorso mi pare chiaro, però qualcuno continua a durare in ballo zio ancora, tirano in ballo gli amici coetanei, praticamente si sta perdendo di vista la realtà
Sono sciacalli.
Lascia stare che sto discutendo con uno sotto i commenti dei video che dice che Emanuela è rimasta vittima di qualche amico pariolino e che il Vaticano si è chiuso a riccio solo per paura che fosse coinvolto uno di loro, roba da neuropsichiatria infantile
È tutta gente che ha assai probabilmente interessi al Vaticano e cerca di allontanare l’attenzione dalla verità. Non perderei tempo a discutere, nella migliore delle ipotesi sono in malafede, nella peggiore pagati per intorbidire sempre più le acque.
Roba già vista purtroppo.
Tutto può essere. Anche un rapimento per conto di qualcuno. Ma non mi sento di escludere che la ragazza possa essere andata incontro allo stesso destino di Elisa Claps. Anche allora si parlò di misteri e che chiamarono in causa vaticano e servizi segreti, per poi sapere che a ucciderla fu uno spasimante rifiutato. Comunque anche questo post mi sembra molto sensato. In ogni caso, temo che le verità non si saprà mai. Buona giornata!
https://blog.libero.it/wp/losservatore12dgl/2024/02/22/emanuela-orlandi-la-possibile-svolta/amp/
Articolo del cazzo scritto da qualche Barbato o Nicotri della situazione, adesso che parte la commissione loro se ne torneranno nell’oblio
Certo, con l’aiutino del prete che era già defunto quando al ritrovamento della Claps nella chiesa iniziarono le indagini.
Restivo non era uno spasimante rifiutato ma un serial killer che ha ammazzato pure in Inghilterra, e non ha fatto tutto da solo, e tu se un altro che cerca di sviare l’attenzione dal clero.
Patetici voi e i vostri inutili link spazzatura che nemmeno apro.
E senza tralasciare il ruolo delle logge massoniche locali in tutta la storia, cosa che venne denunciata anche dalle testate locali lucane all’epoca.
Qui nessuno è caduto ieri dal pero cari i miei depistatori.
Qualche genio cerca la somiglianza dello zio Mario con l’uomo degli identikit. A Parte che gli identikit possono servire ad escludere e non ad individuare. Le posso fornire le foto di qualche attore di Hollywood che calza benissimo nei panni dell’uomo Avon. A parta che Meneguzzi non calza con l’identikit perché questo viene disegnato da dei dati verbali riferiti e questi (cioè il dato certo) dicono un uomo sulla trentina. Lo zio è scartato.
Ma a parte ciò facciamo che lo zio sembri compatibile con quello dell’identikit. Dopo questo passaggio nessuno attiva la logica? Cosa diavolo combinerebbe questo zio, si mette a recitare con la nipote la parte del rappresentante di profumi con la valigetta e le offre un lavoro? Gli serve questo per farla salire in macchina? Capiamo che è un nonsense imputare lo zio impugnando l’identikit? Un accusa talmente pretestuosa da far pensare male, molto male.
Brava Rossella.
Il caso Wilma Montesi nel 1953 fa un po’ da apripista -manifesto, chissà quante altre prima di lei- di questi festini con ragazze ignare del loro destino, festini che come dice Rossella a volte finivano molto male.
Queste realtà esistono eccome, ed è inutile andare a fare i troll in siti e blog che trattano di questi argomenti scomodi, perché denota solo una gran paura da parte di qualcuno che si continui a fare ricerche serie su questi casi a distanza di tanti anni.
Tanta gente vorrebbe mettere una pietra tombale su questi e altri casi come Mostro di Firenze, Ustica, Bologna, Moro, eccetera perché evidentemente gli interessi in gioco sono ancora molto forti.
E invece no, vanno ricordati sempre affinché gli italiani si sveglino prima o poi e capiscano che solo la verità porta a giustizia, equità e diritti.
E la verità non conosce scadenza.
La Pera ha ragione: i depistaggi cominciarono subito. Guardi per esempio questa foto di Emanuela che lo zio Mario fece pubblicare su tutti quotidiani locali. Non ci trova nulla di strano? Io ho notato un particolare tipico del depistaggio. Vediamo se indovina anche lei. Se non indovina non è colpa mia, ma della sua incapacità di analizzare i dettagli. E si sa che il diavolo si nasconde nei dettagli, non nei grandi contesti storici.
https://emanuelaorlandi.altervista.org/wp-content/uploads/1983/06/messaggero_28-giugno-1983.jpg
Infatti c’è un errore, Emanuela ha telefonato alla sorella e non alla madre che invece stava a Fiumicino dai parenti di Ercole, poi in quella telefonata stando al racconto di Federica, Emanuela non avrebbe parlato di nessun giovane e di nessun accompagnamento anzi chiese chr fossero i genitori o il fratello ad accompagnarla alla sfilata
Parlo della foto, non dell’articolo. E comunque ho chiesto alla Pera, visto che si considera giornalista.
