Da Paolo Bolognesi.
Gli odierni quotidiani danno notizia dell’emendamento presentato dalla maggioranza parlamentare, cosiddetto antiballottaggi in quanto volto ad eliminare il secondo turno fin dalle prossime elezioni amministrative nei Comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti, una volta che la percentuale dei votanti abbia a raggiungere il 40% degli aventi diritto, ma tale proposta pare incontrare una ferma e risoluta contrarietà tra le fila della sinistra, a motivo del fatto che senza il ballottaggio si correrebbe il rischio di veder casomai prevalere forze che alla fine risultano invece essere minoranza.
Già lo scorso anno mi è capitato di avanzare alcune considerazioni in materia, pubblicate su queste pagine online in data 02 luglio 2024, con titolo “Sistema elettorale: considerazioni sul doppio turno“, attraverso le quali mi esprimevo a favore del turno unico, argomentando tale mio punto di vista anche col prendere atto che tale sistema, ossia il turno unico, vige per quanto mi consta nelle elezioni regionali, fors’anche senza una soglia minima di partecipazione, se la memoria non mi tradisce, e analogamente succede per il livello nazionale, nella quota attinente al collegio uninominale.
Non sto qui a ripetere quanto ebbi a dire in quella precedente occasione, a conforto della mia tesi, ma riprendo nondimeno l’argomento per collegarmi col recente Editoriale del Direttore “I socialisti e le ragioni di Calenda”, laddove si dice “meglio dunque tornare al proporzionale come suggerisce Calenda e come prima di lui aveva ipotizzato Franceschini”, perché a me sembra che il proporzionale, come l’abbiamo conosciuto, non preveda doppi turni, e mi viene pertanto di pensare che chi si riconosce nel progetto di “alleanza riformista e liberaldemocratica” appoggerà l’emendamento in discorso.
Paolo Bolognesi


1 commento
Bolognesi, non è il caso di aprire un dibattito in questo sito, resta una considerazione di base: NO ALLA VITTORIA ELETTORALE AL PRIMO TURNO, SOFFOCA LE DIFFERENZE ANCHE CONVERGENTI E DA SPAZIO AD AVVENTURIERI SOVRANISTI