Segue da qui In questi giorni ho ascoltato un’intervista illuminante nella semplicità e altrettanto devastante. Lo spunto di riflessione è il fatto che sembra che chi governa immancabilmente scelga per il male, davanti a bianco o nero opti sempre per il nero.
In effetti ditemi voi quand’è che vi ricordate che una certa legge, un certo provvedimento abbia portato un beneficio in termini di miglioramento all’interno della vostra vita e/o in termini di bene comune. Una direzione, una bracciata che ti porta verso la superficie, non nell’abisso. E ti chiedi: ma possibile allora che ci sia una sistematicità, che ci sia un fine volontario a questa mancanza di volontà?
E se tutti questi potenti fossero anche loro schiavi di qualcuno o di qualcosa, magari oltre l’umano? Perchè non c’è essere vivente, ma nemmeno un iper micro organismo monocellulare che agisca in modo da distruggersi invece che vivere. Quando si dice che non si fanno più figli, ci avete mai pensato in termini biologici cioè a quanto deve essere stato brutalizzato un mammifero per non fare più piccoli? Quando nasce un cucciolo nello zoo si urla al miracolo. Perchè secondo voi?
E qui arrivo dove voglio arrivare cioè al padre di Lorena, la donna gettata ancora viva dal cavalcavia dall’ex, poi suicidatosi, cronaca di questi giorni. Quanto lo si sta brutalizzando a fargli dire davanti ai microfoni che la figlia non aveva denunciato, che le donne devono denunciare? A un uomo distrutto dal dolore per una perdita di tale immensità gli si mette una mano su per il culo e lo si muove come una marionetta per fargli dire per il bene della narrativa ufficiale la porcata peggiore che si possa dire sul femminicidio. L’illusione che denunciare possa salvare la vita ad una donna.
Adesso basta. Mi sono già trattenuta perchè ho sentito far fare questa recita anche alla madre di un’altra donna uccisa di recente di cui ora non ricordo il nome, sono sempre talmente tante. Chiedetelo alle donne che ci stanno passando a cosa serve denunciare! Adesso vi dico io, secondo me, dopo tutti questi anni di denunce, violenze, torture e processi cosa secondo me deve fare una donna in caso di pericolo.
La prima e fondamentale e più difficile cosa da fare è accettare il fatto che qualcuno possa e voglia e SCELGA di farti del male. Accettare. Non perdonare, il concetto di perdono è per lo più mistificato e incompreso. Dico semplicemente accettare. Trovo che il motto “ognuno giudica col proprio metro” sia vero tanto quanto un bicchiere d’acqua fresca che disseta. Il fatto che a te non verrebbe mai in mente di torcere un capello a qualcuno non vuole dire che nessuno vorrebbe torcere, strappare, tagliare, bruciare, far sparire tutta te, non solo un tuo capello. Devi accettare che magari quel qualcuno è il padre dei tuoi figli o comunque ti diceva o gli dicevi ti amo fino a ieri.
Qui non si tratta di quello che in psicologia si definisce senso di vergogna (non so il termine tecnico) la vittima che in un qualche modo ricerca in se stessa le cause del problema. Si tratta di mero istinto di sopravvivenza, la lotta continua con “l’evento morte” che vivendo in un mondo con riscaldamento e acqua corrente (e religioni) non sentiamo più costantemente presente. La morte non è cosa che arriva una volta sola a fine vita, la morte è sempre presente e non solo perché può capitarti un infarto o un incidente, ma perchè se non fai nulla, muori. Se non mangi muori, se non dormi muori, se non caghi muori giusto per fare esempi che capiamo tutti. Ricordati che devi morire è un saggio consiglio, non una minaccia.
Accettare è qualcosa di più profondo che confidare alle amiche che secondo te ti ammazza, come faceva Lorena. Quelle sono purtroppo le “Beautiful” come le chiamo io, il vivere nell’illusione che ti fa vedere la vita come una soap opera di cui sei spettatore invece che attore. Capite che se è finita così è perchè NESSUNO nè Lorena nè le amiche nè altri che avevano sentito quelle parole ci hanno creduto davvero? Non dico che non le volessero bene o che Lorena non ne volesse a se stessa, dico che quel qualcosa che fa corto circuito e fa accadere “disgrazie annunciate” dipende dal normalissimo sistema di difesa che la mente applica in tante circostanze nelle quali nega la realtà perchè troppo difficile da sopportare. Dunque la prima cosa da fare è risintonizzare quel meccanismo di difesa, la difesa è accettazione non negazione, se il pugile sfugge il colpo è perchè lo vede bene arrivare.
Quindi per poter arrivare a comprendere e accettare la vera entità del rischio che si sta correndo la sola cosa da fare immediatamente, subito alle prime avvisaglie, è fare a quel qualcuno quello che si è ricevuto. Me ne frego se queste parole possono sembrare istigazione alla violenza, io mi preoccupo di chi ci muore di queste cose se come è dimostrato chi si ne occupa non è in grado di evitarlo.
Tanti uomini sono dei quaquaraquà forti solo di non aver capito cosa significhi essere uomini dunque ragionano ancora in termini animaleschi. E tra animali vince il più forte. Voi non vi potete immaginare quanta sofferenza mi è costata in questi anni arrivare a quanto sto scrivendo. Quanta sofferenza mi costa sempre questa consapevolezza ovvero non dare per scontato che in una società civile gli individui siano automaticamente civili.