Eh vabbè comunque c’è un errore, la foto cosa avrebbe di particolare?
L’ho guardata e riguardata quella foto, ma non ci vedo nulla di particolare. Sarà che non ho spirito di osservazione.
No semplicemente è Barbato che è complicato
Emanuela nella foto linkata da Barbato non ha la fascia nera sulla fronte. Altro non saprei dire essendo foto assolutamente sgranata dove non si vede quasi nulla.
Non ho mai capito tra l’altro perché mai la famiglia Orlandi abbia scelto la famosa foto di Emanuela con quella fascia che sa tanto di funerario, come a dire che il suo destino era già segnato.
Ah sì, si vede il lobo dell’orecchio destro, maglietta o tunica -da comunione?- bianca, e nient’altro.
Attendiamo lumi.
Ma loro avevano scelto la prima foto recente che gli era venuta in mano è hanno scelto quella, nom so Barbato che vuole
Quella non è la foto di una ragazza di 16 anni, ma la foto di una ragazzina che avrà avuto si o no 10 anni, scattata nel corso di una foto di gruppo con la scolaresca elementare. Se voleva mettere una foto recente, avrebbe scelto questa nel link, scattata a Tandem il 20 maggio 1983, un mese prima che scomparisse. Quella foto sui quotidiani non avrebbero aiutato gli eventuali testimoni a riconoscere la ragazza, questa qui sotto si. Questo dimostra quantomeno il comportamento sospetto dello zietto.
https://www.pinterest.it/pin/763219468120964792/
Tu sei malato
In effetti ho parlato anch’io di tunica da comunione non a caso. Nella foto Emanuela non ha 15 anni, età al tempo della scomparsa, ma 12 al massimo.
Però questo non prova assolutamente nulla, anche perché gli inquirenti avrebbero potuto chiedere una foto più recente, e in ogni caso c’era già la famosa foto con la fascetta nera affissa praticamente ovunque a Roma.
Il motivo per cui Emanuela non sarebbe stata riconoscibile lo stesso è dato dal fatto che era una normalissima brunetta bassina senza segni particolari, tipo nei o colore degli occhi inconfondibile o qualunque altra cosa che possa far riconoscere una persona senza alcun dubbio.
Era una ragazzina come tante a Roma all’epoca, oggi magari sarebbe riconoscibile per i piercing, i tatuaggi, i capelli blu/verdi/fucsia o per altre caratteristiche.
Per cui c’è chi ci vede la mala fede dello zio, io no per niente.
Beh! In effetti non capisco perché non pubblicare quella di Tandem, che era molto più recente. Sarebbe stata più logico Anche a me quella di sopra mi pare la faccia di una bambina, non di un’adolescente. Immagino però che fu la famiglia a consegnare la foto allo zio. A meno che non la teneva già lui.
Mi spiegate come facevano ad avere la foto di Tandem? Facevano la foto al televisore?
Grazie al cazzo con un frame del video ahah Barbato svegliati per piacere, tu nell’83 facevi gli screashoot?
Ecco la foto scattata a Tandem che la madre di Emanuela ha ancora sul comodino.
https://www.google.com/search?q=la+foto+di+emanuela+tandem&oq=la+foto+di+emanuela+tandem&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIHCAEQIRigATIHCAIQIRigAdIBCTEwMzA0ajBqN6gCALACAA&sourceid=chrome&ie=UTF-8#vhid=FPZeNz_frcPZ3M&vssid=l
Perché è stata presa di recente non nell’83
Se vuoi che i testimoni possano riconoscere tua nipote, devi pubblicare la foto più recente possibile, altrimenti rischi che migliaia di persona vedano rua nipote e nessuna la riconosca. Ha ragione la Pera: i depistaggi partirono subito e partirono proprio dallo zio. Quella foto fu pubblicata il 24 giugno 1983, due giorni dopo la scomparsa di Emanuela, venti giorni prima che il papa lanciasse l’appello pubblico. A meno che non fu il papa a consigliare allo zio di pubblicare una foto vecchia. Ma ne dubito. Potrei citare altri particolari scoperti, ma per ora chiudo qui.
E stata la famiglia ha far pubblicare sta foto, potevano metterne un altra ma non sarebbe cambiato nulla, foto sgranate in bianco e nero
Ma infatti sono tutte cazzate. Le foto vogliono dire tutto e niente. E poi non sono mai uguali alla persona dal vivo in ogni caso, specie nel caso di una ragazzina di 15 anni ancora in crescita; dopo 2 mesi nessuno la riconoscerebbe più.
