Edoardo Crisafulli, responsabile del circolo riminese dei Socialisti Liberali lancia una petizione per intitolare una strada a Bettino Craxi.
Petizione per l’intitolazione di una piazza a Bettino Craxi, leader socialista, uomo di Stato, già Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
Al Signor Sindaco
del Comune di Rimini,
alla Giunta comunale
Io sottoscritto, Edoardo Crisafulli, in qualità di Responsabile pro-tempore del Movimento Liberal-Socialista – sezione di Rimini, chiedo formalmente che l’Amministrazione comunale si attivi, prima della conclusione della corrente legislatura, per procedere all’intitolazione di una piazza della città alla memoria dell’On. Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, statista e leader del Partito Socialista Italiano.
Molte città italiane hanno avviato o completato analoghi percorsi di riconoscimento istituzionale, dimostrando maturità civile e capacità di distinguere la memoria storica dal conflitto politico contingente. Si segua, in tal senso, l’esempio equanime di Clemente Mastella, Sindaco di Benevento, il quale, pur provenendo da una tradizione diversa da quella socialista, ha di recente voluto intitolare una piazza a Craxi. Ritengo che la figura di Craxi meriti oggi una valutazione storica equilibrata, non più condizionata dalle contrapposizioni ideologiche del passato. A distanza di oltre venticinque anni dalla sua scomparsa, il giudizio storiografico tende a riconoscerne il ruolo di statista e protagonista di una stagione decisiva per l’Italia repubblicana. Durante il governo Craxi (1983–1987), che possiamo definire il secondo centrosinistra nella storia postbellica, l’Italia conobbe una fase di stabilità politica e di rafforzamento della propria credibilità internazionale. La politica estera italiana acquisì un profilo autonomo e autorevole, come dimostrato anche dalla gestione della crisi di Sigonella, divenuta simbolo della difesa della sovranità nazionale. Alleanza atlantica, sì, ma a schiena dritta! Craxi fu il primo leader postbellico a tutelare con coraggio la dignità dell’Italia.
La politica estera craxiana rappresenta un modello di lungimiranza e coerenza. In ambito europeo, Craxi sostenne con convinzione il processo di integrazione, sempre tutelando l’interesse italiano; in ambito mediterraneo promosse iniziative di dialogo e mediazione. All’interno dell’Internazionale socialista si batté per la pace fra i popoli, mediando incessantemente nel conflitto israelo-palestinese. Al tempo stesso, combatté una battaglia politica e culturale contro ogni forma di estremismo ideologico e si schierò sia contro la dittatura di Pinochet in Cile sia contro la dittatura sovietica, impasto mostruoso di corruzione, povertà e dispotismo. Sul piano interno, il suo esecutivo contribuì alla riduzione dell’inflazione e a una fase di crescita economica significativa — oltre il 3% annuo di aumento del PIL, percentuali che nessun governo della Seconda Repubblica ha mai raggiunto. Craxi ideò altresì riforme istituzionali dinamiche che segnarono il dibattito politico degli anni successivi.
La sua azione si colloca nel solco del riformismo socialista italiano, radicato nella tradizione social-democratica inaugurata da figure straordinarie come Turati, Kuliscioff, Matteotti e Saragat, che credevano nella democrazia parlamentare, nella lotta sindacale pacifica, e non nell’insurrezione armata promossa dai bolscevichi marx-leninisti. Bando dunque ai pretesti, e si colga finalmente l’occasione di restituire dignità a un personaggio di prim’ordine che tanto ha fatto, negli anni Settanta e Ottanta del Novecento, per riportare la sinistra italiana sui binari del riformismo, nell’interesse e per il bene dell’Italia intera. L’intitolazione di uno spazio pubblico non costituisce un giudizio unilaterale o acritico, bensì il riconoscimento del ruolo che una personalità di straordinario rilievo ha avuto nella storia nazionale: Bettino Craxi oggi fa parte a pieno titolo della storia patria, accanto a figure come Giolitti e Alcide De Gasperi, i soli tre statisti italiani dopo Cavour.
In queste occasioni, quando si chiede il rispetto della verità storica, i manipolatori della storia nazionale sono soliti ricorrere a un metro di giudizio moralistico, chiamando in causa l’infausta stagione nota come Tangentopoli e la falsa rivoluzione giudiziaria soprannominata capziosamente Mani Pulite. Si tratta, evidentemente, di un’argomentazione inconsistente e pretestuosa: tutti i partiti dell’arco costituzionale della Prima Repubblica, al tempo della Guerra fredda, percepivano fondi illegali per finanziare le campagne elettorali e le burocrazie di partito. Il Partito comunista lo faceva con l’aggravante di percepire, in più, ingenti quantità di denaro dal regime dittatoriale sovietico. È ormai giunto il tempo di sottrarre la figura di un grande italiano alle polemiche meschine e faziose dei “giustizialisti a senso unico”. Giovanni Giolitti, che all’epoca in cui governava fu definito “Ministro della malavita”, campeggia oggi nei libri di storia italiana: Giolitti, favorendo il dialogo con i riformisti socialisti, aprì la prima stagione di riforme sociali progressive.
Rimini rappresenta un luogo particolarmente significativo per l’intitolazione di una piazza a Bettino Craxi:
- nel 1881 ospitò la fondazione del Partito Socialista Rivoluzionario guidato dal romagnolo Andrea Costa, primo deputato socialista italiano;
- nel 1982 fu sede della prima Conferenza programmatica del PSI guidato da Craxi, che, assieme a Claudio Martelli, lanciò la formula “Meriti e bisogni”, sintesi di giustizia sociale, libertà e valorizzazione del merito, equilibrio fra diritti e doveri del cittadino;
- la nostra città vanta una solida tradizione socialista e amministrativa, che ha contribuito alla crescita civile e politica della comunità. Ricordiamo i due sindaci socialisti Massimo Conti e Marco Moretti.
Per queste ragioni, riteniamo che Rimini sia il luogo idoneo per un riconoscimento pubblico che valorizzi una pagina rilevante della storia politica italiana e del riformismo social-democratico.
Con la presente petizione chiedo dunque che l’Amministrazione comunale avvii l’iter previsto dalla normativa vigente per l’intitolazione di una piazza cittadina a Bettino Craxi. Sulla targa commemorativa dovrebbe comparire la dicitura: “BETTINO CRAXI, LEADER SOCIALISTA E UOMO DI STATO, GIÀ PRESIDENTE DEL CONSIGLIO”, restituendo così alla comunità riminese un momento di riflessione e memoria condivisa.
Confidando in un riscontro formale e nella volontà dell’Amministrazione di affrontare con spirito istituzionale e trasparenza questa proposta, porgo distinti saluti.
Edoardo Crisafulli
Responsabile pro-tempore
Movimento Liberal-Socialista – Rimini

