di Sibilla Drisaldi
Ci sono molto modi di raccontarsi e arriva spesso nella anime più sensibili e ribelli un tempo nel quale il vissuto personale, sociale, politico si intreccia alla urgenza di narrare con nuove forme e stili colmi di sapienza maturata in decenni e cosi efficaci da rendere una intenzione autobiografica pura letteratura. ‘Poesie dell’immaturità ‘di Mauro Del Bue, giornalista, storico, musicista ma prima di tutto intellettuale militante socialista con alle sue spalle anni da parlamentare, la direzione del giornale ‘Avanti’ e oggi tele da tessere per la costruzione del nuovo percorso nazionale del Movimento socialista liberale e la direzione del giornale La Giustizia, sembra essere una tappa importante che va ben oltre la voglia di mettersi in gioco ‘rompendo’ l’ ‘ordine del discorso’. Poesie che si alternano a canzoni, poesie essenziali che sembrano scritte di getto eppure molto dense di immagini in un linguaggio dal sapore a tratti neorealista, a tratti evocativo del naturalismo francese, effetto fotografico, scatti rapidi dal ritmo incalzante, fatto di pause e cadenze, ritmo musicale, come segnato dalle corde di un contrabbasso in una fumosa serata di un concerto Jazz. Ricordi di famiglia, di quartiere, di infanzia e poi di tutte le età mature ed immature, riflessioni sulla vita e sulla morte, storie di una generazione e di impegno politico, di passioni con la voglia di parlare sempre, riuscendo pure a ‘parlare da soli’, con la forza di non arrendersi al presente narrando la storia propria fatta di tante piccole altre storie. Personaggi dai tratti essenziali affiorano lungo le pagine dando un senso collettivo e generazionale a una storia emblematica individuale. Chi si aspettasse il solito libro di poesie autocelebrativo, resterà profondamente delusa/o perché ancora una volta il giornalista scomodo Del Bue ci farà commuovere rinunciando ad esercizi di stile da intellettuale non privilegiato, manifestando il suo animo e percorso socialista cresciuto nel calore e i colori della casa in affitto densa di vita e insegnamenti, partendo dalla poesia della vita che non segue metrica nè regole e quindi anche per questo si fa in apertura romanzo autobiografico. Stasera, dopo aver annunciato su facebook la presentazione del libro che parla delle sue tre passioni, il partito, lo spartito e la partita, Mauro Del Bue presenta il libro al Buco Magico nella sua Reggio, un appuntamento da non perdere.



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Un ritratto nitido e affettuoso, quello tracciato in queste righe, che restituisce a Mauro Del Bue la sua dimensione più autentica: quella di un intellettuale che non ha mai separato la vita dalla parola, né la memoria dall’impegno. Poesie dell’immaturità appare così non come un esercizio letterario, ma come un varco: la storia personale che diventa racconto collettivo, la politica che si fa ritmo, la poesia che si fa testimonianza. È raro incontrare un autore capace di trasformare la propria autobiografia in un gesto generoso verso il lettore. Del Bue ci riesce, con la stessa naturalezza con cui ha attraversato la storia socialista italiana: senza retorica, senza compiacimenti, con la forza schietta di chi ha qualcosa di vero da dire. Un libro che non si legge: si ascolta. E resta.