Qui ormai c’è la volontà di allontanare dalla pista vaticana e farebbero del tutto per sviare.
Li manda qui Nicotri?
Nicotri già tanto se è stato convocato da Diddi che magari poveraccio aveva letto i suoi libri pensando di trovare chissà che cosa, forse bei primo libri sicuramente ma negli ultimi praticamente attacca zii cugini e uomini RAI, praticamente un depistaggio bello e buono
Tanti stai tranquillo che adesso parte la commissione e ormai i vostri finti scoop non serviranno più, Nicotri gli rode che non verrà convocato perché tutti lo conoscono, continuate pure sul suo gruppo a scrivere cazzate che tanto la verità sta altrove
Veramente sembra che Gasparri si sia tirato indietro e voglia azzoppare la commissione.
https://roma.repubblica.it/cronaca/2024/02/22/news/emanuela_orlandi_commissione_parlamentare_forza_italia-422187603/
Non può azzopparla, ormai è legge, vedi che fra poco manderà pure il nome
Bella bambina, vero?! Non l’avrebbe riconosciuta manco la madre. Complimenti a quel furbetto dello zio.
https://www.fanpage.it/roma/cosa-sappiamo-sul-presunto-coinvolgimento-di-mario-meneguzzi-nella-scomparsa-di-emanuela-orlandi/
Barbato sei più malato di Jeffry Dahmer
Tranquillo, la capisco! Quando non si sa come uscire dall’imbarazzo si accusano le persone di essere pazze o malate!
Ho io Imbarazzo per te che è diverso
Ma poi dovevano riconoscerla dove?
Se fosse stata rapita da bande o terroristi internazionali come favoleggiavano all’epoca chi doveva vederla e riconoscerla? Quelli la lasciavano andare in giro da sola indisturbata a chiacchierare con altre persone dicendo chi era e che era stata rapita?
Ma che film è?
Le foto servivano solo per un eventuale allontanamento volontario e comunque non lontano da Roma. Alessio e Rossella vi risulta che le foto della Orlandi siano state inviate in giro per il mondo tramite Interpol?
Guardi che quell’annuncio fu pubblicato con la speranza che qualche anima pia riconoscesse la ragazza e la segnalasse ai genitori. Altrimenti perché pubblicare anche il numero di telefono di casa Orlandi? Voi state cercando di attaccarvi allo specchio. Ma vi capisco, tranquilli. Quando le nostre certezze cominciano a traballare, allora ci si attacca a qualsiasi ragionamento. Anche stupido, Ma pur sempre un ragionamento. Si chiama meccanismo di difesa. Comunque non ho letto la risposta della Pera. Forse è impegnata a redigere un altro racconto da fiction lungo e inconcludente?
Penso di sì vedendo il clamore che ha suscitato, praticamente si parlava di Ali Agca, terrorismo internazionale quindi penso si assolutamente
Esatto Barbato, ovvero nel caso Emanuela fosse ancora in giro a Roma, ovvero sana e salva, che era quello che la famiglia sperava.
Poi sono arrivati i depistaggi con lupi grigi, banda della Magliana e Topo Gigio, la Turchia e le foto non servivano praticamente più.
All’estero chi vuole che riconosca una ragazzina di un’età in cui si cambia ogni giorno?
Guardi quello che succede ancora oggi con la povera Denise Pipitone e Angela Celentano.
Segnalazioni fasulle e assurde da ogni parte del mondo.
Ma figuriamoci.
Quindi stiamo dicendo la stessa cosa, per quanto possa dispiacerle.
Ho visto che la foto fatta pubblicare sui manifesti fu scattata quando la Roma vinse lo scudetto a maggio del 1983. Ha ragione Barbato, le foto di Emanuela più recenti c’erano, lo zio poteva far pubblicare quella sui giornali, perchè mettere la foto di una bambina che nessuno avrebbe potuto riconoscere? Questo fa pensare molto, ma molto male dello zio. Se poi ci mettiamo pure che aveva importunato la nipote Natalina ed era intimo di un certo Peruzy, ricattatore sessuale delle dipendenti di Montecitorio e della stessa Natalina Orlandi, mi chiedo se lo zio non abbia avuto davvero un ruolo nella sparizione di Emanuela. Cosa impedisce di pensarlo?
Bene, ma perché i genitori di Emanuela non si sono lamentati di questa cosa facendo pubblicare una foto più recente nei giornali?
Andrebbe chiesto a Pietro.
Che poi ha ragione Alessio Oliva, a quei tempi pubblicare una foto o l’altra era praticamente indifferente, non esistevano i computer e l’alta risoluzione e le foto sono tutte mezze sgranate.
