di Marco Andreini
Sarebbe troppo facile dopo i risultati delle elezioni in Calabria rievocare Nenni, ma forse sarebbe più utile per comprendere meglio la situazione attuale , fotografare quelle piazze e gli slogan urlati .
Lo sciopero di Venerdì e’ stato indetto dai sindacati di base e dalla CGIL di Landini ,che per non farsi scavalcare e’ riuscito persino a farsi rimbrottare dal costituzionalista Sabino Cassese, che ha messo in ridicolo la sua difesa dello sciopero ,(dichiarato illegittimo dal garante).
Forse all’ex saldatore reggiano e’ bene ricordare il manuale del piccolo sindacalista , la prima regola che viene insegnata e’ che in una manifestazione sindacale nulla puo’ essere lasciato al caso , si decidono anche gli slogan che devono essere scanditi dai megafoni e si organizza il servizio d’ordine , che e’ da sempre costituito dai delegati e dal quadro attivo del sindacato (ndr da organizzatore di centinaia ,se non migliaia di manifestazioni ).
Non voglio nemmeno fare riferimento alla manifestazione di sabato ,ma a quelle della CGIL del venerdì , che hanno bloccato il paese e nella storia del sindacato italiano ,non si sono mai visti nello stesso giorno e in tutto il paese ,porti,aeroporti ,autostrade,tangenziali, bloccati .
Qualcuno ricordera’ che negli anni 80 ,in particolare in Alitalia e nel settore dei trasporti si registrarono tantissimi scioperi e si creo’ una vera e propria emergenza nel paese,e si innesto una larga campagna antisindacale sui media,gli scioperi venivano fatti senza alcun preavviso e creavano disagi totali a tutti gli altri utenti,,e fu Benvenuto ,al tempo seg Nazionale UIL a parlare per primo di autoregolamentazione sindacale degli scioperi,apriti cielo ,la UIL fu assalita dai delegati Alitalia inferociti .
Ci volle ancora qualche anno, ma il sindacato riusci’ unitariamente a darsi precise regole e su questa base venne creata la legge 146 ,che istituiva anche la commissione sugli scioperi .
Landini ha cancellato questa storia solo per non farsi scavalcare da sindacati di base che non sono stati capaci di contrastare nei luoghi di lavoro ,e maschera la propria ininfluenza e incapacità di rappresentare gli interessi veri dei lavoratori dietro la bandiera della Palestina .
Esaminando invece la piazza di sabato ,sicuramente,imponente ,va detto che non e’ la prima volta che a Roma sfilano milioni di persone , per esperienza vissuta , contro i missili di Comiso , sfilo’ un milione di persone, contro l’accordo di San Valentino sulla scala mobile altrettanti , e pero’,i missili fortunatamente furono istallati e portarono al crollo del grande impero dei soviet,e il referendum sulla cancellazione di San Valentino dell’85,venne clamorosamente bocciato ,contro ogni previsione .
E del resto il riformismo non e’ altro che la risposta politica al massimalismo movimentista della piazza fine a se stesso e prima o poi ,questa dicotomia puo’ mettere in crisi la gestione attuale del PD,diventato ormai una sorta di Sel 2.0 ,senza pero’ il carisma di Vendola.
E forse ormai solo un ritorno al proporzionale puo’ fermare questo pericoloso radicalismo intollerante che rischia nella peggiore delle ipotesi di farci tornare al tempo degli anni di piombo, nella migliore di farci sprofondare nella ingovernabilità del sistema politico.

