di Francesco Ruvinetti.
Per un terzo polo liberaldemocratico e liberalsocialista-riformista
Con le dimissioni di autorevoli rappresentanti, anche Azione segue la disfatta di Italia Viva: un disastro annunciato e causato da due leader che non sanno costruire nulla che non sia l’immagine di se stessi, figuriamoci un partito e per giunta liberaldemocratico che si fonda sulle regole democratiche. Meglio così.
Tuttavia, l’esigenza di un terzo polo rimane immutata. Un terzo polo che sappia riprendere i valori propri della tradizione e della storia dei liberal democratici e dei liberalsocialisti. Due movimenti che se avevano una ragione di divisione nel passato, non ne hanno più oggi e tanto meno nel futuro italiano e internazionale.
Questo è tanto più vero in un momento in cui in Inghilterra i laburisti, la cui tradizione Blairiana è derivata da quella socialista degli anni ottanta, sono tornati al potere con una forza mai avuta in passato e mentre i Democratici americani hanno dimostrato nella loro convenzione a Chicago di avere trovato leader giovani e preparati per avviare un nuovo corso sia in America che nel mondo.
A loro, chiunque voglia cimentarsi con la costruzione di un terzo polo progressista, deve, oggi guardare per creare un movimento che abbia una visione globale dei problemi delle società moderne. Un movimento che sia contemporaneamente italiano, europeo e globale perché i principi di un polo di questo tipo e natura, sono universali e sono stati alla base della costruzione delle nazioni democratico-costituzionali di oggi.
E oggi sono proprio le nostre democrazie, fondate a partire dalle rivoluzioni inglese, americana e francese del diciassettesimo e diciottesimo secolo ad essere sotto attacco e in pericolo. Ma non pare che questa consapevolezza sia oggi presente in Italia e in Europa, malgrado Mario Draghi abbia chiaramente evidenziato che “o si fa l’Europa o si muore”. Draghi, il liberalsocialista, unico leader che abbia capito la drammaticità dei tempi che stiamo vivendo e che proponga soluzioni adeguate.
I nostri due poli estremi ed opposti hanno bel altro in testa che queste esigenze di prohgresso e di sviluppo culturale e politico. Due movimenti disomogenei nei quali si trova di tutto e che ancora non hanno capito la posta in gioco: la democrazia e la libertà. Democrazia e libertà che passano anche per l’Ucraina e per la sconfitta di Trump (l’amico di Conte e Salvini). Guardiamoci attorno pertanto e provvediamo per quanto capaci di essere noi stessi liberalsocialisti a promuovere la nascita di questa nuova forza e soggetto politico.


1 commento
Draghi?