Mi domando se persino io avendola davanti avrei saputo riconoscerla con quelle foto come base. Non credo.
È un’argomentazione veramente debole a mio parere.
Poi come ho detto giorni fa, saranno gli inquirenti a stabilire se lo zio c’entra qualcosa o meno.
Anch’io penso che qualcuno del suo giro l’abbia “consegnata” a chi la voleva, o comunque abbia segnalato ora e giorno, ma non sta a me stabilire chi.
Ma io penso che le soluzioni sono due: o è salita sulla macchina scura che diceva Oddi e Nelli oppure l’hanno fatta addescare da quella ragazza sua amica
Ma intendi la Raffaella Monzi, ad oggi credo ancora ricoverata in una clinica psichiatrica? Si è sempre detto che si sia ammalata per le minacce e i pedinamenti subiti a seguito della scomparsa della compagna di conservatorio, per me invece potrebbe essere stata anche lei vittima di qualcuno che l’ha presa, drogata, abusata e poi lasciata andare, magari lo stesso che ha preso Emanuela e che lei potrebbe aver riconosciuto.
Sempre mie illazioni eh, ma la sua mi è sempre sembrata una storia molto triste e che celava molto di più di quello che dice.
Ma in realtà la Monzi come le altre notizie delle amiche di Emanuela sono cose false, Pietro lo ha detto e lo ha fatto notare a Peronaci che è lui che ha scritto articoli su ste cose e Peronaci gli ha risposto ” È vabbè tanto ci ho fatto 100k di letture con quell’articolo”
Comunque no mi riferivo a quella ragazza mai identificata che non era la Monzi ma un altra che mi pare Nelli sia riuscito a capire forse chi potrebbe essere
Quindi la Monzi non è veramente in clinica?
Beh meglio per lei ma perché non denuncia Peronaci?
Perché sono anni che si dice questa cosa della Monzi, pure della Silvia Vetere si dice fosse in clinica e persino morta forse.
Queste sono cose da denuncia con richiesta di risarcimento danni.
Chissà se Rossella ci farà un articolo dedicato, questa matassa va sbrogliata!
Tu Barbato hai iniziato a parlare dello zio quando Mentana a cagato sto finto scoop dello zip sennò tu manco sapevo chi fosse, purtroppo sei un fan di Nicotri che non so se perché gli hanno promesso un posto in paradiso continua a tirare fuori il Vaticano nonostante lui per primo puntava il dito contro quindi non so anche basta lo zio stava a 110 km da Roma con la sua famiglia, andate a cercare tra i porporati del Vaticano non tra zii e parenti
La scomparsa di Emanuela Orlandi è stato un drammatico caso di cronaca nera che molti sciacalli hanno vergognosamente strumentalizzato per questioni di protagonismo, di denaro, di ospitate televisive, di interviste sui giornali o di sconti sui processi giudiziari. I media su questo caso ci sono andati a nozze. Basta vedere la pennivendola della Pera che, pur di farsi un nome in un giornale che nessuno leggerebbe nemmeno per errore, racconta tante di quelle balle che altri fanno passare per verità indiscutibili. Emanuela è stata vittima due volte: del bastardo che l’ha uccisa e dei mitomani e pennivendoli che ci stanno lucrando sopra. PASSO E CHIUDO!
Aggiungere pure vittima tua che continui a cagare la minkia con lo zio e parenti, la Pera sta facendo un ottimo lavoro ti che nonostante la odi sei ancora qui ha rompere, vai sul gruppo di Nicotri dove ogni giorno si partoriscono robe da manicomio e restati, se vuoi stare qua o altrove devi essere razionale non basato mentale, ogni commento che becco è contro lo zio, capisco che sei cattolico però figa un minimo di intelligenza dio santo
Scusa ma intanto chi lo ha detto che Peruzy era un ricattatore sessuale di Natalina Orlandi? È agli atti? O queste cose le dice il solito Nicotri?
E se così è, come mai Natalina non si è mai licenziata ed è rimasta a lavorare là dentro?
Io poi sapevo che lavorava per Gianluigi Marrone, il famoso avvocato parlamentare che era pure giudice unico del Vaticano e si inviava da solo le famose rogatorie che poi lui stesso respingeva e firmava, rispedendole a sé stesso a Roma. E Natalina zitta.
E anche lui come Bonarelli, insignito della cittadinanza vaticana.
Questa roba è assai più scandalosa di tutte le altre cose fidati.
Ah, uno zio NON DEVE avere foto di ogni età della nipote, quello sì che mi pare strano e anche parecchio sospetto. Il fatto che avesse solo una banale foto della Comunione o quel che era di Emanuela e quella abbia dato è cosa assai normale.
