Come ogni anno La Giustizia, il suo giornale fondato nel 1886, dedica il Natale alla famosa Predica di Camillo Prampolini pubblicata in occasione della ricorrenza del 1897. Quest’anno, però, con una necessaria polemica. La Predica di Natale è stata di fatto rilanciata dal Comitato Prampolini fondato dal sottoscritto e dagli onorevoli Giuseppe Amadei e Antonio Bernardi. Era generalmente affidato a me il commento effettuato dinnanzi al busto di Prampolini ubicato sotto il porticato del Municipio di Reggio. Oggi il Psi, Italia viva e Più Europa mi sostituiscono non invitandomi nemmeno in tale commemorazione. Di più. Ieri a Massenzatico, frazione del comune di Reggio e residenza estiva della famiglia Prampolini, si é tenuta, in pompa magna, una conferenza di Pierluigi Bersani sempre dedicata alla Predica. E Bersani (Pd-Articolo 1 e poi Pd) ha ovviamente esaltato le parole di Prampolini e in particolare il suo messaggio pacifista, che non c’è per la verità, essendo tutta la Predica dedita a sottolineare il nesso tra il messaggio cristiano e quello socialista e alla contrapposizione con la Chiesa del suo tempo e il suo formalismo esclusivo. Io non mi lamento mai del fatto che siano gli altri ad appropriarsi di un nostro patrimonio. Anzi ne sono soddisfatto perché le nostre ragioni si affermano. Mi lamento se non ci riconoscono il merito di averle custodite e anche protette dalle loro incursioni. C’era un tempo in cui la parola riformista era un’offesa di poco inferiore a quella di traditore. C’era un tempo in cui di Prampolini si esaltava solo la prima parte della sua vita, quella del ventenne ribelle ai tempi de Lo Scamiciato, il giornale da lui fondato nel 1882, quella del parlamentare che rovesciò le urne alla Camera mentre imperversavano governi liberticidi come quello di Pelloux e che, per questo, dovette subire l’onta della galera, quella del neutralismo in occasione della prima guerra, e anche quella dell’inventore, coi suoi collaboratori, in primis Antonio Vergnanini, Arturo Bellelli, Luigi Roversi, del cosiddetto modello reggiano, costituito dalla presenza di un forte movimento cooperativo, sindacale e associativo e della municipalizzazione dei servizi. Della seconda parte della sua vita era meglio soprassedere: quella della contrapposizione al mito della rivoluzione bolscevica, quella della richiesta della sua espulsione e di quella di tutti i riformisti dal Psi reclamata da Mosca e fatta propria, al congresso di Livorno del 1921, dalla componente comunista che fonderà il Pcdi, quella della sua definitiva espulsione dal Psi, unitamente a Turati, Treves, Modigliani, D’Aragona e Matteotti, a pochi giorni dalla marcia su Roma, per il grave reato di avere manifestato la disponibilità a partecipare a un governo che avesse sbarrato la strada al fascismo. Di tutto questo era meglio tacere. Togliatti nel 1946 a Reggio definì Prampolini un maestro, come Massarenti, Baldini e gli altri socialisti umanitari e padani, costruttori di modelli di società dal basso. Nel 1921 volevano espellerli e vent’anni dopo, pur di ereditarne patrimonio ideale e materiale, gli stessi erano elevati al rango di maestri. Almeno Lelio Basso confessò, al convegno su Prampolini e il riformismo che si svolse a Reggio nel 1978, che i riformisti non li aveva studiati perché non gli interessavano, lui grande ammiratore di Rosa Luxemburg. La doppiezza é peggio dell’intransigenza. E il riconoscimento postumo delle ragioni diviene ipocrisia se coloro che si sono battuti contro quelli che poi hanno reso loro merito più tardi vengono esclusi e messi a tacere. Un proverbio cinese recita così: quando bevi l’acqua ricordati di chi ha scavato il pozzo. La nuova tendenza é invece di bere acqua e di scaraventare nel pozzo chi lo ha scavato.
- Associazione socialista liberale
- Cose di provincia
- Dai teatri e altro
- Dal mondo
- Economia e Lavoro
- Il Mondo è Bello perché è Avariato
- Giustizia
- Il Corriere della Pera
- In evidenza
- Istituzioni e territorio
- L’editoriale
- L’occhiodelbue
- Non menare il can che dorme
- Parliamo di noi
- Pillole di cultura
- Politica
- Politique d’abord
- Prampoliniana
- Prima pagina
- Redazione
- Route El Fawari
- Sanita
- Sport in pillole
- Storia socialista
- Suffrangetta
Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


4 commenti
Grande Mauro, cio’ che hai scritto e’ esattamente quello che essi sono e sono sempre stati.
Hai assolutamente ragione.
Ho letto il tuo articolo sul Carlino ed hai ragione su quantomeno mettere una statua di Prampolini in piazza, vista che la tanto decantata città delle persone…
È figlia di Prampolini e quelli che seguivano le sue idee…
Il colmo è vedere che si fa un evento con ex comunisti sul palco ed in prima fila…
A Massenzatico e non al teatro Valli di R.Emilia…
Con invito anche ad autorità politiche nazionali come Mattarella od altri…
Basterebbe celebrarlo il giorno della nascita oppure da traino alla festa del tricolore…
Come si potrebbe dedicargli il “Festival del lavoro”…
Che sarebbe anche visibilità a Reggio Emilia a livello nazionale e non solo…
Iniziativa che il compianto Angiolino Di Pietro ed il sottoscritto abbiamo proposto molto tempo fa…
Ma sempre snobbata dai catto comunisti mentali della città…
Ora riconvertiti a socialisti come la Schlein ed ora Bersani…
O riformisti moderati come Delrio e co…
Assurdo comunque che tu non venga più invitato…
Nel mio piccolo è uguale…
Ma almeno mi consolo d’estate ad Ostuni con dei veri socialisti coerenti…
E non come quelli reggiani…
Che ondeggiano di qua e di là solo per mera piccola visibilità personale di qualcuno/a…
Visibilità che è come la nebbia dei tempi passati…
Sembra che sia lo specchio dei tempi dove la dignità e l’ onore sembrano valori personali e politici scomparsi…
Pazienza Mauro…
Noi rimaniamo all’ antica…
Con orgoglio…
Buon Natale
Le tue riflessioni sono sempre stimolanti e importanti, ma ricordare Prampolini anche da quella parte politica che ha osteggiato i socialisti lo ritengo un successo uno dei pochi che la storia riconosce di tanto in tanto. Cari e fraterni saluti dal Circolo DeAmicis di Milano e auguri per un 2026 sempre più socialista
Le tue riflessioni sono sempre stimolanti e importanti, ma ricordare Prampolini anche da quella parte politica che ha osteggiato i socialisti lo ritengo un successo uno dei pochi che la storia riconosce di tanto in tanto. Cari e fraterni saluti dal Circolo DeAmicis di Milano e auguri per un 2026 sempre più socialista