Si apre un nuovo, ennesimo scontro fra potere esecutivo e potere giudiziale: la Corte dei Conti ha deciso di portare il governo davanti alla Corte costituzionale. Stavolta i magistrati contabili contestano una riforma che li riguarda direttamente: parliamo della riforma Foti, che praticamente ha ridisegnato non solo le mansioni della Corte dei conti ma anche alcune leggi che la stessa è chiamata quotidianamente ad applicare.
Oggetto puntuale del contendere? Il risarcimento del danno quando i soldi pubblici vengono spesi male. Si tratta di una categoria fattuale molto vasta, nella quale rientrano anche i casi più specifici di malasanità. E non è una questione campata proprio per aria: le nuove norme riducono di molto il risarcimento che arriverebbe poi nelle mani dei cittadini cui risultasse riconosciuto un danno.
Il tetto, come ricordano i magistrati contabili in un’apposita ordinanza, non può superare il 30% del danno effettivo subito o, in alternativa, il doppio della retribuzione annua percepita da chi ha compiuto quel danno. L’indicazione comporta anche l’azione retroattiva del dispositivo, e le pubbliche amministrazioni iniziano già a chiedere le restituzioni.
E proprio questo è accaduto nel caso che la Corte dei Conti ha appena portato alla Consulta. In Liguria un uomo rimasto a causa di un intervento sbagliato era stato risarcito con quasi un milione di euro, milione che però adesso, con la nuova legge, si riduce a 170mila euro. L’Asl ligure aveva fatto ricorso per la restituzione del denaro.
La Corte dei conti ha colto la palla al balzo e ha mandato tutta la riforma davanti al giudice delle leggi. Secondo la magistratura contabile, la riforma contrasta con ben 11 articoli della Costituzione. Tra le altre cose,
- sarebbe piena di “irrazionalità”,
- incoraggerebbe “comportamenti contrari al buon andamento della pubblica amministrazione” e
- sarebbe contraria alle leggi dell’Unione Europea sulla corretta gestione del denaro pubblico.
Accuse gravissime. Adesso la Consulta dovrà decidere chi ha ragione: il governo, che questa riforma l’ha voluta, o la Corte dei conti, che l’ha contestata fin dall’inizio.