Qui l’unica cosa scandalosa è uno zio che fa delle insistite avance sessuali a una nipote. Già questo dimostra che lo zio di Emanuela non era affatto un tipo normale.
Anche il prelato vicino a Wojtyla che ha molestato Emanuela non era da meno
Perché agli atti Natalina raccontò che ricevette delle avances pure da Perruzzy e lo zio la aiuto a uscirne, questa cosa è vera, a sto punto visto che hanno fatto un collegamento con le avance dello zio indaghiamo pure su Perruzzy visto che ha molestato snche lui Natalina
E’ ovvio. Se la commissione bicamerale vorrà scoprire la verità su Emanuela Orlandi dovrebbe indagare anche negli ambienti politici frequentati dallo zio Mario Meneguzzi, visto che pare proprio che non fosse un posto idilliaco. L’intervento del Sisde potrebbe anche aver avuto lo scopo di ostacolare le indagini per evitare che venisse a galla un mercimonio sessuale in parlamento. Dopotutto non capisco per quale motivo il Vaticano avrebbe dovuto depistare se consideriamo che è uno stato autonomo e lì dentro i magistrati italiani nemmeno possono entrarci e se la ragazza fosse morta lì il papa sarebbe stato più intelligente se avesse taciuto anziché lanciare ben otto appelli. A me in questa storia il Vaticano mi sembra più vittima che colpevole.
Bravo! E magari tra i ricattatori c’era pure qualche socialista che, oltre a essere dei corrotti che intascavano fiumi di tangenti, potevano partecipare pure ai bunga bunga con le ragazzine. Adesso vedrai che la redazione cancellerà questo commento, perché gli brucerà il culo.
Guardi che Redazione e Rossella Pera al massimo la compatiscono, non si dia un’importanza che decisamente non ha né in questa sezione del sito né tantomeno nel grande schema delle cose.
Ma andare a cagare voi e i parlamentari, verrà il giorno in cui dio fulminera voi e quelli del Vaticano che hanno fatto fuori Emanuela Orlandi
Ma sapete chi è Capaldo? Il Vaticano voleva fargli ritrovare il corpo, non il parlamento italiano ahahah
Se Emanuela è morta è possibile riavere i resti? Va bene però voi come Procura cercate una soluzione bonaria che chiuda la storia senza il Vaticano
Mi pare che però Pietro Orlandi aveva lanciato accuse pure contro Oscar Luigi Scalfaro e adesso tira in ballo pure Dario Franceschini. Boh! Sta tirano in ballo tutto il paese quello.
Non ha accusato Franceschini di Nulla, ha riportato quello che gli hanno riferito altri
Beh Scalfaro aveva il suo ufficio proprio sopra la scuola di musica ai tempi di Emanuela ed era amico dei prelati vaticani, credere che non sapesse nulla della storia anche solo per vie traverse è assai poco credibile.
Già soltanto la grande amicizia tra un boss della Magliana come De Pedis- che Nicotri difende in modo osceno e addirittura era amico della moglie di De Pedis defunta anche lei- e il Cardinal Poletti è quantomeno rivoltante ad una persona normale, ma per Nicotri tutto regolare, anche la sepoltura a Sant’Apollinare.
Il Vaticano d’altronde se non sono criminali, faccendieri, politici, banchieri e minorenni non li vuole.
Che poi te Barbato è da una vita che avevi chiuso con la Pera ed invece sei ancora qua a rompere le palle, non hai finito il libro? Dovresti utilizzare il tuo tempo a scrivere non a commentare qua o andare a leggere il blog di Nicotri dove in preda alla senilità totale sclera contro Pietro Orlandi e spara finiti scoop
Tranquillo, che presto faremo nome e cognome dell’assassino di Emanuela Orlandi. Stiamo solo aspettando che chi di dovere ci dia il nulla osta. Per adesso accontentatevi del racconti cervellotici della Pera e dei “mi dicono” di Pietro Orlandi.
Si aspetta e spera Il ritorno di cristo che con le predizioni di Nicotri ci potete inventare una nuova religione
prova
Un annuncio di scomparsa, fatto pubblicare da Mario Meneguzzi il 24 giugno 1983 sull’Ansa, pieno di errore e depistaggi. Indovina quali sono? Mi sembra i giocare all’indovinello con dei bambini.
Un annuncio di scomparsa, fatto pubblicare da Mario Meneguzzi il 24 giugno 1983 sull’Ansa, pieno di errore e depistaggi. Indovina quali sono? Mi sembra i giocare all’indovinello con dei bambini.