Perchè allora se si è civili rispondere con gli stessi strumenti animaleschi? Perchè se continua ad insistere dopo una oliata come si deve allora ha deciso che vi ammazza. Ultima puntata, la serie è finita. Se è arrivato ad un punto che non teme per la propria vita vuol dire che men che meno riconosce valore alla vostra. Ma non si preoccupa nemmeno dei figli (se ci sono) che restano orfani di entrambi! E dovrebbe fermarlo lo spauracchio di una condanna penale? Qualcuno deve pur dirlo santo cielo, invece fanno fare recite a genitori spezzati!
E soprattutto: se mai ci finisci lo stesso in tribunale perchè denuncia lui, non sarai da sola a dire che ti mena, non sarà messa in discussione la tua parola se in 3 o 4 persone si sono prese la briga di oliarlo, sarà la parola di quelle persone assieme alla tua da smentire, anche le loro immagini da infangare. Perchè in tribunale funziona così. Ogni volta che guardo “Un giorno in Pretura” mi sento un’idiota bambina idealista, la gente in tribunale si comporta davvero come fosse a chiacchierare al bar. La lettura della frase “Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza” sembra piuttosto un rito a cui attribuiscono la stessa concretezza che trovano nel bicchiere di vino che pretende di essere sangue su un altare la domenica mattina.
Ilenia Fabri uccisa da un sicario mandato dal marito, situazione “per fortuna” acclarata, movente i soldi. Il maritino e il sicario sono finiti in carcere con ergastolo. Cioè il tale non voleva rinunciare ai suoi soldi, alle “sue cose” più importanti della vita di Ilenia. E della stessa sua evidentemente visto che è in carcere a vita e quelle cose non se le godrà mai! Ma lo capite? E’ il non senso, lo combatti con le regole? Non è istigazione alla violenza, è vostra sopravvivenza. La prima cosa da fare non è denunciare, ma delineare i confini della situazione. Come puoi portare su un piano razionale un individuo del genere, fargli considerare la denuncia un deterrente sufficiente per desistere?
E se capite e accettate che ha deciso che vi ammazza tagliate i ponti, non fate denunce, le denunce tengono aperti i legami e i rancori. Per anni e anni!! Magari ad una certa vorresti pure dimenticare, curare e guarire dal dolore. Un disastro quando ci sono figli, non oso immaginare. Mi dispiace Legislatore, ma come per tutti vale “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” pare evidente che ci sia il mare anche di mezzo a come lavori tu. E chi per te.
Ti racconto questa Legislatore e lo racconto anche a te donna che sei ancora viva. Una volta mi chiese un Maresciallo dei Carabinieri: “Ma lei non ha un padre e dei fratelli?” Io risposi: “Ma lei non ha una divisa? Devo fare sporcare le mani a mio padre e i miei fratelli?” La mia risposta è la “risposta giusta” nel compitino in classe del cittadino civile, è la domanda del Maresciallo che non ci si aspetterebbe. La realtà era e ancora oggi è quella del Maresciallo. Ancora non esisteva il reato di stalking, si tratta di un episodio che risale ai primi anni del 2000, niente a che fare con l’Orco e i fatti di oggi.
Ora, vuoi venire a dire che quel Maresciallo ha istigato alla violenza? E non la vedi tutta la drammaticità dell’impotenza di qualcuno che a sua volta era padre di famiglia e per di più aveva la divisa? Dove la vuoi mettere questa? Chi deve farsi carico di questo ribaltamento della realtà?
E allora a fanculo, pensate a sopravvivere! Nessuno, nemmeno il Legislatore può aspettarsi che diate alla vostra vita meno valore di quella degli altri. Nemmeno Cristo! Che ha detto amate gli altri come voi stessi. Quindi amate voi stessi per primi, cazzo!! Se quel maritino e quel sicario avessero amato se stessi per primi mai avrebbero fatto qualcosa che avrebbe portato loro via tutto!! Cinica lo so, ma non siamo tutti santi al mondo, dove non regna l’altruismo almeno ci fosse un sano egoismo. No, niente.
E di nuovo ti chiedi: ma possibile allora che ci sia una sistematicità, che ci sia un fine volontario a questa mancanza di volontà?
ERRATA CORRIGE mio articolo pubblicato 02/09/2026 alle prime ore del mattino (ero sveglia dalle 04:00) le prime notizie parlavano di stupro della minorenne e per tanto ho scritto. Nel corso della giornata si è parlato di palpeggiamenti poi il silenzio. A pensare male si fa peccato, ma tante volte si indovina. Mi è venuto da pensare ad una ritrattazione della testimonianza della minorenne perchè appartiene alla stessa comunità. Comunque. E’ il silenzio vero, non si sa più nulla, Ispettori compresi. Qui è arrivato un gargantuesco Canadair di paraculaggine a spegnere il fuoco che anima il miserabile uccello di quel bengalese. Sti cazzi. Nel vero senso della parola.
Segue poi


2 commenti
Condivido la rabbia dell autrice verso delle istituzioni che in tutti i campi sembrano remare contro i cittadini onesti e la serena convivenza. Privi di buonsenso. Non è chiaro se stupidi o cattivi. Davvero è frustrante un mondo così.
Grazie, nemmeno a me è chiaro. Mi interrogo, condivido, mi tengo curiosa… come diceva Gaber, credo nella “partecipazione”… poi le risposte arriveranno.