Ho l’impressione che la questione Alberi, Foresta Amazzonica, ossigeno in aria, sia per lo meno confusa. Credo valga la pena di perderci sopra una qualche attenzione.
La Fotosintesi Clorofilliana è quello strano fenomeno in cui la CO2 dispersa in aria, l’acqua succhiata dalle radici, la luce del sole come benzina, permettono la produzione di uno zucchero, il glucosio, e uno “scarto”, se vogliamo chiamarlo così, che è l’Ossigeno. Disperso in aria. Grazie a questa fotosintesi esistono piante, animali, l’uomo. Direi una cosa importante.
La crescita di una pianta, di qualsiasi pianta, avviene in un modo analogo a quella dell’uomo. Nella prima fase c’è una crescita rigogliosa, veloce, finchè raggiunge una maturità a partire dalla quale il modo di crescere rallenta significativamente, comincia la vecchiaia durante la quale c’è ancora un po’ di fotosintesi, ma poca cosa, finchè arriva la morte. Ci sono piante veloci, il pioppo, e ci sono piante lente, l’ulivo.
In pratica, soprattutto nel caso del pioppo, che è anche la nostra principale fonte per fare la carta, vale la pena di piantarlo, farlo arrivare alla sua maturità e quindi tagliarlo per piantarne uno di nuovo che faccia lo stesso percorso. Si massimizzano quindi i seguenti parametri: la quantità di CO2 assorbita/anno, la quantità di O2 prodotto/anno, la quantità di materia prima, la legna, prodotta/anno.
Conclusione: “Le piante vanno tagliate al momento giusto e ripiantate subito”.
Non sarà male approfittare di questo discorso per chiarire alcuni sciocchi luoghi comuni che inquinano la nostra testa.
1 – La Foresta amazzonica è il polmone verde dell’umanità. Non so chi sia l’ignorantone che si è inventato questa scemenza, di sicuro aveva tagliato pochi alberi per fare la carta con cui fare i libri su cui studiare. Tanto per dire i polmoni sono i nostri organi che adempiono alla funzione esattamente contraria alla fotosintesi. La fotosintesi produce zucchero e ossigeno, nei nostri polmoni si brucia lo zucchero con l’ossigeno che respiriamo producendo la CO2 che la fotosintesi aveva prima assorbito. Pensare ad una foresta come un polmone è proprio una cretinata. Ma siccome siamo buoni, molto buoni, il nostro inventore voleva dire che la foresta amazzonica produce larga parte dell’ossigeno che ci serve. Anche qui, libri letti, pochi.
La foresta amazzonica è nella fase terminale della vita delle piante, tant’è che i figli di puttana che rubano quelle piante ammazzando i legittimi proprietari, le rubano proprio perché il legno è vecchio, grande e particolarmente pregiato per fare pavimenti e mobili sontuosi.
In ogni caso la quantità specifica di ossigeno prodotto dalla foresta amazzonica, è decisamente residuale rispetto al vero, grande produttore di fotosintesi e quindi di ossigeno, che è il mare. E’ là che troviamo una vegetazione continuamente rinnovantesi e che non risente di stagionalità. Quindi un grande produttore di ossigeno. Anzi, il grande produttore di ossigeno.
Se proprio vogliamo usare questa sciocca espressione, è il mare il nostro polmone, non certo la Foresta amazzonica il cui destino, la cui vita, va decisa da chi ci vive, non certo da me. E neanche dai ladri.
Piero Furlan

