di Francesco Brancaccio
Una nuova scossa scuote il PSI in Campania. La decisione della direzione nazionale di adottare per la prossima competizione regionale la lista denominata “Avanti Campania”, con modalità di composizione fortemente guidate dall’alto, ha infatti messo in crisi la coesione interna del partito. Secondo voci interne, l’accordo sarebbe frutto di una convergenza fra il segretario nazionale, e dipendente della Regione Campania, Enzo Maraio e il presidente della Regione Vincenzo De Luca, che avrebbero impresso una linea “centralistica” anche nella scelta dei candidati. In particolare, nell’accordo tra i due è stato scelto il nome di Giovanni Cusano (definito da alcuni come fedelissimo “deluchiano”) che emergerebbe come figura chiave nella predisposizione delle liste regionali, assegnandogli un ruolo da “regista” per le candidature. In questo quadro, alcuni gruppi socialisti campani avrebbero percepito che le loro istanze e le legittime ambizioni territoriali sono state bypassate o rese secondarie.
Le dimissioni shock: Iannucci e Iossa
Le reazioni non si sono fatte attendere. L’ex consigliere comunale di Caserta Gianluca Iannucci – che da tempo figura come persona di riferimento socialista nel territorio casertano – avrebbe maturato un forte disagio per le modalità con cui si è proceduto alla composizione delle liste, ritenendo che non si sia dato adeguato ascolto alle federazioni provinciali. Le stesse fonti parlano di sue dimissioni – tanto dal PSI regionale che, secondo ipotesi, anche da incarichi nazionali che deteneva all’interno della struttura socialista – come forma di protesta per quella che definisce una “forzatura”. Parallelamente, un’altra figura storica del socialismo campano ha preso una posizione netta: Felice Iossa, già deputato e dirigente nazionale PSI con lunga esperienza politica nel Mezzogiorno, si è detto non più disposto a rimanere in un partito che “sembra più un taxi che una comunità di valori”. Il motivo scatenante, spiegano fonti vicine, è la candidatura ipotizzata all’interno del PSI di Valeria Ciarambino – già parlamentare regionale ed ex esponente del Movimento 5 Stelle – che per Iossa rappresenterebbe una scelta incompatibile con l’identità socialista. In un comunicato riportato da testate locali, Iossa parla di “dignità” politica calpestata da scelte decise senza confronto interno. Le sue dimissioni dalla direzione nazionale e dal partito (almeno in alcune articolazioni locali) rappresentano un chiaro segnale di rottura con la linea imposta dall’alto
La sezione di Pomigliano protesta: Per la candidatura di Ciarambino ed del consigliere uscente Luigi Cirillo del PRI
A Pomigliano d’Arco, la situazione è altrettanto esplosiva. La sezione locale del PSI, guidata da Carmine Capuano, si è apertamente ribellata alla decisione di inserire la candidatura di Valeria Ciarambino nelle file del PSI, considerata una figura che ha oscillato tra appoggi, critiche e ambiguità nei confronti del Partito Socialista. Secondo fonti locali, Capuano e i militanti della sezione di Pomigliano ritengono che la scelta sia stata fatta senza rispetto per le decisioni del corpo dirigente locale, e che l’ingresso di Ciarambino rappresenti un’operazione “calata dall’alto” che ignora le relazioni interne e le storie locali di militanza socialista. Alcuni iscritti parlano di “usurpazione” del simbolo, di “forzature” che non tengono in conto la sensibilità della base. Questa contrapposizione ha prodotto scontri interni nella sezione e richieste formali al livello provinciale/regionale di annullare o rivedere la decisione. Diversi compagni della sezione avrebbero presentato note ufficiali di dissenso, puntando il dito sulla mancanza di trasparenza e sul mancato rispetto delle “regole di partito”. Altro nome contestato è quello del consigliere uscente Luigi Cirillo del PRI che si candiderebbe in quota autonoma rispetto al partito occupando lo spazio per un eletto socialista.
Gli equilibri in bilico: il rischio della spaccatura
Quello che si sta delineando è un vero e proprio nodo politico: la costituzione della lista regionale con logiche fortemente centralizzate rischia di provocare una spaccatura tra le “dirigenze dall’alto” e le “federazioni di base”. Le dimissioni di Iannucci e Iossa, figure con peso simbolico e storico nel PSI campano, lasciano un vuoto importante e segnalano che la protesta non è soltanto locale, ma attraversa l’intero assetto del partito nella regione. Anche a Caserta molti compagni hanno preso letteralmente le distanze da determinate scelte per la composizione della lista. Infatti si parla di una possibile candidatura nella lista Avanti di Gianfausto Iarrobino ex presidente del Consiglio Comunale di Caserta, uomo vicino al cdx casertano, Lucrezia Cicia ex consigliera comunale di Forza Italia dell’amministrazione targata Pio Del Gaudio e candidata già alla regione contro De Luca a supporto di Caldoro. Da più parti si teme che la mobilitazione delle sezioni possa trasformarsi in una scissione organizzata, con la formazione di gruppi alternativi o con uscite “di galleggiamento” verso altre formazioni politiche. Il PSI, nelle tornate recenti, ha fatto della ricontrattazione interna e del “ritorno al territorio” un suo elemento di rilancio; questa vicenda rischia di trasformarsi in un boomerang, se non verranno gestiti con prudenza i tempi del confronto interno.

