di Alessandro Palumbo
Povero Piero!, cosi recitava una commedia del dimenticato genio di Achille Campanile, povero Nordio, cosi potremmo dire noi.
Carlo Nordio lo conoscevamo come magistrato indipendente, oggettivo senza pregiudizi e soprattutto pronto ad affrontare con coraggio e pragmatismo il calvario della riforma della giustizia.
Una riforma che a parole tutti vogliono, ma che la potentissima corporazione dei magistrati non vuole, pur in presenza di una inefficienza che è palese.
Nordio magistrato garantista sembrava l’uomo giusto, ed in effetti le sue dichiarazioni e soprattutto i suoi primi provvedimenti andavano nel verso giusto e pur tra mille difficoltà, anche interne alla sua maggioranza e scontrandosi con uno sbarramento dei magistrati pronti allo sciopero e soprattutto a brandire ipocritamente la Costituzione (quella più bella del mondo ricordate), come arma per bloccare ogni iniziativa, e con tempi lunghi sembra riuscire in questa impresa.
Certo non tutto è perfetto, la riforma va avanti a strappi, ma la separazione delle carriere, la madre di tutte le riforme sta procedendo e se dovesse andare in porto si possono perdonare gli scivoloni sul processo telematico.
Allora perché povero Nordio? Perché purtroppo il prezzo che sta pagando per riuscire è alto e imbarazzante.
Il garantista Nordio sta mettendo il suo nome sul Decreto Sicurezza, decreto che lascia fortissimi dubbi sul suo spirito garantista finendo per iscriversi in quel filone che vuole i problemi di sicurezza risolti con aumenti di pena e nuovi reati, che peraltro rimangono puntualmente disattesi e non risolvono i temi della sicurezza, che presuppongono presidi di prevenzione sul territorio (preferibilmente italiano e non albanese!), pene alternative facilmente applicabili, nuove norme di ingaggio e formazione delle forze di polizia.
Quindi meno demagogia repressiva e più presenza sul territorio, ma il povero Piero, ops Nordio ha dovuto cedere.
Anche sul tema carceri la presenza di Nordio si è avvertita solo nelle dichiarazioni e non nei fatti.
Le carceri scoppiano, i suicidi aumentano, ma affrontare questo tema evidentemente con la maggioranza del povero Nordio non è facile, per cui tanto vale metter da parte programmi di pene alternative, di edilizia carceraria, di formazione della Polizia Penitenziaria, che vanno bene per i Convegni e le dichiarazioni, ma non per il Parlamento.
Ma dove il povero Nordio ha pagato veramente il suo pegno più pesante è la vicenda Almasri, Nordio ha messo la sua faccia assumendosi responsabilità improbabili, mentre la sua Presidente del Consiglio si trasformava in fantasma.
La sua difesa della liberazione di Almasri è stato sicuramente il momento più imbarazzante della sua carriera, con spiegazioni causidiche, inciampi letterari, problemi di traduzioni, contraddizioni palesi.
Purtroppo quel momento non è indolore, ha sicuramente leso il prestigio di Nordio e la sua immagine di persona indipendente.
Povero Nordio, per favore porta a casa la separazione delle carriere e rimetti in sesto e in prestigio la magistratura, poi non ti dimenticare la tua cultura, la tua formazione per affrontare il tema sicurezza e carceri, è un problema di civiltà, per favore non lo dimenticare.