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2023/04/15/dagli-archivi-ansa-la-prima-notizia-sulla-scomparsa-di-emanuela-orlandi-il-24-giugno-1983_af97e90b-9351-4c49-ae4a-034328bca6af.html
Barbato evidentemente da piccolo sei stato molestato da tuo zio perché evidentemente non so capisce questa accanimento verso lo zio di Emanuela
Barbato evidentemente da piccolo sei stato molestato da tuo zio perché evidentemente non so capisce questa accanimento verso lo zio di Emanuela
Faremo?
Ma quindi Barbato o come si chiama veramente, collabora con Nicotri o è solo uno dei tanti esaltati del suo gruppo Facebook?
Il Vaticano non vede sicuramente l’ora di sentire il nome del “colpevole”, figuriamoci sono 41 anni che depista e si inventa stronzate di ogni genere pur di allontanare i sospetti da San Pietro….
Invece le intercettazioni a Bonarelli e tutti i comportamenti degli amici di Emanuela fino ad oggi direi che parlano assai chiaro.
Tra l’altro se Emanuela fosse stata prelevata dallo zio Mario quel giorno perché mai Magnesio continua a dire che se parla lo ammazzano, e tutti i vecchi amici del gruppo tengono la bocca cucita? Chi dovrebbe farli fuori? Sono morti tutti.
E la storia dell’uomo che le offriva 375000 lire per andare alla sfilata delle sorelle Fontana che c’entrerebbe con lo zio?
Cioè lo zio Mario avrebbe avuto bisogno di fare tutti sti casini per andare a prendere la nipote che lo conosceva benissimo e si fidava di lui?
Di nuovo, ma che film è?
Nemmeno la logica più elementare viene usata qui, siamo al totale delirio.
Oddi disse invece che Emanuela era salita a bordo di una berlina scura, targata proprio Città del Vaticano. E per salirci significa che dentro c’era un prelato che lei ben conosceva vivendo lì, e quindi si è fidata.
Questa è l’unica ricostruzione possibile e altamente probabile, tutto il resto è come sempre FUFFA e Nicotri dovrebbe cominciare a scrivere libri su come si accoppiano le cimici tibetane, ne guadagnerebbe di molto in credibilità.
Ahahahahahah
Ma ti pare normale che un giornalista scriva libri con titolo Emanuela Orlandi la verità
Questa storia di Oddi mi sembra poco credibile. Non si capisce perché Emanuela sarebbe salita sulla macchina di un porporato, sarebbe rientrata un attimo a casa e poi sarebbe risalita nella macchina del prelato portando con sé pure il flauto e lo spartito musicale. Sarebbe stato più logico depositare tutto a casa, no. Mah!
Annuncio dell’Ansa:
1) Emanuela Orlandi non uscì dal conservatorio di Santa Cecila, ma dal Conservatorio Tommaso Ludovico da Vittoria, che sono sue istituti diversi e situati in due zone diverse di Roma. E’ difficile pensare che lo zio che frequentava tutte le domeniche la casa degli Orlandi non sapesse dove studiava la nipote. Ed è strano che i familiari non si siano accorti di questo clamoroso errore che avrebbe reso impossibile per un testimone riconoscere le ragazza, visto che si parla di un istituto lontano da dove era sparita.
2) non è vero che Emanuela chiamò la sorella Federica per dire che gli autobus tardavano e che avrebbe rincasato più tardi. Emanuela telefonò alla sorella per riferirle dell’Uomo dell’Avon, che nell’annuncio non c’è’. Inoltre, se aveva appuntamento con la sorella Cristina, non si capisce per quale motivo avrebbe dovuto dire alla sorella che sarebbe rincasata da sola e non con Cristina;
3) non è vero che i “colleghi” del padre di Emanuela, ovvero il Vaticano, temevano un rapimento. Il Vaticano nemmeno sapeva che la ragazza era sparita, altrimenti il papa non avrebbe atteso venti giorni prima di lanciare il primo appello per la sua liberazione. E la telefonata menzionata da Viganò il giorno stesso della scomparsa di Emanuela è un falso, perché i rapitori, che chiesero di Casaroli, avrebbero dovuto sapere che Casarolo quel giorno si trovava in Polonia con il papa. Sarebbe stato più logico telefonare il giorno dopo;
4)fu lo zio a ventilare per prima l’ipotesi di un rapimento quando gli investigatori pensavano ancora a una scappatella adolescenziale. Da lì è nata poi la vulgata del rapimento;
5) c’è da chiedersi per quale motivo fu lo zio a fare il giro delle redazioni locali e non il padre di Emanuela. Non credo che il papà di Emanuela fosse così stupido da non riuscire nemmeno a far pubblicare un annuncio di scomparsa.
6) non è vero che le denuncia fu fatta presso la polizia vaticana, ma presso la polizia italiana.
7)insieme all’annuncio viene pubblicata una foto di Emanuela che non corrispondeva alla sua vera età, questo, insieme all’errore sul conservatorio, avrebbe reso impossibile qualsiasi riconoscimento di eventuali testimoni.
