Alla c.a.
Mauro Del Bue – Direttore “La Giustizia”
Egregio Direttore,
con riferimento all’articolo a firma Rossella Pera, intitolato “Caso Orlandi. Così è se, quando, dove e
come vi pare”, si chiede la pubblicazione integrale della seguente rettifica, come previsto dall’articolo 8
della Legge n. 47 dell’8 febbraio 1948.
Nel paragrafo intitolato “Pierluigi Magnesio” si rileva l’omessa citazione del canale
YouTube “Indagini Aperte” quale fonte delle informazioni trattate. Un’assenza che:
impedisce ai lettori di capirne la provenienza; risulta discriminatoria nei nostri confronti
visto che, sempre nello stesso articolo, è citata la trasmissione televisiva “Verissimo”; viola
il comma e) dell’articolo 9 del “Testo Unico dei Doveri del Giornalista” in materia di rispetto
delle fonti.
Ciò premesso, l’analisi della nostra intervista al signor Pierluigi Magnesio, amico di
Emanuela Orlandi, è pervasa da affermazioni inverosimili e dall’attribuzione agli
intervistatori del suo punto di vista, volendolo inoltre far passare come la nostra verità sul
caso.
A differenza di quanto scritto, è falsa la nostra attribuzione di verità assoluta alle
dichiarazioni di Magnesio e lo dimostra la contestazione, con il richiamo ai suoi verbali
dell’epoca, alla sua presenza con gli amici che attendevano Emanuela Orlandi la sera
della scomparsa. Agli inquirenti lui non offrì due differenti versioni dell’episodio bensì
sempre la medesima: la sua assenza all’appuntamento. Preso atto del contrario sostenuto
ai nostri microfoni, gliene abbiamo chiesto il motivo, per il quale ha ipotizzato un suo
possibile errore al tempo causato da uno stato d’animo spaventato. Il clima all’acqua di
rose che respirò negli ambienti investigativi è un suo ricordo, per altro giunto in un altro
momento dell’intervista, e non può essere attribuito per osmosi agli intervistatori. Tanto più
rappresentare la loro valutazione sul lavoro svolto dagli inquirenti nell’intera vicenda
Orlandi.
Nessuna negazione da parte nostra anche dell’esistenza del finto “uomo Avon”, né
l’asserimento che Emanuela Orlandi avesse raccontato una bugia alla sorella circa il loro
incontro, ipotesi quest’ultima sempre del signor Magnesio in virtù della sua conoscenza
dell’amica. Infondata anche la sua predilezione del termine “scaltra” per definirne la
persona, della quale ha invece sottolineato le qualità – “Solare, schietta, compagnona,
matura, sagace, perspicace” – e precisato i punti deboli, fornendone così al pubblico un
ritratto accurato e agli antipodi della bad girl che ci avete attribuito.
Un’intervista come la nostra non è un dibattimento in un’aula di Tribunale, il cui fine è
pervenire a una verità, bensì la raccolta di una testimonianza su un fatto. Una distinzione
da tenere sempre a mente onde evitare la stesura di analisi fuorvianti dell’operato altrui.
Igor Patruno, Max Parisi, Tommaso Nelli
Roberta De Angelis per Indagini Aperte

1 commento
Quante storie fanno per non aver citato il nome di un canale Youtube…
In ogni caso Magnesio non ne esce bene, mi spiace.
Credibilità assai scarsa per come la vedo io. E poi perché farsi vedere e sentire adesso a distanza di 41 anni?
Cui prodest tutto ciò?
Ai soliti depistatori dico io.