di Caterina Cazzato
In uno degli ultimi giorni dell’anno, afflitta da un’influenza aggressiva, finalmente trovo del tempo per guardare qualche programma televisivo, nella speranza di individuarne uno in cui vengano spiegati in modo chiaro i fenomeni economici sottesi alla legge di bilancio e invece no… Purtroppo, mi trovo a sentire un dibattito nella trasmissione di LA7 Coffee Break, in cui la senatrice FDI Lavinia Menunni afferma con convinzione che bisogna che le giovani donne si convincano che avere dei figli deve essere la prima aspirazione nella vita… che le madri dovrebbero intervenire ad alimentare tale convinzione, come ha fatto la sua… per far fronte ai problemi connessi alla scarsità delle nascite in Italia… Quasi mi sento meglio, mi sembra che la febbre scenda perché aumenta l’adrenalina… La Senatrice è anche un avvocato, forse specializzata in diritto di famiglia degli anni ’50… mi vergognerei a fare pubblicamente affermazioni del genere, sapendo quanto è costato e quanto costa ancora alle donne emanciparsi dalla famiglia patriarcale.
Certo che avere dei figli è cosa buona e giusta; praticamente tutte le donne prima o poi vorrebbero essere mamme, altrimenti la razza umana si sarebbe estinta e tutte le madri sono felici di esserlo: è banale, lo sanno tutti… La Senatrice, probabilmente, non si rende conto che anche le ragazze giovanissime diciotto/ventenni già lo sanno ma che sono anche curiose, intelligenti e desiderose di fare esperienze per crescere; comprendono quanto sia rischioso mettere al mondo un figlio senza un reddito adeguato a far fronte alle necessità familiari perché sono responsabili. Non credo che la senatrice sarebbe contenta di sapere la propria figlia diciottenne in attesa del bambino di un coetaneo senza lavoro, che non ha terminato gli studi… o di un uomo adulto con un lavoro precario; ma forse la Senatrice si rivolge ai servi della gleba, ignoranti e rozzi, che, provenienti da ambienti degradati e privi di istruzione, non possono far di meglio che mettere al mondo figli, futura manovalanza sottopagata al servizio dei più fortunati e delle casse dell’INPS… mica fa riferimento ai giovani provenienti da famiglie alto-borghesi…
Un Governo che volesse promuovere seriamente un dibattito culturale sul problema della decrescita della natalità in Italia non dovrebbe ricorrere ad argomenti ammuffiti e demagogici ma, nel rispetto della sensibilità attuale della popolazione, dovrebbe cercare di promuovere le condizioni materiali e culturali affinchè tutti, con il proprio lavoro, partecipino al progresso morale e sociale della Repubblica, come la Costituzione prevede e, in particolare, per consentire alle giovani donne di esprimersi in maniera moderna e per permettersi il “lusso” di avere dei figli anche quando non hanno il supporto delle famiglie d’origine, situazione estremamente diffusa sia perché per lavorare bisogna essere disposti a spostarsi dal luogo di nascita sia perché gli anziani, a un certo punto, vanno essi stessi accuditi.