Mettete insieme questi elementi e il sospetto che Mario Meneguzzi abbia agito per insabbiare le ricerche si fa molto concreto. E quando uno cerca di insabbiare le ricerche, vuol dire che ha qualcosa da temere.
Per Alesso Oliva. Ho salvato il tuo commento sulle presunte molestie che hai detto. Ci sono tutti i presupposti per una querela. E se la redazione non cancellerà quel commento, sarà chiamata in causa pure la redazione, come recita la legge secondo cui se una testata giornalistica non cancella certi commenti diffamatori deve ritenersi responsabile della diffamazione aggravata a mezzo stampa.
Ed io mando lo screanahoot alla famiglia Meneguzzi di quello che tu hai scritto su Mario Meneguzzi o su Pietro Orlandi, non ho la memoria corta, non può querelarmi perché non ho diffamato nessuno per cui ahah
Mi sa che Barbato ha ragione! Questo la denuncia di scomparsa di Natalina Orlandi: “Verso le ore 16:30 di ieri, mia sorella ORLANDI Emanuela, nata a Roma il 14.01.1968, convivente, è uscita dalla
nostra abitazione, per recarsi alla scuola di canto, sita in piazza Sant’Apollinare, nella scuola “Ludovico da
Vittoria”, senza fare più ritorno a casa”. Dove ha letto Meneguzzi che Emanuela frequentava il conservatorio di Santa Cecilia? Boh!
Anzi probabilmente chi sta commentando è la stessa persona per cui davvero imbarazzante sei ahah
A me sembra strano che gli inquirenti dell’epoca non abbiano notato queste contraddizioni. O hanno fatto finta di non notarle. Però una cosa la potevano fare, perlomeno per escludere Mario Meneguzzi dalla lista dei sospettati. 1) Accertarsi se quel giorno e a quell’ora si trovava davvero a Torano. 2) Verificare l’identikit dell’uomo visto da vigile urbano. 3) Sottoporlo alla prova del guanto di paraffina visto che lui deteneva una pistola regolarmente denunciata. 4) Usare il luminol nella sua macchina per vedere se non ci fossero tracce di sangue. Non hanno fatto nulla di tutto questo ed è stata una lacuna particolarmente grave.
Barbato se continui manderò quello che scrivi a chi di dovere starà poi alla famiglia Meneguzzi Orlandi decidere il da farsi, lei mi minaccia di querela per una presunta diffamazione nei suo confronti inesistente quando invece é lei che sta diffamando e facendo allusioni ben precise per cui
Mi sa che una piccola storia è stata trasformata in una grande storia, in una mongolfiera vuota e senza senso. Ammesso che lo zio abbia avuto delle responsabilità nella scomparsa della nipote, deve avere avuto davvero una gran botta di culo se nella vicenda si sono poi inseriti elementi estranei alla faccenda che hanno usato la scomparsa della ragazza per mettere il Vaticano in difficoltà. Comunque, se son rose fioriranno. Non resta che aspettare la conclusione delle indagini della Procura di Roma. Sperando che si arrivi a qualcosa, perché credo proprio che questa sia la terza e ultima inchiesta. Dopodiché il mistero Orlandi sarà consegnato alla storia. E se questo dovesse succedere, sarà anche grazie ai mitomani e a chi ha sfruttato questo dramma per farsi un nome. Buone cose!
Barbato potrebbe delirare e sono problemi suoi, però la questione Gangi, che era dei servizi nonostante Nicotri ancora si affanni a dire di no, e il suo avvertire Meneguzzi del pedinamento di cui era oggetto da parte delle FFDO, è a tutt’oggi da spiegare.
Se Meneguzzi non c’entrava assolutamente nulla perché Gangi lo avverte del pedinamento mandando così tutta l’operazione all’aria?
Le FFDO non pedinano la gente a caso, non hanno tempo e risorse da perdere. Dunque chi o cosa sospettavano? Meneguzzi stesso o le sue amicizie e frequentazioni?
Ripeto, ci sono centinaia di dettagli che non tornano in questa storia, e che dovrebbero essere chiariti una volta per tutte.
Per me lo zio non c’entra direttamente con la scomparsa ma copriva propbabilmente qualcuno, non so se chi Emanuela l’ha presa o altri.
È gravissimo in ogni caso in senso morale, in senso legale è molto diverso ma non meno spaventoso.
Lascia perdere non capiscono
Ma chi lo ha detto che Meneguzzi era pedinato da FFDO?
Lo disse lo stesso Giulio Gangi a Nicotri e lo ha raccontato anche Tommaso Nelli. Gangi disse che Mario Meneguzzi si accorse di essere seguito da qualcuno mentre si recava a Santa Marinella. Forse perché si guardava continuamente intorno, visto che i poliziotti sono abili a non farsi riconoscere. E il fatto che Meneguzzi sapesse benissimo che quei ceffi non erano i rapitori di Emanuela, lo dimostra il fatto che anziché recarsi dalla polizia o dai carabinieri, si rivolse a Gangi, il quale dopo aver fatto delle ricerche si accorse che la macchina che lo pedinava aveva la targa coperta, ovvero apparteneva alle forze dell’ordine. Fu Sica a farlo pedinare. E per farlo pedinare vuol dire che dovette avere abbastanza elementi in mano da sospettare dello zio di Emanuela.
Ma FFDO cosa è?
Forze dell’Ordine.
Ho riletto con calma tutte le incongruenze riscontrate da Barbato rispetto all’annuncio ANSA, e devo dire che la questione foto pare persino la meno grave e sospetta.
Chi era veramente Mario Meneguzzi e perché in effetti ci sono tutte queste storture e falsità nell’annuncio?
Ripeto, le FFDO non pedinano la gente a caso ma solo quando hanno seri e concreti sospetti su qualcuno.
Bisogna pensare che Meneguzzi avesse protezioni eccellenti all’ interno e anche fuori del Parlamento?
Altrimenti non si spiegano indagini lacunose su questo personaggio, che è in verità molto somigliante ad un identikit fatto poco dopo la scomparsa di Emanuela.
Al contrario di Alessio Oliva io non do affatto per scontato che Meneguzzi sia totalmente estraneo alla vicenda, però non mi spiego il bisogno di imbastire la storiella dell’uomo Avon, la paura degli amici della ragazza, e soprattutto perché ci si è infilato in mezzo il Vaticano.
Il Vaticano non depista mai per coprire terzi, lo fa solo per coprire sé stesso. A meno che i terzi non lavorino per il Vaticano, appunto.
E quindi cosa resta come possibilità teorica?
Meneguzzi che procura ragazze al Vaticano inclusa la nipote?
Agli inquirenti il compito di scoprirlo eventualmente.
Domanda: Meneguzzi e Bonarelli si conoscevano?
Lo pedinavano perché a Sica arrivo quella lettera che lo accusava
Magari reclutava ragazze per l’ambiente in cui lavorava, considerato i precedenti di Peruzy e la rivelazione di un dipendente di Montecitorio che palava di “strani giri” intorno al bar gestito dal Meneguzzi. Tutto è possibile. Nulla va trascurato.
Tenga presente anche che il Sisde non interviene per difendere il Vaticano. Se ne frega del Vaticano che ha già la sua gendarmeria. Interviene per tutelare le istituzioni democratiche e politiche. Mario Meneguzzi, per una mera coincidenza, aveva saldi contatti con il Sisde, come il suo avvocato Gennaro Egidio e il suo amico Giulio Gangi.
Ok, supponiamo per un attimo che il Vaticano non c’entri direttamente nella scomparsa, ma perché Papa Woytila fa quell’annuncio durante l’Angelus e a chi di preciso? Perché inizia a parlare di rapimento? Perché la storia dei lupi grigi, la richiesta di rilascio di Adca e la pista turca iniziano tutte solo DOPO quell’annuncio del Papa. A che scopo? La verità è che Vaticano coinvolto o meno, ha approfittato senza alcuno scrupolo di questa storiaccia per attuare una sorta di “regolamento dei conti” con qualcuno in affari col Vaticano stesso o una fazione rivale.
Sciacallaggio a livelli oltre lo spaventoso.
Il che rende il Vaticano ugualmente responsabile perché ha incasinato alla grande le indagini depistando tanto quanto i servizi.
Sta diventando chiaro che nella sparizione compaiono prelati e politici a braccetto.
Il papa lanciò un appello anche per la liberazione di Aldo Moro. Cosa ci sarebbe di strano se avesse lanciato un appello per la liberazione di Emanuela Orlandi che era una sua concittadina e figlia del suo postino? Il papa prima si convinse che era stata rapita, poi nell’ultimo appello si riferì a coloro che “dicono che avere Orlandi nelle loro mani”. Quindi, cominciò a nutrire dubbi che la ragazza fosse stata davvero rapita. Dopodiché smise di lanciare appelli quando dovette capire che non era stata affatto sequestrata.
Ammazza! Vedi quanti commenti ha ricevuto la pera cotta grazie al mio intervento. Senza di me sarebbe rimasta quella che è: il nulla assoluto, il vuoto cosmico, l’inconsistenza fatta persona.
Siete vaticano dipendenti e orlandofili, dissintossicatevi
La fissa vaticanofoba è da lisergici maniacali più fetenti di loro